Conclusa la Missione Naxos 2026, raid di 3.300 miglia organizzato dal Club del Gommone con ZAR e Suzuki

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Conclusa la Missione Naxos 2026, raid di 3.300 miglia organizzato dal Club del Gommone con ZAR e Suzuki
Quando si parla di gommoni il pensiero corre veloce al diportismo smart, quello riservato alle navigazioni rapide, veloci, magari sportive ma non troppo impegnative. Ma i battelli pneumatici di nuova generazione hanno smesso da tempo di essere i “canotti” più o meno attrezzati e senza chiglia rigida degli anni 50 del secolo scorso: dagli anni 80 hanno la chiglia rigida, il materiale gommato è diventato forte e resistente e in certi casi le dimensioni sono aumentate a dismisura, richiedendo motorizzazioni con potenze un tempo impensabili. Questa evoluzione ha favorito la nascita, e la crescita, di una vera e propria categoria di diportisti: quella dei gommonauti. Che però non sono tutti uguali. Ci sono quelli che si accontentano dell’uscita in mare per il bagno, con la famiglia o con gli amici (“gemelli diversi” dei proprietari di natanti in vetroresina) e quelli che considerano il gommone come un inseparabile strumento adatto a coltivare la passione per l’avventura e la cultura marinara.

A questa seconda categoria appartengono i soci del Club del Gommone di Milano, un gruppo di appassionati gommonauti che da tempo organizza, una volta l’anno, raid avventurosi in giro per il mondo a bordo di battelli pneumatici. Il più recente, denominato Missione Naxos 2026 – oltre 3.300 miglia nel Mediterraneo, sulle rotte della Magna Grecia - si è appena concluso. A causa delle condizioni meteo marine è stato più impegnativo del previsto, ma i partecipanti, 26 soci del Club suddivisi in 7 equipaggi, si sono detti pienamente soddisfatti. E con loro il partner Suzuki Italia, che ha fornito il motore fuoribordo, un DF200AP, montato sulla poppa di uno ZAR Formenti Naxos 23, un gommone di 6,80 metri.
Partiti da Varazze (e qui rientrati), i gommonauti hanno attraversato, in 55 giorni di navigazione, Mar Ligure, Tirreno, Ionio ed Egeo, senza inconvenienti tecnici, ma affrontando più volte venti contrari, mare formato, quasi sempre di prua. “Ma anche nelle condizioni più impegnative – ha dichiarato all’arrivo il presidente del Club del Gommone, Virginio Gandini – tutto è andato per il meglio. Sia il gommone che il motore hanno dimostrato doti di affidabilità, sicurezza ed efficienza anche nelle condizioni più impegnative”.
Interessante – aggiungiamo noi - il dato sui consumi dichiarati all’arrivo: circa un litro di benzina per miglio nautico. Del resto è noto l’impegno su questo fronte di Suzuki Marine, che da anni utilizza le missioni organizzate dal Club del Gommone di Milano come laboratori di prova in mare aperto, nei quali i fuoribordo vengono sottoposti a utilizzi estremi e continuativi per migliaia di miglia nautiche, affrontando condizioni meteorologiche, carichi, equipaggi e scenari di navigazione molto differenti. Lo ha ricordato Paolo Ilariuzzi, responsabile della sezione Marine (e anche Moto) della Casa giapponese, spiegando che “i dati raccolti durante queste lunghe navigazioni costituiscono un patrimonio prezioso per verificare sul campo affidabilità, consumi, resistenza e facilità di utilizzo dei nostri motori in contesti reali, ben oltre quanto sia possibile simulare in test tradizionali”.

Ma al di là degli aspetti tecnici e dei risvolti promozionali, uno dei messaggi più importanti della missione Naxos 2026 (e delle altre avviate sin dal 2017) riguarda la diffusione della cultura nautica: l’esperienza maturata negli anni dal Club del Gommone di Milano dimostra infatti che le grandi avventure per mare non sono riservate esclusivamente a navigatori professionisti o a mezzi di grandi dimensioni. Con una corretta preparazione, una buona organizzazione, il rispetto delle regole della navigazione e mezzi affidabili, anche un gommone di poco meno di sette metri può affrontare con successo traversate internazionali. E manifestazioni di questo tipo – vale la pena sottolinearlo – contribuiscono a promuovere una visione della nautica basata sulla sicurezza, sulla formazione e sulla conoscenza del mare, contribuendo a diffondere una moderna cultura dell’andar per mare accessibile a tutti.
Anche per questo la missione Naxos 2026 ha potuto contare sul patrocinio di Confindustria Nautica, della Federazione Italiana Motonautica e della rivista Il Gommone, oltre al succitato supporto di Suzuki e dei numerosi partner che da anni credono nel valore tecnico, sportivo e culturale di queste iniziative.




