Suzuki e-Vitara

Suzuki e-Vitara, il grande passo verso la mobilità elettrica. È il primo Suv Bev 4x4 della Casa di Hamamatsu

di Sergio Troise
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In casa Suzuki (terzo marchio giapponese, da poco avanti alla Nissan con 3,3 milioni di auto vendute nel 2025), c’è voluto un po’ di tempo per decidere di compiere il grande passo verso la mobilità elettrica. Ma alla fine il dado è stato tratto. E dunque, dopo aver investito inizialmente solo sull’ibrido, è ora disponibile nelle concessionarie anche la e-Vitara, primo SUV elettrico 4x4 (ma disponibile anche con la sola trazione anteriore) della Casa di Hamamatsu. La lunga fase di preparazione al debutto nel “nuovo mondo” delle auto a emissioni zero ha richiesto scelte impegnative: a fronte di una sostanziale conferma dello stile (ma rispetto all’ibrida, la Vitara elettrica, con 4,28 metri, è più lunga di 9 cm) è stato deciso infatti di produrre l’auto in India e di utilizzare batterie Made in China.

La piattaforma è invece la nuova Heartect-e Made in Japan, condivisa con Toyota, che la utilizza per la Urban Cruise. Frutto del lavoro di designer e tecnici giapponesi anche il resto, ovvero il design che unisce dettagli tecnologici come il frontale senza griglia e i fari Matrix a tre punti a un aspetto squadrato e muscoloso che esalta il carattere di quest’auto capace di unire tecnologia, rispetto ambientale e spirito d’avventura. In proposito, in sede di presentazione del nuovo modello i vertici di Suzuki Italia hanno tenuto a sottolineare che “si tratta di un’auto che non si limita a offrire una mobilità a zero emissioni, ma porta con sé l’essenza autentica del DNA Suzuki, ovvero versatilità, piacere di guida e un’anima pensata per l’avventura anche in 4x4”.

Esternamente lo stile trasmette l’immagine di un’auto dalla doppia anima: quella high-tech, per esprimere la modernità di un BEV di nuova generazione, e quella avventurosa, per riaffermare la forza e la presenza da vero fuoristrada. Tutto ciò mantenendo gli stilemi e le proporzioni tipiche dei SUV compatti Suzuki. La carrozzeria presenta dunque un design definito da linee scolpite che comunicano potenza e modernità, e l’immagine è quella di un’auto robusta, forse grazie anche a pneumatici di grande diametro e al passo lungo (2.700 mm).

Ma il cuore della novità sta ovviamente tutto nella motorizzazione elettrica, che è disponibile, come detto, sia per la versione a trazione integrale (con doppia motorizzazione, che occuperà il 90% della produzione), sia per quella con la sola trazione anteriore (spinta da un solo motore). Più in dettaglio: sia la versione 2WD che la 4WD AllGrip sono alimentate da un pacco batterie da 61 kWh; la prima dispone di una potenza massima di 128 kW per 193 Nm di coppia; l’altra, caratterizzata dall’architettura Dual Motor, dispone di una potenza totale di 135 kW (184 cv) per 307 Nm di coppia. Il gruppo motopropulsore BEV è costituito dal sistema eAxle che integra il motore e l’inverter, assieme alla batteria al litio ferro-fosfato che – assicura la Casa – “garantisce sicurezza, affidabilità, durata e una gestione termica ottimizzata, anche in condizioni impegnative”.

Secondo i collaudatori che hanno messo a dura prova l’auto prima del lancio commerciale “il sistema consente un’accelerazione progressiva da fermo rapida e fluida e un’accelerazione decisa in fase di sorpasso ad ogni velocità, garantendo un feeling di guida reattivo e sotto controllo anche in caso di fondi sconnessi”. Ciò detto, le prestazioni non cambiano tra 4x4 e 4x2: la velocità massima per entrambe è di 150 km/h, con passaggio in accelerazione da 0 a 100 in 7 secondi.

Per quanto riguarda l’autonomia, per la versione con la sola trazione anteriore la casa dichiara fino a 426 km, ma si possono raggiungere i 581 km nei percorsi puramente urbani; per la 4WD ALLGRIP l’autonomia cala a 395 km. Risultano competitivi i tempi di ricarica: 45 minuti per passare dal 10% all’80% in DC fast charge; circa 5,5 ore per passare dal 10 all’80% con AC 11 kW trifase; circa 9 ore per passare dal 10 all’80% con AC 7 kW monofase. Particolare interessante, grazie alla modalità My Room, è possibile utilizzare climatizzazione e infotainment durante la ricarica senza attivare il veicolo.

Elettrificazione e abbattimento delle emissioni a parte, la nuova e-Vitara si fa apprezzare anche per certi contenuti hi-tech specifici, come quelli contenuti nella tecnologia “ALLGRIP-e”, che esalta il sistema di trazione integrale elettrico sfruttando tutta l’esperienza di Suzuki nella tecnologia 4x4. Questo sistema, infatti, non solo fornisce elevate prestazioni, ma consente anche un controllo preciso del veicolo grazie ad una un’eccellente reattività. Inoltre include una modalità Trail che consente di uscire senza problemi da terreni difficili applicando la forza frenante alle ruote che slittano e distribuendo la coppia motrice al pneumatico opposto (il sistema simula l’intervento di un differenziale a slittamento limitato).

Di rilievo anche l’attenzione alla sicurezza, grazie alla disponibilità dei più avanzati sistemi di assistenza alla guida (ADAS). Tra questi, oltre al cruise control adattivo che “sorveglia” l’attenzione del guidatore e – se necessario – riduce la velocità, spicca anche il DSBS II, ovvero il Dual Sensor Brake Support di seconda generazione, che grazie a un radar a onde millimetriche e a una telecamera, garantisce un’ampia area di rilevamento degli ostacoli, consentendo il rilevamento anticipato di persone e oggetti e mitigando il rischio di collisioni. Quattro le modalità di guida previste (Eco, Normal, Sport e Trail), ma stranamente non c’è l’e-pedal, comodo nel traffico e ormai diffuso su molte auto elettriche.

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venerdì 3 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 09:44 | © RIPRODUZIONE RISERVATA