Benetti, varato a Viareggio il Lumina: superyacht di 44 metri che inaugura investimenti in Toscana per 100 milioni di euro
Dici Benetti e il pensiero corre alla storia della nautica, ovvero al cantiere fondato due secoli fa, nel 1873, oggi specializzato in yacht di lusso grandi fin oltre 100 metri: un’eccellenza italiana che il compianto imprenditore piemontese Paolo Vitelli (il fondatore di Azimut) rilevò nel 1985, con l’ambizione di creare un gruppo (Azimut-Benetti) rivelatosi capace di conquistare una leadership mondiale, con produzione ad Avigliana (in Piemonte, solo per Azimut), a Livorno, Pisa, Massa, headquarter a Viareggio e sedi sparse nel mondo, tra Fort Lauderdale e Dubai, Singapore e Londra, Principato di Monaco e Palma di Maiorca.

Un colosso di portata mondiale, insomma, che in questi giorni d’inizio estate 2026 ha annunciato, praticamente in contemporanea, due eventi importanti: il varo del Benetti Lumina, yacht di 44 metri calato in acqua con la tradizionale e suggestiva tecnica del varo a scivolo, e l’annuncio di un ciclo di investimenti per 100 milioni di euro destinati al distretto toscano.

Firmato da Cassetta Yacht Designers, abituale partner del gruppo Azimut-Benetti, questo superyacht di 44 metri su quattro ponti combina interni estremamente luminosi a un ponte sole di 102 metri quadrati e a soluzioni ingegneristiche pensate per garantire massima privacy e comfort nelle lunghe navigazioni. Costruito in vetroresina, naviga su una carena dislocante e raggiunge una velocità massima di 15 nodi; 11 nodi l’andatura di crociera, con autonomia transatlantica di oltre 4.100 miglia. Non sono state diffuse, per ora, notizie dettagliate sulla motorizzazione, ma è stato dichiarato che “il progetto ha tenuto in considerazione le esigenze della sostenibilità e sono state integrate soluzioni ingegneristiche all’avanguardia per l’efficienza energetica”.
Se ne saprà di più quando saranno completati (entro l’estate) gli allestimenti e i collaudi e la barca sarà consegnata al suo fortunato armatore. Per ora, il gruppo guidato da Giovanna Vitelli (presidente) e Marco Valle (amministratore delegato) ha preferito cogliere l’occasione per dire che “il varo non rappresenta solo un successo industriale, ma testimonia il legame profondo con la Toscana, un’area che custodisce la tradizione e ispira il futuro del brand, proseguendo nella missione di firmare gli yacht più belli, affidabili e tecnologicamente avanzati al mondo, fedele alla visione del fondatore Paolo Vitelli”.
Il varo del nuovo superyacht ha offerto dunque l’occasione per annunciare anche i programmi che l’azienda intende portare avanti in Toscana, regione che si conferma come nucleo operativo centrale del segmento superyacht con 14 siti industriali complessivi nella regione e la capacità del territorio di generare il 70% dei risultati globali del Gruppo.

Alla presenza del sindaco di Viareggio, Sara Grilli, e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, è stata dunque ribadita la centralità del distretto toscano, ricordando che negli ultimi cinque anni Azimut-Benetti ha registrato una crescita straordinaria sotto il profilo industriale, con il valore della produzione raddoppiato, essendo passato dai 758 milioni di euro del 2020 a 1,56 miliardi nel 2025 (+100%). Questi successi – è stato ricordato - sono venuti di pari passo con un’evoluzione strutturale interna: la scalata dei mercati internazionali è stata infatti sostenuta da un costante e parallelo innalzamento delle competenze tecniche, investendo sulla miglior capacità manifatturiera e su un’ingegneria d’avanguardia capace di anticipare gli standard del settore.
Guardando al futuro, la presidente Giovanna Vitelli ha illustrato il piano strategico mirato al triennio 2026-2028. Un piano che prevede, a fronte di un investimento di 77 milioni di euro già stanziati in Toscana nell’ultimo triennio, l’impegno a investire ulteriori 100 milioni. “Il nuovo ciclo di investimenti – è stato spiegato - punta non solo ad ampliare la capacità produttiva e la sicurezza, ma a consolidare quel know-how manifatturiero, ingegneristico e tecnologico che definisce l’identità del brand”.

I principali interventi prevedono il potenziamento della capacità produttiva, con interventi mirati all’ampliamento dei capannoni, all’adozione di nuovi travel lift e al potenziamento degli impianti di produzione e sicurezza; la transizione energetica, con efficientamento delle strutture e l’installazione di impianti fotovoltaici; la riprogettazione e il rinnovo degli uffici direzionali e delle aree dedicate all’accoglienza dei clienti; lo sviluppo del prodotto, con investimenti su nuovi modelli di yacht, materiali e tecnologie. E ancora: nei piani mirati all’ottimizzazione di tutti i comparti c’è anche il potenziamento delle strutture, della capacità produttiva e delle attività di refit.
Tra le priorità del piano di crescita figurano anche i valori del capitale umano e della competenza. Secondo le valutazioni interne all’azienda, infatti, “la crescita dei volumi ha trovato corrispondenza nella valorizzazione delle persone”. E tra il 2020 e il 2026 il “capitale umano” è cresciuto considerevolmente, nel distretto toscano, con forza lavoro quasi raddoppiata. Più in dettaglio, è stato osservato che se i dipendenti diretti sono passati da 442 a 607 negli ultimi cinque anni, la maggiore evoluzione si è registrata nell’indotto: sono infatti 3800 le presenze giornaliere registrate nelle sedi toscane in rappresentanza di una rete consolidata di oltre 1000 aziende che collabora quotidianamente con le maestranze del Gruppo.
Investire nelle competenze è un’altra delle priorità che si è data il gruppo. E in occasione della cerimonia del varo del nuovo yacht di 44 metri è stato ricordato che l’azienda “continua a sostenere l’inserimento di nuove figure specializzate e la formazione continua, in modo da elevare la complessità progettuale e la precisione costruttiva di ogni imbarcazione”. In questo percorso, un ruolo fondamentale è svolto dalla Fondazione ISYL (Italian Super Yacht Life), di cui Azimut-Benetti è socio fondatore. Attraverso ISYL, Benetti contribuisce direttamente alla definizione dei percorsi formativi e alla trasmissione del proprio know how industriale, sostenendo la crescita professionale dei giovani. Dal 2015 ad oggi sono più di 600 i diplomati entrati nel mondo del lavoro, confermando un modello di integrazione scuola–impresa raro in Italia e particolarmente avanzato nel settore. Insomma, è stato intrapreso un percorso virtuoso, e probabilmente non poteva essere che così, visto anche il ruolo di Giovanna Vitelli al vertice di Altagamma, la fondazione del saper fare italiano chiamata a custodire valori prioritari da tramandare alle nuove generazioni.




