Mimì ha debuttato al Sydney Boat Show con il Libeccio 8.5. Da Napoli all’Australia: i gozzi resistono al tempo e alle mode
Tra Napoli e Sydney ci sono 16.182 chilometri. Distanza considerevole, che tuttavia non ha spaventato Domenico Senese, titolare del cantiere nautico Mimì, specialista in gozzi, ovvero barche nate due secoli fa per la pesca, oggi diventate – grazie all’intuizione del caposcuola Cataldo Aprea - qualificata espressone di una nautica da diporto capace di esaltare il legame tra tradizione e innovazione.
Fondando il proprio impegno su questo valore imprescindibile, Domenico Senese (per tutti Mimì) ha deciso dunque di allargare a dismisura gli orizzonti commerciali della propria azienda, stringendo un accordo commerciale con un importatore australiano (il dealer Boatology) e partecipando, dal 13 al 16 novembre, al Sydney Boat Show, una delle più importanti manifestazioni nautiche dell’emisfero australe.
La partecipazione – sia chiaro – si è limitata all’esposizione di una sola barca, il Libeccio 8.5 Cabin, un day cruiser sportivo di 8,50 metri con scafo in vtr e coperta in pregiato teak massello, che dispone di una spaziosa cabina matrimoniale, di una cucina esterna completa di lavandino, fuochi e frigo, e di wc separato, motorizzata con un entrobordo Yanmar da 230 hp. “Ma è una barca che rappresenta al meglio i valori del nostro cantiere, design italiano, qualità costruttiva artigianale, facilità di gestione e ottima tenuta di mare anche in condizioni impegnative”, dice Senese, aggiungendo che “entro fine anno sbarcherà in Australia anche un Libeccio 13.50 Cabin”.
“Ma l’essere presenti a Sydney – tiene a dire ancora il numero uno del cantiere napoletano – ha già rappresentato per noi un’occasione importante. Ha segnato infatti un nuovo traguardo nell’espansione internazionale della nostra azienda, che nel 2025 ha festeggiato i 50 anni di attività e ora si prepara ad un nuovo passo importante, ovvero l’allargamento della sede di Agnano, dove viene prodotta tutta la nostra gamma di gozzi”.
Una gamma – vale la pena ricordarlo – che comprende modelli dai 7 ai 13,5 metri allestiti in varie versioni (il solo Libeccio 8.5 è disponibile negli allestimenti Open, Classic, Classic Wheel, Sport e Walkaround), che ha superato il limite delle 100 unità prodotte in un anno e ha venduto nel mondo oltre 3.000 unità. “Ormai – dicono ad Agnano – l’Italia ci sta stretta. Sono una decina i paesi in cui è attivo un nostro dealer, siamo presenti nei principali mercati del Mediterraneo, abbiamo ampliato la rete commerciale in Asia e nel Nord Europa, fino a raggiungere l’Oceania, e non ci fermeremo qui. A breve saranno firmati nuovi accordi per garantire una copertura sempre maggiore”.
Ma come si spiega questa stupefacente resistenza dei gozzi alle mode, all’innovazione e alla concorrenza di barche di nuova generazione? Secondo il titolare del Cantiere Mimì “si spiega con l’interesse verso tutto ciò che è Made in Italy e, nel caso dei gozzi, con l’apprezzamento per imbarcazioni versatili, con una forte identità stilistica e con capacità di navigazione sorprendenti”.
Tutto ciò ha di certo contribuito a sostenere il progetto di ampliare l’export fino all’”altro capo del mondo”. Ma, come a volte capita, la decisione di avviare la vendita di gozzi Made in Naples anche in Australia e Nuova Zelanda non è frutto di ricerche di mercato né di particolari studi economici. E’ frutto di un caso. Ovvero di una gita turistica fatta dal signor Zain Moloobhoy, quarta generazione di una famiglia di imprenditori australiani con una tradizione nautica che risale al 1905, da sempre appassionato di barche e fondatore della società d’importazione Boatology.
”Circa un anno fa – ha raccontato lui stesso – ero in vacanza in Italia e ho avuto l’occasione di navigare, per una gita turistica nel mare della Costiera Amalfitana, a bordo di un gozzo del cantiere Mimì. Me ne sono letteralmente invaghito, e ho deciso di fondare Boatology, società nata pochi mesi fa con l’obiettivo di importare gozzi in Australia e Nuova Zelanda”.
Secondo il neo importatore australiano, “questi gozzi offrono una straordinaria tenuta di mare, anche in condizioni avverse, e la loro qualità costruttiva è tipica della cantieristica italiana. Del resto – aggiunge – questi cantieri hanno una lunga storia alle spalle, raccolgono un’eredità artigianale che li mette in condizione di esaltare la qualità e la cura dei dettagli. L’equilibrio tra il design, la funzionalità degli spazi a bordo e la facilità di conduzione dei gozzi Mimì li rende ideali per i nostri mari, mentre a livello estetico evocano tutto il fascino del Mediterraneo, che è fantastico da ammirare a Sydney come a Sorrento”.




