Un crash test di un seggiolino Artsana Chicco

Crescere sicuri: Chicco fa rete per proteggere i più piccoli. L’azienda italiana fa rete per diffondere la cultura della sicurezza in auto

di Paolo Artemi
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Non un allarme, ma un impegno. Chicco, marchio storico nel mondo dell’infanzia, ha deciso di trasformare un dato preoccupante in un’occasione per costruire consapevolezza. In Europa, gli incidenti stradali restano la prima causa di morte tra i bambini. Solo in Italia, nei primi nove mesi del 2025, hanno perso la vita 24 piccoli passeggeri. Eppure, un seggiolino usato correttamente riduce il rischio di morte del 70%.
Il problema non è tanto la tecnologia, quanto la conoscenza: il 27% dei genitori usa il seggiolino in modo scorretto, mentre il 94% ammette di sentirsi poco informato.

Da qui parte il progetto “In Viaggio Sicuri”, promosso da Chicco con il patrocinio di Regione Lombardia e Fondazione Pubblicità Progresso e con la partecipazione di Società italiane delle autoscuole Unasca, Società Italiana di Neonatologia Sin, Unione italiana dei Giornalisti dell’Automotive Uiga.

Obiettivo? Fare squadra per proteggere i più piccoli. “Vogliamo rendere la sicurezza un gesto quotidiano, non un obbligo – ha spiegato Corrado Colombo, commercial vicepresident Europe di Artsana (Chicco) –. La nostra responsabilità non si ferma alla produzione di seggiolini innovativi, ma si estende alla diffusione di una cultura condivisa della prevenzione.”

Una rete per la sicurezza: dal centro nascita all'autoscuola. L'obiettivo è ambizioso ma concreto: costruire una rete virtuosa che accompagni genitori e adulti in ogni fase del percorso, dalla nascita alla guida. Nel biennio 2024–2025, Chicco ha già formato oltre 3.000 persone con corsi gratuiti e si pone un traguardo preciso: 400.000 persone entro il 2028. Un impegno che si articola su tre pilastri fondamentali.

La voce dei medici: "la sicurezza inizia in ospedale". Nei Centri Nascita, ogni famiglia riceve centinaia di informazioni, ma spesso manca un passaggio chiave: come portare il neonato a casa in sicurezza. Per questo Chicco ha stretto una partnership con la Società Italiana di Neonatologia (SIN). Il professor Massimo Agosti, presidente Sun, racconta: “Abbiamo inserito momenti di formazione dedicati alla sicurezza in auto già durante la degenza post-partum. È un messaggio semplice ma cruciale: la protezione dei bambini inizia dal primo viaggio della loro vita”. Entro il 2028, questa collaborazione raggiungerà 230.000 famiglie, grazie al coinvolgimento diretto di pediatri e neonatologi.

Educare chi guida: la collaborazione con le autoscuole. La sicurezza dei bambini non dipende solo dai genitori. Chicco ha scelto di collaborare con Unasca, l’associazione nazionale delle autoscuole, per inserire la cultura della responsabilità alla guida nei corsi per neopatentati e professionisti. Il dottor Alfredo Boenzi, segretario nazionale Autoscuole Unasca, spiega: “Ogni istruttore può diventare un moltiplicatore di sicurezza. Parliamo a chi guida ogni giorno, anche ai tassisti e agli autisti, perché la protezione dei più piccoli riguarda tutti”. Il progetto, che coinvolgerà 4.500 allievi ogni anno, prevede anche incontri dedicati agli over 65, spesso nonni e accompagnatori abituali dei bambini.

I negozi diventano punto d'incontro. Infine, il luogo più familiare per i genitori: il negozio. Chicco, insieme a partner come Prénatal, sta trasformando i punti vendita in spazi di ascolto e consulenza. Qui, oltre all’acquisto, i neogenitori trovano formazione pratica e incontri con esperti certificati. Un papà milanese, intervenuto durante l’evento, ha raccontato: “Pensavo di saperlo montare, invece avevo il gancio posizionato male. Ho capito quanto sia importante chiedere aiuto, e quanto pochi minuti possano fare la differenza.”

Raccontare per prevenire: il ruolo dei media. Durante il dibattito, il vicepresidente dell’Unione Italiana Giornalisti Automotive Uiga, ha ricordato il ruolo cruciale dell’informazione: “I giornalisti devono parlare di sicurezza con empatia, non con paura o spettacolarizzazione. Raccontare storie vere, rispettare la privacy dei minori, e offrire strumenti pratici ai lettori”. E ha proposto anche piccoli gesti quotidiani che possono salvare vite. Per esempio, lasciare il telefono o la borsetta sul sedile posteriore accanto al seggiolino, per non dimenticare il bambino in auto; oppure insegnare ai più grandicelli ad aprire la portiera con la mano opposta, ruotando il corpo e controllando l’arrivo di bici o moto. “Non servono drammi, ma buone abitudini da moltiplicare”, ha concluso.

Un impegno che continua. L’iniziativa “In Viaggio Sicuri” è solo il primo passo. Chicco vuole trasformare la sicurezza in auto in una responsabilità collettiva, dove istituzioni, medici, insegnanti e genitori agiscono insieme. Come recita il claim scelto per la campagna: “Informare i grandi per proteggere i più piccoli”.

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domenica 26 ottobre 2025 - Ultimo aggiornamento: 16:40 | © RIPRODUZIONE RISERVATA