Un momento del convegno sul lavoro marittimo

Formazione e digitalizzazione nel futuro del lavoro marittimo. A Procida l’ottava edizione dell’assise dedicata al comparto

di Antonino Pane
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PROCIDA -  Centosettaduemila  occupati in più nei prossimi cinque anni. Arriveranno, infatti, altre 54 navi da crociera. È necessaria, subito, una ulteriore e convinta spinta verso la digitalizzazione, una sempre più marcata semplificazione delle procedure, un miglior coordinamento fra gli enti di formazione e le compagnie. Sono i tre ingredienti che secondo Fabio Pagano sono “imprescindibili” per superare l’ormai cronica carenza di personale del comparto marittimo italiano, mantenendo quindi viva una storica tradizione come quella italiana. Il Presidente del Comitato del Lavoro Marittimo lo ha  ribadito a Procida, aprendo i lavori dell’ottava edizione dell’assise sul lavoro marittimo: Rotte incerte, futuro necessario e irrinunciabile. 

“Pochi mesi fa – ha aggiunto Pagano  – abbiamo tagliato un importante traguardo, ovvero siamo arrivati alla digitalizzazione del libretto di navigazione, una battaglia portata avanti proprio da questo Comitato che, finalmente, è diventata realtà contestualmente alla creazione dell’anagrafe unica, e anch’essa digitale, della gente di mare. Un passaggio significativo, del quale siamo orgogliosi, ma questo deve essere un punto di partenza. Come è ormai noto infatti il comparto marittimo è alle prese con una carenza di personale ormai strutturale e occorre invertire la tendenza: l’Italia vanta un patrimonio di competenze ed esperienze che non può andare disperso. La nostra ricetta è chiara e poggia su tre pilastri: digitalizzazione, semplificazione dell’apparato burocratico, raccordo ancora più intenso fra mondo della formazione e mondo del lavoro. Sappiamo anche - ha sottolineato Pagano - che sotto questo profilo è stato fatto molto e che gli enti coinvolti sono operativi e pronti a mettersi a disposizione: è un fatto positivo, perché mai come in questo caso si può dire che siamo tutti sulla stessa barca. Ridare slancio all’attrattività del settore marittimo in Italia può essere importante anche per l’intero Sistema Paese: le grandi crisi internazionali che stiamo vivendo hanno imposto all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza del trasporto marittimo come leva imprescindibile per la sicurezza e lo sviluppo: un ulteriore motivo per rafforzare questo settore anche in Italia, partendo dal capitale umano”. 

Per quanto riguarda semplificazioni e digitalizzazione, il primo passo riguarda la questione delle visite mediche biennali dei marittimi: “Qui serve un cambio di passo proprio per non creare eccessive difficoltà ai lavoratori – ha proseguito Pagano – Ci stiamo lavorando, in silenzio come piace a noi, d’intesa con gli uffici preposti e il Ministero della Salute”. 

Nella prima giornata del Convegno, che ha ricevuto il patrocinio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del ministero per il Lavoro e le Politiche Sociali e del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, in apertura un applauso della sala è andato ai marittimi ormai da più di tre mesi bloccati nel Golfo Persico e sono intervenuti fra gli altri Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, con un messaggio scritto, il Comandante del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo; il direttore marittimo della Campania, ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino e diversi esponenti della politica, dell’amministrazione e del cluster marittimo-portuale.

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giovedì 4 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 20:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA