Leapmotor B10

Leapmotor B10 electric e Reev: interessanti non solo per il rapporto qualità/prezzo

di Sergio Troise
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Si parla tanto di “pericolo giallo”, di “invasione cinese” e di attacco all’industria europea. Sicuramente c’è del vero. Ma c’è anche dell’altro, di segno diverso. Come l’accordo di partnership siglato sin dall’ottobre del 2023 dalla multinazionale euroamericana Stellantis con Leapmotor, giovanissima azienda orientale (è nata nel 2015) inizialmente dedicatasi allo sviluppo di software, intelligenza artificiale e componenti per veicoli elettrici, poi “scesa in campo” con la T03, citycar elettrica che sta scalando le classifiche di vendita anche in Italia. Con grande soddisfazione di Stellantis, che di Leapmotor è diventata il maggiore azionista e ha costituito una joint venture che vede il gruppo guidato da Antonio Filosa al 51% e i soci cinesi al 49%, con l’impegno a esportare e produrre veicoli elettrici fuori dalla Cina, ad assemblare alcuni modelli in Spagna e ad acquistare congiuntamente componenti per ridurre i costi di sviluppo.

Sulla scorta del successo della piccola T03, sono arrivate, una dopo l’altra, le Leapmotor B10, nelle varianti full electric e full hybrid: due auto molto interessanti, e non solo per il rapporto qualità/prezzo comune a tutte le auto “made in China”, ma anche per lo stile, le linee pulite da classico crossover compatto, le proporzioni intelligenti, lo spazio a bordo (un tantino meno sull’ibrida), le prestazioni e il prezzo.

Lunga 4,51 metri, larga 1,86, alta 1,66, l’auto si distingue per il tetto panoramico che illumina l’abitacolo, le maniglie a scomparsa, i fari molto sottili che caratterizzano il frontale e la fascia luminosa a Led sulla coda. Belli i cerchi in lega da 18”, ma tutto sommato predominano semplicità e “pulizia” delle linee. A dare un tocco di originalità c’è il sistema di apertura delle portiere, che può avvenire sia con lo smartphone (scaricando e configurando preventivamente l’applicazione dedicata), sia tramite tessera (Key Card). In pratica, se non si ha a portata di mano il telefono, basta appoggiare la tessera magnetica in dotazione sullo specchietto retrovisore esterno per aprire.

Gli interni della Leapmotor B10 sono sostanzialmente identici tra la versione 100% elettrica e la variante ibrida. Entrambe condividono lo stesso stile minimalista e tecnologico, presentando una plancia lineare, dominata da un grande display centrale per l’infotainment (da 14,6 pollici) e un piccolo cruscotto digitale da 8,8 per il guidatore. Le informazioni risultano chiare in tempo reale, con focus su velocità, chilometraggio, stato della batteria e dati sugli ADAS, che sono ben 17, al servizio della sicurezza e della tranquillità. Con gli aggiornamenti OTA, poi, l’auto resta sempre al passo con nuove funzionalità, miglioramenti delle prestazioni e della sicurezza.

Quanto al comfort, non sarà quello di una limousine di lusso, ma lo spazio non manca, si sta comodi sia davanti che dietro (anche in 5) con un pavimento posteriore completamente piatto, e si fa apprezzare l’illuminazione ambientale a 64 colori sincronizzabile con la musica diffusa da 12 altoparlanti. Scongiurato il timore di imbattersi in materiali scadenti: plastiche e rivestimenti si fanno apprezzare e risulta giusta la scelta di non variare rivestimenti e configurazioni disponibili a seconda del tipo di motorizzazione. Che può essere, come detto, full electric o ibrida. In quest’ultimo caso – vale la pena ricordarlo – si riduce lo spazio nel bagagliaio: sulla Leapmotor B10 elettrica, infatti, il vano di carico varia da 430 a 1.700 litri, mentre sull’ibrida si scende a 330 litri, aumentabili fino a 1.600 con i sedili posteriori ripiegati.

Ma andiamo con ordine. E vediamo, a questo punto, come si distinguono l’elettrica e l’ibrida. Entrambe sono a trazione posteriore, ma la prima è spinta da un solo motore a emissioni zero da 218 cv/240 Nm alimentato, a scelta del cliente, da una batteria LFP (Litio Ferro Fosfato) da 56,2 kWh o da una più potente, da 67,1 kWh, mentre l’altra ha due motori, un elettrico e un termico a benzina. Nel primo caso l’autonomia varia da 361 a 434 km in base alla batteria scelta. Per la full electric, inoltre, la Casa indica in 30 minuti il tempo di ricarica dal 30 all’80% e dichiara per entrambe le potenze una velocità massima autolimitata a 170 km/h, mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h varia da 6 a 8 secondi, in base alla batteria scelta.

Cambiano le cose per l’ibrida. Che in verità rappresenta davvero un esempio di qualità superiore, in grado di ottimizzare rendimento, prestazioni e rispetto ambientale con una sofisticata tecnologia range extender, grazie alla quale si abbattono consumi ed emissioni senza penalizzare le prestazioni. Denominata B10 REEV Hybrid, l’auto dispone di una batteria (sempre LFP) da 18,8 kWh che alimenta un motore 4 cilindri 1,5 litri a benzina da 68 cv, sistemato sotto al cofano anteriore e “servito” da un serbatoio da 50 litri. Questo motore ha il compito di fungere da generatore per la batteria. Batteria che consente inizialmente di percorrere circa 80-90 km in modalità 100% elettrica prima che entri in funzione il motore a benzina, che operando da generatore consente di estendere l’autonomia fino a 900 km. La trazione è posteriore per entrambe. Molto simile il comportamento dinamico (tipico di auto con taratura soft degli ammortizzatori) e adeguate le prestazioni, con velocità massima “unificata” di 170 km/h e lo 0-100 in 7,5 secondi per l’ibrida e 8,0 per l’elettrica.

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sabato 1 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 14:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA