La nuova Nissan Juke Hybrid

Juke, il full hybrid di Nissan. Guida elettrificata per il crossover coupè: più efficienza e consumi molto ridotti

di Cesare Cappa
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MILANO - L’elettrificazione è il mantra dell’industria automotive. Una necessità per seguire le regole, un dovere per tutelare l’ambiente. A prescindere da quale sia la motivazione reale, è la tecnologia a dettare le regole dell’auto del futuro, o almeno dell’auto che ci accompagnerà verso il prossimo futuro. Nissan vanta un portafoglio ricco nel prioprio panorama ingegneristico, che ovviamente sposa in pieno la scelta dell’elettrico. Una scelta che nei prossimi anni porterà la casa giapponese a realizzare vetture equipaggiate di accumulatori allo stato solido. Una soluzione che dovrebbe rendere le vetture elettriche più appetibili anche per chi non ha mai dichiarato una passione rovente per l’elettrico. Batterie con maggiore densità energetica garantiranno maggiori autonomie, tempi di ricarica più rapida, ma soprattutto dovrebbero avere un peso più contenuto rispetto ai pacchi batteria attuali. E questo porterà alla realizzazione di vetture più leggere e più divertenti da guidare. Un aspetto quest’ultimo che ancora non ha convinto proprio tutti. E se Nissan diventa tra i pionieri del futuro elettrico dell’auto, lo è anche del presente. 

La casa giapponese presto renderà disponibile sul modello Qashqai la tecnologia e-Power. Sistema che di fatto può essere classificabile come elettrico range extender. Quindi si tratta di un complesso alimentato a benzina, ma il motore termico non interviene direttamente nella trazione del veicolo, insignito del ruolo di generatore. Pertanto le ruote sono sempre mosse dall’unità elettrica, mentre quella “classica” a scoppio fornisce l’energia necessaria per caricare la batteria che a sua volta alimenta l’elettrico. Un giro di parole per dire che alla fine non serve la ricarica alla colonnina, ma il pieno dal benzinaio. 

Un ventaglio importante che oggi può contare su una nuova forma di elettrificazione, che si palesa con il modello Juke Hybrid. Il crossover nipponico va così ad alimentare le diverse alternative Nissan, in un settore sempre più competitivo che si gioca le proprie carte sulla sostenibilità. La nuova variante di Juke rientra nella classificazione dei modelli full-hybrid. Ovvero vetture in cui elettrico ed endotermico contribuisco in modo attivo alla trazione, ma l’autonomia nel solo modo 100% EV è di una manciata di chilometri. Questo perché il pacco batteria è di soli 1,2 kWh. Poco per le grandi distanze, più adatto alla frenesia della guida in città. Una guida in cui fermate e ripartenze la fanno da padrone. E quindi la situazione ideale per ricaricare in breve tempo approfittando dell’energia derivata dalle frequenti frenate e rallentamenti, così da poter massimizzare il più possibile la guida in elettrico.

Il sistema di cui dispone Nissan Juke Hybrid deriva ovviamente dall’esperienza dell’Alleanza. Infatti a seconda del comparto preso in esame gli attori protagonisti sono la casa giapponese e ovviamente Renault. Partendo dal motore termico aspirato da 1,6 litri e 94 cavalli di potenza, si scopre che è proprio Nissan l’artefice di tale elemento. Nissan che è stata responsabile della realizzazione anche del primo dei due motori elettrici di cui la Juke Hybrid dispone. Si tratta di un’unità capace di 49 cavalli che di fatto contribuisce “attivamente” alla trazione del veicolo (la potenza complessiva è superiore ai 140 cv). Renault ha messo in campo il cambio multi-mode e il secondo motore elettrico. Questo è quello che assurge alle funzioni di motorino di avviamento e generatore, e quindi alimenta fisicamente il pacco batteria di cui sopra. Un apparato certamente complesso, che amplia le possibilità di Juke Hybrid. Il crossover giapponese supporta naturalmente la modalità di guida in elettrico, l’ibrido in parallelo e quello in serie. Nel primo caso i due motori (elettrico e termico) si alternano per fornire la trazione necessaria. Nel secondo è solo il propulsore elettrico a farlo, con quello termico che funge essenzialmente da generatore.

Anche la trasmissione è un altro elemento distintivo. Il dispositivo è privo di sincronizzatori e di frizione. Quattro marce sono dedicate al termico e altre due al complesso elettrico. Le prime sono quelle che potremmo in qualche modo definire “tradizionali”, le seconde hanno una gestione separata.
Su strada il crossover Juke si conferma un’ottima compagna di viaggio sia per la guida in ambito urbano che in quello extra urbano. La rumorosità del 1,6 aspirato sale al salire di giri, ma rimane sempre entro i livelli di guardia. I prezzi partono da 30.300 euro, e i consumi sono di 5,2 litri per 100 km, per 118 g/km di CO2. Utile il sistema denominato e-padel, che si attiva con un apposito tasto sul tunnel centrale. Così si passa alla guida a singolo pedale, esattamente come avviene sulle auto elettriche. La frenata in fase di rilascio non è propriamente equiparabile, ma sufficientemente “vigorosa” per evitare un uso spregiudicato del freno tradizionale. Comunque necessario se ci si vuole arrestare completamente.

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Martedì 21 Giugno 2022 - Ultimo aggiornamento: 22-06-2022 10:16 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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