Honda, indagine per guasti su 1,4 milioni di motori, ma solo per le auto con V6 vendute negli USA

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L’NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration, ovvero l’agenzia USA per la sicurezza stradale), ha aperto il 20 agosto scorso una formale inchiesta per fare luce su guasti che riguardano potenzialmente 1,4 milioni di vetture vendute tra il 2016 e il 2020, tutte con motore V6 3,5 litri.
Si tratta dunque di una misura che non interessa automobili e modelli venduti in Europa dato che riguarda le Acura TLX model year 2018-2020 e la MDX 2016-2020 oltre alle Honda Pilot 2016-2020, Odissey 2018-2020 il pick-up Ridgeline 2017-2019. La notizia tuttavia salta all’occhio per il numero di veicoli coinvolti e per la fama di affidabilità della quale gode il più grande produttore di motori al mondo.
Oltre infatti a produrre 5 milioni di automobili all’anno, Honda sforna circa 12 milioni di motocicli all’anno, inoltre sviluppa, costruisce e vende anche motori jet per aerei business e una miriade di cosiddetti power product che vanno dal decespugliatore al generatore fino ai trattorini e agli spazzaneve. L’indagine è partita dopo 173 diverse segnalazioni che riguardano la rottura delle bronzine dell’albero motore.
Questo tipo di motore non è tuttavia nuovo a problemi di questo tipo poiché già nel 2023 c’erano state segnalazioni che riguardavano proprio l’albero motore. In quel caso la Honda aveva addossato la responsabilità di tutto ad un’errata regolazione nel macchinario di produzione. Honda ha allora richiamato quasi 250mila vettura rilevando problemi solo nell’1% e agendo in garanzia in 1.450 casi.
Per Honda si tratta tuttavia della seconda grande inchiesta subita dall’NHTSA dopo quella pubblicata in marzo e riguardante il sistema stop&start per 2,2 milioni di veicoli venduti tra il 2016 e il 2025. Anche in quel caso, si parla di modelli solo per gli USA come Pilot e Ridgeline per il mancato riavvio del motore dopo un arresto che avrebbe causato in totale 1.384 incidenti, due dei quali con feriti.




