I partecipanti alla conferenza stampa di presentazione dello SNIM alla Camera dei Deputati

SNIM, presentato a Montecitorio il Salone Nautico della Puglia. A Brindisi dal 22 al 26 ottobre innovazione, portualità e ruolo del Sud

di Sergio Troise
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L’economia del mare continua a crescere e la nautica da diporto italiana, fatta salva qualche eccezione, gode buona salute. Non deve sorprendere, dunque, se nel cuore di luglio c’è chi programma eventi fieristici dedicati al settore, cominciando sin da ora a proiettarsi sull’autunno, ovvero sulla stagione dedicata alle scelte mirate alla stagione nautica 2027. E’ quanto sta avvenendo nel Sud, territorio confermatosi come l’area con il maggiore peso nel “sistema mare”, assorbendo il 34,2% del valore aggiunto e il 39,9% dell’occupazione dell’intera economia del mare nazionale. Ed è in questo scenario che si colloca la decisione degli organizzatori dello SNIM, il Salone Nautico della Puglia, di presentare sin da ora il programma della 22ma edizione della loro manifestazione, in calendario dal 22 al 26 ottobre a Brindisi, due settimane dopo la chiusura del Salone di Genova e cinque giorni prima del Salerno Boat Show: una sorta di staffetta tra Adriatico e Tirreno che può far solo bene al comparto.

Una presentazione in grande stile, quella dello SNIM, svoltasi a Roma, nell’austera cornice di Montecitorio, sede della Camera dei deputati, dove è stato illustrato un programma mirato a confermare il ruolo dell’evento brindisino come uno dei più interessanti del panorama fieristico nazionale, non per niente gratificato nel 2025 del patrocinio di Confindustria nautica, e del riconoscimento, da parte della Regione Puglia, della qualifica di “internazionale”.

L’edizione 2026 prevede la partecipazione di circa 180 espositori e oltre 350 imbarcazioni, a terra e in acqua, con la presenza – viene assicurato - dei principali cantieri italiani. Come ormai consuetudine nelle fiere del settore, sono in programma anche convegni ed eventi dedicati a innovazione, sostenibilità, formazione, portualità turistica, cultura e sport del mare. E sin dalla presentazione è stato ricordato che non mancherà il sostegno delle istituzioni locali. E’ stato approfondito infatti il ruolo degli eventi territoriali come leva di crescita per l’economia del mare nel Sud ed è stato ricordato come la nautica si dimostri ormai da tempo uno dei comparti più dinamici dell’economia del mare italiana, con un giro d’affari stimato in circa 8,6 miliardi di euro.

Secondo i dati del Centro Studi Tagliacarne citati dagli organizzatori, oltre il 33% delle imprese italiane della filiera nautica è concentrato nelle regioni del Sud e il 46,1% dei posti barca nazionali si trova lungo le coste del Mezzogiorno, che conta oltre 4.000 chilometri di litorale e alcune delle destinazioni turistiche più attrattive del Mediterraneo. Un potenziale che, attraverso investimenti mirati, sviluppo infrastrutturale e semplificazione amministrativa, potrebbe generare nei prossimi cinque anni una crescita superiore al 25%, con ricadute positive su imprese, occupazione qualificata e attrazione di nuovi investimenti. In questo quadro – vale la pena sottolinearlo - la Puglia e la città di Brindisi assumono un ruolo sempre più rilevante grazie alla posizione strategica, alla crescita della cantieristica, allo sviluppo della portualità turistica e alle politiche regionali a sostegno della blue economy.

Alla conferenza stampa, moderata dal giornalista Maurizio Bulleri, sono intervenuti, con il presidente dello SNIM, Giuseppe Meo, il presidente dell’Intergruppo parlamentare su nautica, subacquea e turismo marino, Gimmi Cangiano; il responsabile del Dipartimento per le politiche del mare Pierpaolo Ribuffo; il responsabile Relazioni esterne e sviluppo di ALIS, Nicolò Berghinz, e il direttore generale per i servizi territoriali del MIMIT, Amerigo Splendori.

“Il Governo – ha ricordato l’onorevole Cangiano - ha dimostrato una forte attenzione verso l’economia del mare, a partire dall’istituzione di un ministero dedicato. La nautica è un settore in cui l’Italia è leader mondiale e rappresenta una leva strategica per occupazione, crescita e sviluppo del Mezzogiorno. Per questo dobbiamo continuare a investire, superando gli ostacoli normativi e infrastrutturali, a partire dalla carenza di posti barca. Iniziative come lo SNIM sono fondamentali perché favoriscono il confronto tra istituzioni, imprese e territori e aiutano la politica ad ascoltare e costruire soluzioni concrete”.

Giuseppe Meo, numero uno del salone pugliese, da parte sua ha ricordato che “nel corso di ventidue edizioni lo SNIM è cresciuto fino a diventare non solo una vetrina commerciale per imprese e cantieri, ma anche una piattaforma stabile di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria, operatori economici, università e centri di ricerca. E’ prioritario – ha sottolineato Meo - affrontare il tema dei costi d’ormeggio e della carenza di posti barca. Formazione, innovazione, ricerca, sostenibilità ambientale e internazionalizzazione sono oggi le principali leve per rafforzare la competitività del comparto. È con questa visione che il Salone ha ampliato il proprio programma, affiancando all’esposizione fieristica iniziative dedicate alle nuove competenze, all’apertura internazionale delle imprese, anche grazie al contributo di ICE, e allo sviluppo sostenibile della nautica nel Mezzogiorno”.

Presto per sapere, nel dettaglio, quali novità di prodotto, tra natanti, gommoni, motori e accessori, saranno esposte in autunno a Brindisi. Ma una cosa è certa: la cantieristica pugliese è tra le più attive, si distingue soprattutto nella cosiddetta “piccola nautica”, ed è prevedibile che venga messo in mostra il meglio del Made in Adriatico.

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giovedì 9 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 19:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA