la nuova ammiraglia Riva, yacht in alluminio di 55 metri

Al “nuovo” Ferretti Group un’eredità importante: ecco la nuova ammiraglia Riva, yacht in alluminio di 55 metri

di Sergio Troise
  • condividi l'articolo

Dopo l’anteprima riservata a clienti e Vip svoltasi ad Amalfi, tra il 12 e il 14 giugno nel corso di un evento esclusivo denominato Midsummer Dream dedicato anche all’inaugurazione di una nuova Riva Lounge presso il resort 5 stelle Borgo Sant’Andrea, in Ferretti Group hanno finalmente deciso di far conoscere a tutti il nuovo gioiello di famiglia: sono state infatti diffuse immagini e notizie dettagliate del Riva 54Metri, nuova ammiraglia del marchio più prestigioso della holding italo-cinese: uno yacht di 55 metri (per la precisione 54,83, con baglio massimo di 9,18) di straordinaria bellezza, costruito totalmente in alluminio, già classificato dal Lloyd’s Register come imbarcazione in grado di rispettare i più elevati standard internazionali in termini di sicurezza, qualità costruttiva e ingegneria navale.

Una certificazione di qualità che si somma allo stile firmato, come tutti i Riva di più recente generazione, da Officina Italiana Design, lo studio fondato da Mauro Micheli e Sergio Beretta che da trent’anni disegna in esclusiva l’intera gamma Riva, lavorando in sinergia con il Comitato Strategico di Prodotto e il Dipartimento Engineering di Ferretti Group. Un dipartimento – vale la pena ricordarlo - di cui ha fatto parte, fino al 14 maggio scorso, anche Piero Ferrari, dimessosi dall’incarico di vicepresidente e uscito dal Gruppo Ferretti, in polemica con i soci che hanno orchestrato il ribaltone che ha portato alla nuova gestione, con Stassi Anastassov insediatosi nel ruolo di amministratore delegato in sostituzione di Alberto Galassi (genero di Ferrari) e il cinese Tan Ning nel ruolo di presidente. Piero Ferrari è stato, tra l’altro, l’armatore del primo Riva 50, fino a pochi giorni fa l’imbarcazione ammiraglia della gamma Riva (si chiamava Race ed è stata venduta non molto tempo fa).

Il nuovo superyacht di Riva è dunque un prodotto “figlio” di scelte e programmi della precedente gestione, e probabilmente sarebbe stato opportuno ricordarlo in sede di presentazione del nuovo modello. Il nuovo Ceo Anastassov si è limitato a ricordare, nella sua dichiarazione alla stampa, il valore della tradizione e l’importanza di programmare il futuro. “Il nuovo Riva 54Metri – ha detto il manager bulgaro - non è solo la barca più grande mai costruita dal cantiere, è l’espressione di oltre 180 anni di artigianalità, innovazione e rigorosa ricerca della bellezza. Ciò che rende Riva unico – ha aggiunto - è la capacità di rispettare la sua straordinaria tradizione senza mai diventarne schiavo.

Siamo fieri delle icone che hanno plasmato la nostra storia, ma abbiamo la responsabilità di creare anche le icone del futuro. Questo yacht rappresenta alla perfezione quella filosofia: ha l’eleganza senza tempo che definisce Riva da intere generazioni, ma stabilisce anche nuovi standard di design, tecnologia, comfort ed esperienza a bordo. Ogni grande marchio deve rendere onore al proprio passato. I marchi di maggiore prestigio si fondano sul loro passato per costruire poi un futuro ancora più grande. Riva 54Metri è un potente richiamo al fatto che i migliori capitoli di questa storia eccezionale sono ancora da scrivere.”

A giudicare dalle prime immagini diffuse dal cantiere, il nuovo yacht reinterpreta su una scala dimensionale senza precedenti gli stilemi classici del brand, mantenendo intatta quella coerenza formale che rende ogni Riva immediatamente riconoscibile. Le proporzioni equilibrate, la silhouette filante e la purezza delle linee creano un’immagine di straordinaria armonia, mentre dettagli contemporanei e superfici scolpite, esaltate dalla verniciatura con colori metallizzati conferiscono profondità e tridimensionalità al profilo, come in una raffinata opera di design.

Mauro Micheli, che di questo capolavoro di stile, equilibrio ed eleganza è uno degli artefici, tiene a sottolineare che “si è fatto di tutto per realizzare un mix di sportività e raffinatezza, bilanciando i volumi, le proporzioni e le masse, fino a creare un oggetto quasi scultoreo”. E comunque – aggiungiamo noi – mettendo in acqua una barca ben riconoscibile come Riva, che non rinuncia a dettagli come i colori Moon Grey, London Grey e Bright Black, e a dettagli preziosi come l’acciaio lucido e l’inconfondibile linea di galleggiamento color acquamarina.

Sul piano strutturale, il nuovo Riva 54Metri si sviluppa su quattro ponti, con il principale, il superiore e l’inferiore collegati da un ascensore centrale. A bordo trovano posto fino a 10 persone in 4 cabine, alle quali si aggiunge una grandiosa suite armatoriale a prua del main deck. Cinque le cabine doppie riservate all’equipaggio, più una riservata al comandante, adiacente alla postazione di comando. Che non è – vale la pena ricordarlo – come quelle di una volta, ma dispone, per la timoneria, soltanto di una moderna mini ruota e di una sofisticata attrezzatura tecnologica per la navigazione strumentale, con sistemi di navigazione di ultima generazione e una console completamente integrata che comprende apparati NAVCOM, sistemi di governo, comunicazione e sicurezza, oltre a un sistema Full ECDIS con cartografia elettronica integrata. Più in dettaglio, il layout è dominato da un display panoramico centrale stretch da 44’’, affiancato da due monitor da 27’’. Sul piano trovano inoltre posto tre schermi touchscreen da 24”, mentre ai lati sono posizionati due pannelli che celano gli strumenti analogici, seguiti da due appoggi con desk estraibile.

Tecnologia a parte, una dettagliata descrizione fornita dal cantiere sottolinea che “il concept che guida lo yacht è la costante connessione con il mare, interpretata attraverso una sequenza di spazi ampi e panoramici che favoriscono una continuità naturale fra ambienti interni ed esterni”. Si fanno apprezzare, dunque, le grandi vetrate a tutta altezza e le numerose aree outdoor, fino alle murate abbattibili che ampliano beach area e pozzetto trasformandoli in terrazze sospese sull’acqua.

Con una superficie superiore a 100 metri quadri, il sundeck è uno degli spazi più spettacolari a bordo, completamente customizzato e progettato per il massimo relax. Il ponte è idealmente suddiviso in tre grandi aree. A poppa si trovano due grandi prendisole full custom e una beach area che rappresenta uno dei pregi migliori dell’imbarcazione. A cominciare dalla piattaforma transformer di 5 metri quadri con passerella extra-wide lunga circa un metro e mezzo che conduce alla beach area sul lower deck, che si estende per 42,5 metri quadrati. Al centro dell’area si trova una piscina di 4 metri di lunghezza per due di larghezza, rivestita in ceramica bianca e affiancata da ampi prendisole laterali. Dotata di due serbatoi dedicati all’acqua dolce e di un sistema di riscaldamento, questa piscina è progettata per poter rimanere piena anche durante la navigazione, caratteristica che evita la necessità di svuotare e riempire nuovamente la vasca in occasione di brevi trasferimenti.

Ai lati della beach area, due murate abbattibili di 10 metri quadri ciascuna ampliano la superficie disponibile di altri 20 metri, portando la superficie a oltre 60 metri quadri complessivi. L’area è inoltre dotata di un tendalino installabile all’occorrenza per l’ombreggiatura, assistito da un sistema semi-automatico per il tensionamento del telo, soluzione ripresa anche a poppa e a prua del ponte superiore e del ponte sole. A completare la zona, un’area gym protetta da vetrate fumé, cui si accede tramite un portellone che si apre verso l’alto, anch’esso rivestito in vetro.

Salendo sei gradini si raggiunge il pozzetto del main-deck, che si sviluppa su una superficie di 45 metri quadri ed è arredato con un grande divano fronte marcia completo di chaise longue, poltrone free standing, un mobile storage in tinta con lo scafo sul lato sinistro e un american bar sul lato di dritta, attrezzato con frigorifero, ice maker e lavabo.

Sul lato sinistro del pozzetto si trova inoltre la scala esterna che conduce all’upper-deck, mentre all’inizio del camminamento laterale di sinistra è collocato il secondo accesso verticale alla sala macchine. Anche il pozzetto è dotato di due murate abbattibili da 6,6 metri quadri ciascuna, per un totale di 13,2 metri quadri aggiuntivi. Autentiche terrazze sospese sull’acqua possono rimanere aperte anche durante la navigazione.

Attraverso una grande porta scorrevole apribile elettricamente, dal pozzetto si accede al salone principale, un ambiente luminoso e sofisticato, articolato tra una zona living a poppa e una zona dining a prua. Inutile dire della qualità e del buon gusto degli arredi interni, dall’area dining alla lobby centrale, dove si trova l’ascensore che collega i tre ponti.

A prua dell’upper-deck spicca una delle soluzioni più innovative del progetto: oltre a un grande divano a C centrale, l’area accoglie due grandi divani prendisole laterali che, sollevandosi tramite un meccanismo a cerniera, rivelano l’area tecnica semi coperta destinata al varo e all’alaggio dei water toys (un tender Williams 625, due moto d’acqua e ulteriori attrezzature a scelta) dotata di una gru integrata che funge anche da albero di navigazione.

Alla suite armatoriale, collocata a prua, si accede attraverso una porta rivestita interamente di pelle bianca dalla parte della lobby e in marmo nero dalla parte della cabina. All’ingresso della suite si trova un’area office con vanity desk in pelle nera posizionato sotto l’ampia finestra di dritta e un guardaroba a tutta parete rivestito in pelle. Una doppia porta sliding automatica introduce alla cabina, una meravigliosa oasi di relax a tutto baglio. Le pareti alternano rivestimenti in teak naturale e marmo, mentre un’ampia porzione della parete frontale, interamente rivestita a specchio, cela un televisore da 65’’ integrato e incorniciato lateralmente da due pannelli in Sahara noir. Il letto king size, rivestito in pelle, è valorizzato da una testiera con inserto in marmo e da comodini in pelle.

Sempre secondo le descrizioni del cantiere, “la cabina armatoriale beneficia inoltre di una straordinaria luminosità grazie a due ampie vetrate a scafo, apribili elettricamente per consentire anche l’aerazione naturale dell’ambiente”. In sintonia il bagno riservato alla cabina dell’armatore, dotato di una spaziosa doccia idromassaggio con cromoterapia, interamente rivestita in marmo, e dotato di un doppio lavabo in Sahara Noir e arredi in teak naturale, completati da un grande specchio che cela anche una piccola Tv.

Degna di un ristorante stellato la cucina, attrezzata con elettrodomestici professionali, tra cui due forni Rational, due frigoriferi e due freezer. Al centro si trova un’isola operativa con piano di lavoro scorrevole, sormontata da una struttura contenitiva con lampade a infrarossi, progettata per consentire allo chef di predisporre gli impiattamenti e all’equipaggio di effettuare un servizio rapido ed efficiente.

Quanto alla motorizzazione, il nuovo Riva 54Metri è equipaggiato con due MTU 12V2000 M96L da 1.432 kW ciascuno che assicurano velocità massima di 18 nodi e andature di crociera di 11 nodi, con autonomia di circa 3.600 miglia. Tutto ciò “poggiando” su una carena dislocante e utilizzando un sistema di propulsione a linea d’asse ottimizzata con eliche a passo fisso a sei pale. “Caratteristiche – fanno sapere dal cantiere – che garantiscono al tempo stesso efficienza, affidabilità e comfort di navigazione”. A integrazione delle informazioni sui contenuti tecnici, i progettisti di Ferretti Group tengono a far sapere che “la nuova ammiraglia Riva è dotata di due timoni elettrici capaci di lavorare anche in maniera indipendente assicurando miglior capacità di governo, efficienza energetica e integrazione con i sistemi digitali di bordo”.

Prestazioni e comportamento dinamico a parte, dal quarter generale di Ferretti Group vengono fornite informazioni anche sul comfort. “L’imbarcazione – viene assicurato – può contare su un sofisticato sistema composto da quattro pinne stabilizzatrici elettriche Naiad Dynamics, progettate per ridurre sensibilmente il rollio in ogni condizione operativa. Rispetto ai tradizionali sistemi idraulici – viene sottolineato - la tecnologia elettrica garantisce minori ingombri, maggiore silenziosità e una risposta più rapida. La configurazione adottata, rispetto a una configurazione con due pinne contribuisce inoltre a mantenere un pescaggio contenuto, con un’immersione massima di soli 2,25 metri”. Rassicurazioni vengono fornite anche sull’efficienza del sistema di alimentazione elettrica di bordo, gestito e supervisionato da un sofisticato impianto di automazione che monitora e controlla in tempo reale la maggior parte degli impianti e i principali sistemi di bordo. Rassicurazioni vengono fornite anche in materia di connettività e comunicazione, per non dire del sistema di cybersecurity integrato, basato su una piattaforma firewall di livello professionale, progettata per proteggere reti, dati e sistemi di bordo da accessi non autorizzati.

Come tradizione (discutibile) di quasi tutti i cantieri produttori di yacht e superyacht, non sono state fornite informazioni sul prezzo di questo ennesimo capolavoro dell’industria nautica italiana. Ciò detto, non dovremmo essere lontani dalla realtà valutando il valore della nuova ammiraglia Riva tra i 40 e i 50 milioni di euro. Secondo informazioni risalenti al 2025, la vendita di questa prima unità sarebbe già avvenuta in collaborazione con Alain Maaraoui, fondatore e presidente del concessionario esclusivo Riva in Kuwait, Sea Pros Yachts, che avrebbe svolto un ruolo chiave durante la definizione dell’accordo affiancando il cliente nella fase di costruzione e fino alla consegna.

  • condividi l'articolo
sabato 27 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:05 | © RIPRODUZIONE RISERVATA