L'hypercar e la Gt affiancate

Aston Martin, un ruggito britannico alla 24 Ore di Le Mans 2026: l’unica belva con un cuore 12 cilindri

di Mattia Eccheli
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Nelle hypercar la sfida non è solo tra costruttori e piloti, ma anche tra tecnologie. I prototipi della classe regina, la Lmh (Le Mans Hypercar), sono elettrificati, basati su motori a sei o otto cilindri, a V o meno, con 515 kW (700 Cv) di potenza massima sfruttabile, e un peso minimo attorno ai 1.030 kg. La sola eccezione è costituita dalla Valkyrie Amr, il bolide da competizione progettato da Adrian Newey e sviluppato dalla Aston Martin sull’omonimo modello stradale ad alimentazione ibrida messo a punto assieme alla scuderia di F1 Red Bull Racing, poi trasferito anche sui circuiti, a cominciare dalla classe Pro. La scheda tecnica della hypercar senza omologazione per la pista (i pochi esemplari prodotti, 150 in tutto, sono risultati “sold out” nel giro di poco tempo) parla di quasi 1.180 Cv di potenza, di cui “solo” la parte oltre la quadrupla cifra dipende dall’elettrificazione, e di uno spunto da 0 a 100 km/h in 2,6”.

La vettura da corsa da 4,5 metri di lunghezza, 50 centimetri in meno rispetto al massimo consentito e ciò nonostante da 1.270 kg di peso, è l’unica alimentata da un’unità V12 – un aspirato Cosworth da 6,5 litri – e non ibrida, fra l’altro con una trasmissione sequenziale a 7 marce. La Aston Martin Valkyrie Amr Lmh aveva debuttato sul circuito di Lusail, in Qatar, nel febbraio del 2025, partecipando alla prova da 1.812 chilometri che costituiva la tappa inaugurale del mondiale di endurance della scorsa stagione: una macchina non era arrivata in fondo, l’altra si era piazzata 17/a. Marco Sorensen e Alex Riberas avevano poi concluso il campionato con un quinto posto in Giappone e un settimo in Bahrain.

Quest’anno, dopo le prime due gare il danese e lo spagnolo sono ancora senza punti, mentre i britannici Tom Gamble e Harry Tincknell hanno esordito con la nona posizione a Imola e hanno sfiorato il podio (quarti) in Belgio: 14 punti finora contro i 35 dei primi della classe. In termini di affidabilità la Aston Martin ha fatto passi in avanti e la Valkyrie Amr Lmh sembra essere pronta per un risultato di grande prestigio. Alla 24h di Le Mans di un anno fa, Sorensen e Riberas assieme al canadese Roman De Angelis avevano chiuso a 4 giri dai vincitori in 12/a posizione con i colleghi del Regno Unito (anche il terzo membro dell’equipaggio arriva da Oltre Manica, Ross Gunn) due piazze e due tornate più indietro.

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venerdì 12 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2026 13:07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA