Byd, Seal ora è anche Suv. È uno Sport utility il quinto modello della casa cinese lanciato in Italia

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CASCAIS - Tre lettere, come i milioni di auto che quest’anno ha venduto entrando nella top 10 mondiale e di questi oltre la metà (1.574.822, +73%) sono elettriche. Numeri che pongono la BYD già come numero uno dei costruttori di autovetture ad emissioni zero nell’ultimo trimestre (526.409 unità, +60%) e che, secondo molti analisti, la proiettano verso la vetta mondiale entro il 2024. Una dimensione globale che coinvolge sempre di più l’Europa dove BYD è già sbarcata commercialmente e presto lo farà anche industrialmente con lo stabilimento che costruirà a Szeged, in Ungheria. Nel frattempo la gamma di BYD si arricchisce del quinto modello in gamma.
Si chiama Seal U, dove il primo nome fa riferimento ad un berlina media che è tra le 7 finaliste del premio “Auto dell’Anno 2023” e U sta per Utility. Trattasi dunque di un Suv lungo 4 metri e 78 dallo stile famigliare. E non a caso. Le sue linee escono infatti dalla matita di Martin Egger, tedesco con un passato in Lancia e Alfa Romeo, Audi, Seat e Lamborghini. I fari anteriori con i tirabaci, la calandra che fa tutt’uno con il cofano e i fianchi sinuosi rendono BYD non certo efficiente (cx di 0,32), ma sicuramente gradevole.

La Seal U è famigliare anche per la grande abitabilità e per il bagagliaio da 552 litri ampliabile a 1.440 litri abbattendo il divanetto 60/40. Sotto il cofano non ci sono vani, ma la possibilità ci sarebbe e in BYD ci stanno lavorando. Merito dell’architettura e-Platform 3.0 nativa per vetture elettriche la cui struttura, insieme ad una corposa dotazione di sistemi di assistenza guidati da una telecamera e quattro sensori radar, ha permesso alla Seal U di guadagnarsi le 5 stelle EuroNCAP. La frenata automatica d’emergenza agisce anche in presenza di traffico trasversale, sia davanti che in retromarcia, e c’è anche il sistema che blocca le portiere nel caso di fianco siano in arrivo veicoli, pedoni o ciclisti. Tutta digitale la plancia con lo schermo al centro (da 12,8” o da 15,6”) che può essere posizionato in verticale o in orizzontale. Il sistema di bordo è graficamente chiaro e veloce, ha la connessione 4G, è aggiornabile over-the-air, interagisce con qualsiasi dispositivo anche in remoto, integra molte app di uso comune e permette di trasformare in chiave del veicolo lo smartphone. Per ricaricare quest’ultimo ci sono prese USB e USB-C e ben due piastre ad induzione. Il climatizzatore è dotato di pompa di calore e di filtro per il PM2.5. Buona la qualità dei materiali, migliorabili per risposta alcuni comandi.

Belli e comodi i sedili, rivestiti in pelle vegana traforata e bicolore con bordatura arancio, regolabili elettricamente, ventilati e riscaldati così come il volante. BYD nasce come produttore di batterie e la Seal U lo dimostra perché ha un accumulatore con struttura cell-to-pack (senza moduli) con celle “blade” a chimica LFP (Litio-Ferro-Fosfato). Rispetto alle più comuni NMC (Nickel-Manganese-Cobalto) ha prestazioni inferiori, ma è meno costosa, più sicura, più duratura ed è anche più sostenibile per l’ambiente. La batteria della Seal U può avere una capacità di 71,8 kWh, ricaricabile fino a 115 kW per un’autonomia di 420 km, oppure da 87 kWh, ricaricabile fino a 140 kW per un’autonomia di 500 km. Entrambe hanno un caricatore a corrente alternata da 11 kW che permette il V2L (Vehicle-To-Load), ovvero alimentare dispositivi esterni attraverso un apposito adattatore. Il motore è un sincrono a magneti permanenti da 160 kW e 310 Nm posizionato anteriormente che integra la trasmissione, l’inverter e tutti i sistemi di gestione dell’energia e della potenza. La Seal U ha la trazione anteriore, raggiunge 175 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 9,3” che diventano 9,6” nella versione con batteria più grande e pesante.

Provato tra le strade che si snodano poco più a Nord di Lisbona, il Suv cinese si dimostra famigliare anche nelle caratteristiche stradali. L’assetto molto morbido e lo sterzo dalla risposta placida sono il complemento ideale ad un motore dalla risposta fluida e volutamente meno stupefacente che su altre elettriche. Di contro, i consumi si mantengono costantemente allineati a quelli promessi dal costruttore infondendo serenità di utilizzo. A questo proposito, la BYD Seal U gode di una garanzia generale di 6 anni o 150.000 km, di 8 anni e 150.000 km sul motore e di 8 anni e 200.000 km sulla batteria. Per il listino ci sarà da attendere ancora un po’. A titolo esemplificativo, in Germania la versione Comfort con la batteria da 420 km costa 41.990 euro (sufficienti per rientrare negli incentivi governativi italiani) e la Design da 500 km chiede 3mila euro in più.




