Ferretti Group cresce ancora e annuncia l’arrivo a Palm Beach del primo superyacht ibrido: un CRN in alluminio di 67 metri
Nessuno può dire con certezza quali saranno le conseguenze delle tensioni internazionali provocate prima dall’altalena dei dazi, poi dall’attacco americano all’Iran, ma una cosa è certa: per ora vanno avanti i piani programmati, non rallentano le produzioni, le esportazioni e le vendite legate anche agli eventi fieristici più importanti. E’ in questa prospettiva che s’inquadra, almeno per ora, l’edizione 2026 del Palm Beach International Boat Show, in programma dal 25 al 29 marzo. Ed è lì, nel salone della Florida, che il Made in Italy della grande nautica sembra destinato a recitare ancora una volta un ruolo da protagonista assoluto. Tutti i big della nostra cantieristica saranno infatti presenti con novità di prodotto e progetti destinati a confermare la leadership del Made in Italy in questo settore che da anni ci regala successi commerciali e prestigio internazionale.
Tra i primi ad annunciare la presenza a Palm Beach c’è il Gruppo Ferretti, che nell’edizione 2026 del boat show americano punterà molto sul marchio CRN (uno dei 7 della holding italo-cinese guidata dall’avvocato Alberto Galassi) presentando l’Amor à Vida, un motor-yacht di 67,55 metri (con baglio massimo di 11,80) destinato a recitare un ruolo da protagonista assoluto.
Costruito in alluminio, e sviluppato su 6 ponti, il nuovo superyacht vanta un sistema di propulsione ibrida, il primo installato da CRN, che rappresenta un traguardo significativo nel percorso di costante innovazione del cantiere. Tecnologia ed efficienza energetica a parte, il progetto si fa apprezzare per lo stile, l’eleganza e il livello di personalizzazione, in linea con i più alti standard della cantieristica navale internazionale.
Tutto ciò grazie alla capacità d’integrazione tra l’esperienza ingegneristica di CRN e Ferretti Group Superyacht Division e la creatività di Nuvolari Lenard, partner responsabile della realizzazione di interni studiati su misura e curati in ogni dettaglio. Un lavoro eseguito – vale la pena ricordarlo – rispettando la consuetudine del cantiere di realizzare prodotti custom, ovvero concordando ogni dettaglio della personalizzazione con l’armatore acquirente, in questo caso assistito, durante l’iter progettuale e costruttivo, dalla brokerage house Moran Yacht & Ship.
Il nuovo superyacht di CRN può accogliere fino a 14 ospiti in cinque cabine VIP esclusive, oltre a un ponte interamente dedicato all’armatore sull’upper deck, dove la suite armatoriale, situata a prua, gode di una vista panoramica a 180 gradi sul mare. L’intera area polifunzionale di prua è riservata a uso esclusivo dell’armatore, ma la socialità costituisce il filo conduttore del progetto, espressa attraverso una marcata continuità tra spazi esterni e interni. Gli ambienti, ampi, funzionali e raffinati, sono stati progettati per accogliere gli ospiti all’insegna del massimo comfort, favorendo momenti di condivisione in armonia con il mare. “Le grandi vetrate full-beam – viene sottolineato in una nota del cantiere - amplificano la percezione dello spazio e garantiscono vedute ininterrotte sull’orizzonte, rafforzando il dialogo costante tra interno ed esterno”. All’aperto c’è tutto ciò che occorre per godersi la vita tra mare, sole e ombra, compresa una piscina di dimensioni notevoli.
Non sono stati forniti, per ora, dettagli sulla motorizzazione, ma, come detto, il cantiere ha tenuto a far sapere che “si tratta di un sistema di propulsione ibrido, il primo installato da CRN, che aumenta l’efficienza dei consumi di carburante sia dei motori principali e sia dei generatori, garantendo una navigazione fluida e silenziosa, mentre il sistema di recupero del calore riduce notevolmente il consumo energetico e i costi operativi, soprattutto in rada”. La velocità massima dichiarata è di 16 nodi, 15 nodi quella di crociera.

Il lancio del nuovo superyacht di CRN arriva in un momento particolarmente positivo del Gruppo Ferretti, che ha appena comunicato di aver chiuso i conti 2025 con una solida crescita, ovvero registrando ricavi netti che hanno raggiunto 1,23 miliardi di euro (+5% sul 2024) e un utile netto in crescita del 2,2% a 90,1 milioni di euro. Il gruppo ha centrato dunque gli obiettivi, trainato da un portafoglio ordini robusto (1,72 miliardi, +14,5%) e una posizione finanziaria netta positiva per 111 milioni. A tutto ciò si aggiunge il trend rialzista del titolo registrato a inizio 2026 (sopra i 3,80 euro), grazie al quale l’amministratore delegato del gruppo, avvocato Alberto Galassi, ha potuto rilasciare dichiarazioni cariche d’ottimismo alla vigilia del Boat Show di Palm Beach.
“Il 2025 – ha detto Galassi - è stato un anno sfidante per la nautica mondiale e nei contesti selettivi emergono le aziende che hanno visione industriale, disciplina finanziaria e coerenza strategica. Noi abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo posti, interpretando correttamente l’andamento del mercato e ottenendo risultati eccellenti. I ricavi crescono oltre il settore di riferimento e la marginalità migliora sensibilmente. In un settore dove la reputazione non si improvvisa, continuiamo a consolidare la nostra leadership nei segmenti ad alta redditività, mantenendo un equilibrio rigoroso tra crescita e qualità del portafoglio ordini. La forza dei nostri marchi non è solo un fatto storico: è una leva competitiva che si consolida attraverso innovazione e qualità di prodotto e controllo diretto della filiera strategica. Non lavoriamo per fare più barche, lavoriamo per fare barche migliori, con un contenuto tecnologico, progettuale e stilistico sempre più distintivo, capaci di intercettare anche la clientela più selettiva. L’obiettivo e le scelte implementate con costanza e visione dal management rimangono chiare: crescita profittevole, leadership di settore e creazione di valore per tutti gli stakeholder.”




