Arcadia A80, varata la terza unità: il top della personalizzazione applicata allo yachting
In casa Ferrari lo chiamano Reparto Tailor Made, in Lamborghini Ad Personam, in Rolls Royce Divisione Bespoke, in Porsche EMS (Exlusive Manufaktur e Sonderwunsch). Sono i reparti speciali delle case automobilistiche più prestigiose dedicati alla personalizzazione delle auto da loro costruite. Sia pur molto diffuse, rappresentano eccezioni, tra l’altro costosissime, alle normali produzioni di serie. Nel mondo della grande nautica, quella di yacht e superyacht, questo della cosiddetta customizzazione, ovvero della costruzione “su misura”, come fosse un abito sartoriale, è diventata invece una consuetudine. Ormai non c’è armatore che non richieda yacht personalizzati: dalla scelta delle vernici e dei colori alla distribuzione degli spazi, dalle dotazioni tecniche agli arredi, fino ai toys per il tempo da dedicare allo svago.

In casa Arcadia, cantiere con sede a Torre Annunziata, nei pressi di Napoli, tutto ciò rappresenta la regola sin dalla fondazione. Difficile trovare uno yacht Arcadia uguale a un altro. Il minimo comun denominatore è la ricerca dello spazio vivibile quanto più vicino possibile al mare, unito alla ricerca di soluzioni mirate all’abbattimento dei consumi energetici, dunque con largo impiego, sin dagli esordi della produzione, di pannelli solari adatti alla produzione di energia pulita. Ed è su queste basi che si è sviluppato il lavoro di allestimento della terza unità dell’Arcadia A80, yacht di 24 metri (per la precisione 23,98) appena varato e consegnato al suo armatore: un fedele cliente del cantiere guidato da Ugo Pellegrino, imprenditore illuminato che dal 2008 ha avviato l’attività nella nautica, sviluppando nel tempo il programma Arcadia Bespoke, che testimonia la capacità dell’azienda di trasformare esigenze molto precise in soluzioni su misura, attraverso materiali ricercati, lavorazioni artigianali e finiture sviluppate ad hoc.
Una nota del cantiere diffusa in occasione del varo della terza unità dell’A80 sottolinea che “il nuovo yacht conferma l’abilità costruttiva nel realizzare un vero progetto custom, mantenendo intatta l’architettura del modello e trasformando in realtà la visione del cliente. Il risultato – viene sottolineato - è frutto di continui incontri tra il cantiere, gli armatori, i fornitori e gli artigiani coinvolti, in un percorso condiviso durato l’intero anno di produzione e costruito attorno a gusti, abitudini e sensibilità estremamente personali”.
La personalizzazione è subito visibile negli spazi esterni, dove lo scafo bianco dialoga con dettagli impreziositi in una tonalità dedicata, battezzata Azzurro Maine: una scelta cromatica profondamente personale e interamente custom, sviluppata ad hoc per questa unità, che ritorna sui mobili, sul profilo esterno dell’imbarcazione e in numerosi richiami degli interni, creando una continuità stilistica precisa e riconoscibile. La stessa nota di azzurro è stata ripresa anche negli arredi del pozzetto e dell’upper deck, selezionati per il progetto e successivamente personalizzati dal cantiere per integrarsi pienamente con l’identità cromatica dell’imbarcazione.
Sul main deck il salone presenta parquet bianco, pareti rivestite in pelle a tutta altezza e arredi selezionati tra le proposte più autorevoli del design italiano. Le pelli sono state scelte attraverso un lavoro approfondito su colori e texture custom, mentre alcune laccature adottano una particolare tonalità di grigio, complessa da realizzare e sviluppata appositamente per questa unità. A bordo sono state inoltre integrate porte ad azionamento elettrico normalmente presenti su superyacht di dimensioni superiori, a conferma di un livello di attenzione raro su una barca entro i 24 metri.
Un ruolo centrale è affidato alla cucina, pensata come uno degli ambienti più vissuti dell’imbarcazione. Per l’armatrice, critica gastronomica e appassionata chef, questo spazio rappresenta infatti una parte essenziale della vita a bordo: per questo è stato oggetto di numerose implementazioni custom, dalla selezione degli elettrodomestici alla configurazione funzionale, fino alle ante in vetro stratificato Azzurro Maine, colore che diventa uno dei fili conduttori dell’intero progetto.
La suite armatoriale riflette la stessa filosofia sartoriale. Il letto è stato selezionato direttamente dall’armatore presso un proprio artigiano di fiducia e affiancato da arredi scelti tra i migliori interpreti del design italiano. Le moquette, interamente realizzate su disegno in modo artigianale, sono state lavorate con tagli a mano, cromie dedicate e disegni ispirati al movimento del mare, in dialogo con specchiere originali degli anni 60 e con opere d’arte e pezzi di design che gli armatori hanno voluto integrare a bordo.
Nel lower deck prosegue lo stesso livello di cura. Le finiture alternano rivestimenti verticali laccati nelle tonalità del grigio, inserti in frassino laccato bianco a poro aperto e arredi principali realizzati con finiture laccate custom. Particolarmente distintiva è la scelta del marmo Bardiglio Nuvolato, utilizzato per rivestimenti, pavimentazioni e blocchi lavabo ricavati dal pieno: ogni singola lastra è stata selezionata, studiata e posata con attenzione, in modo da valorizzare la continuità delle venature e rendere ogni ambiente coerente con l’insieme del progetto.
La personalizzazione arriva anche nei minimi dettagli, come la realizzazione di un vano portabandiera dedicato in plancia di comando e di un tavolo di carteggio: elementi discreti, ma fortemente identitari, che richiamano una cultura nautica più tradizionale e consapevole. “In questi dettagli – tengono a far notare in cantiere - emerge la straordinaria esperienza di armatori già fedeli al nostro marchio, abituati a navigare in alcune delle acque più belle del mondo e a vivere la barca con competenza autentica. L’imbarcazione assume così un carattere eclettico e fortemente riconoscibile, capace di riflettere non solo il loro gusto, ma anche la loro cura, la loro esperienza e la loro attenzione personale in ogni fase del progetto”.
“Lavorare con armatori che conoscono così bene il mare è un’esperienza preziosa, perché permette di costruire un dialogo fatto di ascolto, fiducia e competenza condivisa”, tiene a dire Ugo Pellegrino, fondatore e amministratore delegato di Arcadia Yachts. “Con loro abbiamo costruito negli anni un percorso che ha coinvolto tutta la squadra Arcadia, portandoci a comprendere sempre meglio il loro modo di vivere la barca. Questa A80 nasce dalla capacità di trasformare una visione estremamente personale in un progetto concreto, curato in ogni dettaglio, senza perdere l’identità del modello e del cantiere”.
E in effetti il risultato sintetizza l’abilità di dialogo di Arcadia Yachts e la versatilità di A80, che offre il più ampio upper deck della categoria, ben cinque cabine ospiti di cui una master suite sul main deck, grandi superfici vetrate apribili e una connessione continua con l’ambiente circostante. Lunga 23,98 metri, con baglio massimo di 6,95, A80 conserva, come detto, gli elementi distintivi del DNA Arcadia, dai pannelli solari di ultima generazione alle soluzioni sviluppate per ottimizzare efficienza energetica e consumi alle andature tipiche dello slow yachting. Tutto ciò affidandosi alla motorizzazione Volvo Penta IPS 1350 (1000 hp) in grado di assicurare una velocità massima di 21 nodi, con andatura di crociera a 19 nodi.




