SupportBelt di Ford è per le persone che hanno subito interventi chirurgici

Cinture di sicurezza, il nuovo modello di Ford è inclusivo. SupportBelt è per le persone che hanno subito interventi chirurgici

di Nicola Desiderio
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La cintura di sicurezza è un dispositivo che va allacciato sempre. Per legge, è presente dal 1976 su tutte le automobili, in Italia dal 1988 è obbligatorio indossarla e dal 1996 è doveroso farlo anche per chi siede sui sedili posteriori. Ci sono però categorie di persone per le quali le cinture di sicurezza rappresentano un problema, tra cui le donne affette da tumore al seno e che si sono sottoposte a interventi chirurgici di mastectomia e ricostruzione. Per loro Ford ha realizzato SupportBelt, un accessorio che permette anche a queste persone di poter utilizzare la cintura di sicurezza senza avvertire quei disagi che comporta avere una pressione su una zona del corpo diventata critica a seguito di una grave malattia. L’idea del SupportBelt è stata il punto di incontro tra la necessità e la creatività di chi, come Lynn Simoncini, è direttore creativo dell’agenzia di marketing VML ed è partner di Ford.

La Simoncini, costretta a una doppia mastectomia a causa di un tumore al seno diagnosticatole nel 2022, si è accorta presto che la pressione della cintura di sicurezza sul torace era fonte di dolore anche nei brevi spostamenti casa-lavoro che la obbligavano ad assumere farmaci o portarsi dietro asciugamani o animali di pelouche. Possibile che, per un problema che interessa almeno 100mila donne ogni anno negli Usa, non ci fosse un rimedio più semplice ed efficace? Forte del suo rapporto di collaborazione, ha chiesto allora aiuto a Ford che ha raccolto la sfida affidandosi ai propri ingegneri e designer e consultando medici e donne affette dalle stesse difficoltà. La Simoncini ha messo su un foglio i primi schizzi e il progetto finale è stato firmato da una giovane stagista, specialista in ergonomia, Rima Shkoukani la quale racconta di aver dedicato tre settimane ininterrotte per definire forma e materiali in grado di assicurare il massimo comfort. Il SupportBelt è una sorta di tegola realizzata in morbida schiuma e rivestita in pelle e scamosciato riciclato al 40%. È lungo quasi mezzo metro, largo 16 cm e alto 6 cm ed è applicabile, tramite attacchi in velcro, alle cinture di sicurezza dei sedili anteriori con la parte concava rivolta verso il petto della persona. In questo modo la cintura – che è fatta di filamenti in poliestere in modo da essere flessibile e resistente a strappi, a tagli e scalfiture però è dura in superficie – non aderisce direttamente al corpo, ma attraverso un supporto morbido e più esteso distribuendo la pressione sul petto su un’area più ampia.

Un’innovazione semplice, funzionale che ha fruttato a Lynn diversi premi, tra cui quello di una rivista da addetti ai lavori del mondo dell’industria come Automotive News, e che purtroppo ha una platea globale potenziale enorme: quello al seno è infatti il tumore più diffuso al mondo per le donne e, secondo le statistiche dell’Unione Europea, solo nel 2021 sono state 363mila le donne sottoposte a mastectomia e in Italia 38,8 persone ogni 100.000: «Spero che porti loro un poco di comodità in una situazione scomoda» ha detto l’inventrice di questo dispositivo il cui brevetto appartiene a Ford. La casa di Dearborn si è dichiarata però disposta a condividerlo con altri costruttori, in modo da poterlo rendere utilizzabile anche su vetture diverse dalle Ford, e ha iniziato dalla fine del 2024 a promuoverne l’utilizzo in Nordamerica offrendolo gratuitamente attraverso il proprio portale ufficiale di marchandising. Ora sembra arrivato anche il momento dell’Europa: la Spagna è il primo Paese ad adottare il SupportBelt in collaborazione con la Asociación Española Cáncer Mama Metastásico (AECMM) e ha già diffuso gratuitamente 200 unità campione che sono state letteralmente polverizzate. Altri Paesi come l’Italia stanno già lavorando a soluzioni analoghe.

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domenica 10 agosto 2025 - Ultimo aggiornamento: 08:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA