24 Ore di Le Mans: dopo tre ore si infiamma la lotta tra BMW e Toyota per la vetta

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LE MANS - Le prime tre ore della 24 Ore di Le Mans 2026 hanno confermato l’equilibrio che aveva caratterizzato le qualifiche e le prove della settimana, con Toyota e BMW protagoniste di una lotta serrata per la vetta della maratona francese. A rendere ancora più difficile la lettura della gara, le diverse strategie che stanno influenzando le gerarchie di questo primo scorcio di gara
Nella seconda ora era stata la Toyota GR010 Hybrid numero 8 a prendere il controllo della corsa grazie a una prestazione impeccabile di Sébastien Buemi. Lo svizzero, sfruttando la pista libera ottenuta dopo la prima tornata di pit-stop, aveva costruito progressivamente un vantaggio importante sui rivali, firmando anche il giro più veloce della gara e portando il margine a quasi 30 secondi. Alle sue spalle René Rast aveva consolidato la seconda posizione con la BMW M Hybrid V8 LMDh del Team WRT, mentre Ferdinand Habsburg manteneva l’Alpine A424 LMDh al terzo posto.
Con il passare dei minuti la lotta alle spalle del leader si era fatta sempre più intensa. Le due Cadillac V-Series.R del team Jota si erano infatti avvicinate sensibilmente all’Alpine, mentre la Cadillac del Wayne Taylor Racing occupava la sesta posizione davanti alle due Ferrari 499P ufficiali. Nelle prime fasi di gara nove Hypercar erano rimaste racchiuse all’interno dello stesso minuto, a testimonianza dell’elevato livello competitivo della categoria.
Più complicata invece la situazione in casa Peugeot. Le preoccupazioni espresse alla vigilia si sono concretizzate già nelle prime ore di corsa, con le due 9X8 stabilmente nelle ultime posizioni della classe Hypercar. La migliore delle vetture francesi, la numero 94 affidata in quel momento a Loïc Duval, accusava già oltre un minuto e mezzo di ritardo dalla vetta e oltre venti secondi dalla più vicina rivale, l’Aston Martin Valkyrie.
Allo scoccare della terza ora la situazione al comando è cambiata nuovamente grazie alle strategie. Brendon Hartley, salirò al volante della Toyota al posto di Buemi, ha continuato a controllare la corsa fino alla quarta sosta, effettuata poco prima dello scoccare della terza ora. Questo ha consentito alla BMW di Sheldon van der Linde, subentrato dopo il primo stint di Rast, di ereditare momentaneamente la leadership.
Dietro alla BMW si è inserita la Cadillac Jota di Louis Delétraz, mentre la Ferrari 499P numero 51 è salita fino al terzo posto grazie a un sorpasso di Alessandro Pier Guidi sulla Cadillac di Ricky Taylor sul rettilineo di Mulsanne. Tuttavia la classifica rimane fortemente condizionata dal ciclo delle soste e la Toyota numero 8, pur risultando sesta nell’ordine provvisorio, resta virtualmente la vettura di riferimento.
Tra gli episodi più significativi delle prime tre ore c’è stato anche un momento di tensione per la Ferrari numero 50. Antonio Fuoco è finito in testacoda all’uscita di Tertre Rouge dopo un contatto durante il doppiaggio della Oreca numero 30 del Duqueine Team guidata da Richard Verschoor. L’italiano ha perso circa dieci secondi oltre a ricevere un richiamo da parte della direzione gara.
In LMP2 la leadership è passata nelle mani della Oreca del Duqueine Team. Dopo il lungo inseguimento portato avanti da Julien Andlauer nella seconda ora, Richard Verschoor ha completato il lavoro portando l’equipaggio in testa alla categoria. L’olandese ha costruito un vantaggio di oltre 20 secondi sulla Oreca del Forestier Racing by Panis di Louis Rousset, tornata nelle posizioni di vertice grazie alle differenti strategie sugli pneumatici. Terza posizione per la Oreca di IDEC Sport, davanti alle vetture di Inter Europol Competition e Proton Competition.
Nella sottoclasse ProAm continua a comandare la Oreca del AO by TF. PJ Hyett aveva inizialmente accumulato oltre un minuto di margine sui rivali, ma nel corso della terza ora Ben Barnicoat è riuscito a ridurre sensibilmente il distacco con la Oreca di AF Corse portandolo a meno di 30 secondi. Più staccata la Oreca del TDS Racing.
Anche la categoria LMGT3 ha offerto diversi spunti interessanti. La Lexus RC F LMGT3 del team Akkodis ASP ha mantenuto il comando della corsa grazie all’ottimo lavoro di Tom Van Rompuy. Il pilota belga ha saputo gestire il vantaggio ereditato da Jack Hawksworth e, nel corso della terza ora, è riuscito addirittura ad aumentare il margine fino a oltre trenta secondi sulla BMW M4 LMGT3 del Team WRT guidata da Darren Leung.
Dietro ai primi due si è messa in evidenza la Porsche 911 GT3 R del Manthey. La squadra tedesca ha beneficiato della scelta strategica di schierare inizialmente il pilota Bronze James Cottingham, permettendo poi al professionista Ayhancan Güven di ritrovarsi in pista contro numerosi gentleman driver. Il turco ha recuperato rapidamente terreno risalendo fino alle posizioni di vertice della categoria. Nella lotta per il podio figurano inoltre la Ford Mustang LMGT3 del Proton Competition e la Mercedes-AMG LMGT3 del team Iron Lynx.
Non sono mancati nemmeno i primi problemi tecnici. L’altra Porsche del Manthey è stata la prima vettura della classe a dover sostare a lungo ai box per la sostituzione di un tirante dello sterzo danneggiato perdendo, così, due giri. Attardate anche la Corvette del 13 Autosport e la Mercedes-AMG numero 61 di Iron Lynx sono finite in difficoltà, la prima per danni conseguenti a un contatto e la seconda per un intervento resosi necessario dopo una segnalazione della direzione gara.
FIA WEC - 24 Ore di Le Mans: Risultati terza ora




