Sportequipe 8

Dr, sulle tracce di Tesla. La casa molisana è sempre molto reattiva a tarare i prezzi sul dinamismo del mercato

di Sergio Troise
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In un’epoca dominata dall’incertezza c’è ancora qualcuno che si sente garantito dalla forza dei numeri, ovvero dalle vendite (e dai fatturati) in crescita, e dalla fiducia negli investimenti proiettati su un futuro che non fa più tremare le vene e i polsi, come avvenne 18 anni fa, quando nacque il progetto più ardito, e forse più stravagante che si sia mai registrato nel mondo dell’auto. Ci riferiamo alla nascita della DR, l’azienda (oggi DR Group, con i marchi DR, EVO, Sportequipe e ICH-X) di Macchia d’Isernia che prende il nome dal suo fondatore Massimo Di Risio. Un imprenditore coraggioso che proprio in questi giorni festeggia il 18° compleanno della sua prima auto, quella DR 5 lanciata puntando su una stravagante partnership con una rete di supermercati e su una martellante campagna pubblicitaria imperniata sul fascino di Anna Falchi. Da allora è passata molta acqua sotto i ponti, e più volte DR ha rischiato di annaspare, travolta dai debiti e scoraggiata dal fallimento di progetti ambiziosi. Ma l’ostinazione con cui ci si è battuti alla fine ha pagato.

E oggi la piccola azienda della provincia molisana imparentata con i cinesi di Chery, Jac Motors e Baic, può vantare una più che dignitosa posizione sul mercato domestico (a dicembre 2023 la quota era del 2,08%) e può guardare al futuro con la consapevolezza che ci sono margini di crescita ulteriore, puntando anche sull’export (al momento si punta sulla Spagna) e, soprattutto, su una strategia mirata alla nascita di nuovi marchi. Uno di questi è destinato ai veicoli off-road, ovvero a quel K2 che ha rischiato di rovinare la reputazione del gruppo molisano, in quanto lanciato sul mercato con il marchio ICKX. La cosa ha indispettito l’ex pilota di Formula 1 Jackie Ickx che ha protestato. «Le cose non stavano così, e sulla questione sono circolate versioni infondate» dicono a Macchia d’Isernia, dove è stato comunque deciso, prim’ancora che arrivasse il giudizio di merito, di modificare il nome in ICH-X. «E con questo marchio – informa l’azienda – verranno lanciati, nel corso dell’anno, altri due nuovi modelli off-road che andranno ad affiancare il K2». L’ampliamento della gamma è infatti alla base della strategia di crescita del gruppo con modelli sia ibridi plug-in (si parla di un Suv di 4,5 metri) sia full electric. Se tutto andrà come previsto dal piano di crescita, a fine anno il gruppo DR disporrà di circa 30 modelli. Come i precedenti, saranno tutti “figli” della partnership con Chery, Jac e Baic, colossi cinesi con cui l’azienda molisana è strettamente imparentata. Una “parentela” talmente stretta da aver suscitato i dubbi dell’Antitrust sull’effettiva “italianità” dei prodotti. Problema serio, affrontato però con decisioni importanti: è stato presentato infatti il progetto di un impianto che prevede l’assemblaggio totale dei nuovi modelli in arrivo. «Dalla Cina riceveremo materiali scomposti e la costruzione verrà totalmente eseguite nella nostra fabbrica» informa l’azienda, ricordando che negli impianti oggi operativi lavorano, sui prodotti DR ed EVO, circa 500 dipendenti.

Il progetto del nuovo impianto è però legato ai finanziamenti del PNRR, dunque a decisioni indipendenti dalla volontà dell’azienda. Discorso simile per il sostegno alla diffusione del veicolo elettrico DR1 EV, gioiellino con 4 posti in 3,1 metri proposto a 24.900 euro, ma accolto con freddezza sul mercato del full electric. Come mai? «Non abbiamo varato una campagna di lancio adeguata – dicono a Macchia d’Isernia – ma ci riserviamo di farlo non appena il governo sbloccherà gli incentivi annunciati dal ministro Urso. Solo allora il prezzo scenderà da 24.900 a 11.250 euro e punteremo sulle grandi città». Le campagne incentrate sui listini, intanto, rappresentano un elemento trainante delle strategie DR. Proprio come Tesla. E infatti è stata da poco varata una campagna promozionale che prevede, in alcuni casi, sconti fino a 3.000 euro, coinvolgendo tutti i modelli dei 4 brand del gruppo (tranne i pick-up) e assicurando dotazioni di serie ultracomplete. Una nota dell’azienda riferisce che «grazie a politiche commerciali incentivanti e campagne di comunicazione di grande impatto le vendite sono in crescita e il fatturato ha raggiunto i 700 milioni di euro». 
 

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Mercoledì 27 Marzo 2024 - Ultimo aggiornamento: 15-04-2024 10:01 | © RIPRODUZIONE RISERVATA