YangWang U8, una nuotata in piscina con il colossale suv cinese che non ha paura dell’acqua
Ne sentiamo parlare oramai da più di un anno, l’avevamo già vista da vicino al Salone di Ginevra nel 2024 e finalmente abbiamo l’opportunità di incontrarla alla luce del sole, per vederla fare una delle cose più incredibili che ne accompagnano ormai la fama: la capacità di nuotare nell’acqua.

Un’automobile anfibia è una roba da film, da sbarco, da sempre un sogno per i costruttori, non tanto perché vi sia la fila per acquistare un veicolo del genere, ma perché crea curiosità e dunque comunicazione. BYD ha però sviluppato la YangWang U8 partendo da un punto di vista diverso: alcune zone della Cina vengono investite da tempeste improvvise che scaricano quantità enormi di pioggia trasformando alcune zone in veri e propri corsi d’acqua la cui profondità inganna gli automobilisti provocando numerose vittime.

Prima di parlare di come la U8 riesca nello scopo, vale la pena ricordare tutti i suoi numeri e le sue meraviglie. Parliamo di un colosso lungo 5,22 metri – ma c’è anche la versione lunga da 5,4 metri... – e che pesa oltre 3,5 tonnellate ed è spinto da un sistema ibrido plug-in formato da un motore 2 litri da 272 cv e 4 motori elettrici da 220 kW l’uno per una potenza totale di 880 kW (1.196 cv), uno 0-100 km/h in 3,6 secondi e, grazie alla batteria da 49 kWh ricaricabile a 110 kW, di un’autonomia in elettrico di 180 km e di 1.000 km complessiva.

E proprio grazie alla presenza di un motore per ruota, la U8 può persino girare letteralmente su sé stessa, ma non è la sola perché, come è noto, vi riesce anche la Mercedes Classe G elettrica. Di livello elevatissimo infine l’allestimento, i materiali utilizzati e dispositivi per il comfort e la sicurezza che può contare su un numero spropositato di sensori: 3 Lidar, 5 Radar e 13 telecamere. Altri due sensori ad onde millimetriche si trovano sotto i retrovisori e sono una delle chiavi delle capacità natatrici del gigante cinese. Servono infatti a misurare la profondità dell’acqua.

Quella della piscina dove ci stiamo per tuffare è alta 1,8 metri ed è lunga circa 50 metri e alla fine non c’è una rampa, per uscire bisogna infatti fare letteralmente inversione di marcia e tornare al punto di partenza. Non siamo noi a guidare e sui sontuosi sedili posteriori, poco accanto, c’è l’ingegnere che ha progettato la U8 fornendole di tutte le sue meraviglie e ci spiega come riesca a nuotare senza toccare le ruote sul fondo. La U8 ha una capacità di guado pari ad un metro grazie anche alle sue sospensioni elettropneumatiche che sollevano il corpo vettura di ben 15 cm.

La vettura parte lentamente, entra nella piscina e si immerge rapidamente con la funzione “wading” inserita. Ad un certo punto si bloccano le portiere, si chiudono i finestrini e si apre il tetto apribile. Sullo schermo compare la scritta “floating” e ci accorgiamo che abbiamo iniziato a galleggiare, ma la vettura non si ferma e, dopo essersi coricata in avanti, trova un assetto costante continuando ad avanzare. Ebbene sì: sta nuotando e possiamo alzarci in piedi mettendo testa e busto fuori dal tetto osservando intorno a noi l’acqua che avvolge la vettura, ma non la sommerge.

L’ingegnere accanto a noi intanto ci spiega che la funzione “floating” si attiva automaticamente quando la vettura rileva una profondità superiore ad un metro e che la U8 può marciare in acqua fino a 3 km/h grazie alla conformazione speciale del battistrada e dei cerchi che, attraverso la rotazione, creano di lato dei vortici che, girando in senso antiorario, spingono la vettura. Osservando poi il fenomeno dai bordi della piscina, i vortici sono ben visibili ed è come se la vettura abbia ruote orizzontali in corrispondenza dei passaruota.

Ci chiediamo come possa galleggiare senza che l’acqua entri nella batteria e negli altri sistemi della vettura e ci viene detto che ha una protezione IP68, un numero che fa riferimento allo standard di protezione internazionale IEC 60529 che definisce i livelli di isolamento contro polvere e acqua. Stiamo per arrivare alla fine della piscina e la domanda sorge spontanea: dov’è il timone? È il volante. È come fa a girare? Le ruote interne rallentano e invece accelerano quelle esterne, in particolare quella posteriore, così che la U8 vira meglio di un motoscafo senza neppure inclinarsi.

Quando la vettura si avvicina al punto di partenza e le ruote toccano di nuovo il fondo solido, non si avverte nulla mentre quelle anteriori iniziano di nuovo a spingere secondo la loro natura, seguite poco dopo da quelle posteriori. La vettura gronda acqua, ma dentro non ne è entrata neppure una goccia. Le guarnizioni delle portiere non sembrano nulla di speciale eppure hanno tenuto. La U8 sarebbe potuta rimanere in acqua per almeno mezz’ora. In una condizione come questa, il gigante cinese costituisce un dimostratore e un’attrazione, ma il messaggio non vuol essere questo.

La U8 è pronta a fronteggiare un corso d’acqua in caso di emergenza con un margine di sicurezza sconosciuto a qualsiasi veicolo, non a navigare per laghi e fiumi per gioco, tanto più se sono soggetti a moto ondoso e correnti che potrebbero trasformare il Suv cinese in una trappola per i suoi occupanti. Il bello è che la YangWang U8 è già pronta per ripartire per un’altra nuotata e noi ci saremmo fatti volentieri un altro giro: ci stavamo prendendo gusto ed è come se anche lei abbia piacere a sguazzare nell’acqua facendosi beffe di qualsiasi altro celebrato fuoristrada.




