Lancia torna a correre: una Ypsilon per i rally. Dopo un’assenza di 35 anni, il costruttore più vincente sarà al via del Mondiale nel WRC2

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PARIGI - Il ritorno di Lancia nelle competizioni Rally è la cura a una ferita mai veramente guarita, inflitta quasi 35 anni fa, quando fu annunciato il ritiro del marchio dalle competizioni. Come ha dichiarato il due volte campione del mondo Miki Biasion, «se per la Formula 1 esiste Ferrari, per il Rally esiste Lancia»: in questa frase si può riassumere, per chi non segue la categoria, l’impatto del marchio torinese nel motorsport. La pressione sul nuovo reparto Lancia Corse non è poca: le speranze degli appassionati sono altissime e gli ottimi risultati ottenuti dal lancio della versione Rally4 e del trofeo Lancia hanno ulteriormente alzato le aspettative. C’è chi la trova una “mossa” di marketing, ma diciamocelo: un nome così intriso di storia e di passione non può percorrere una strada così rischiosa senza essere sicuri di tornare per vincere, o almeno per provarci.

L’entusiasmo è evidente anche nelle espressioni della nuova Ceo di Lancia Roberta Zerbi che seguirà le orme di Luca Napolitano, ora a capo dei servizi di assistenza e vendita di Stellantis & You, la rete di concessionarie del gruppo. Ad affiancarla nell’impresa ci sarà Eugenio Franzetti, nominato direttore di Lancia Corse nel 2024. Tanti volti nuovi a capo di un reparto ancora agli albori e di un marchio sostenuto attualmente da un solo modello che non ha - ancora - raggiunto i risultati di vendita sperati: il rischio che si è preso Lancia è ammirevole. «Le vetture devono essere guidate e viste su strada: solo così la gente si appassionerà nuovamente al marchio Lancia, che ha una grande storia ma che deve avere un altrettanto grande futuro», rassicura Zerbi. Ah, la storia di Lancia. Dire che ha vinto 10 campionati mondiali costruttori e 5 campionati mondiali piloti non è mai bastato a descrivere l’impatto che quelle auto, quei piloti e quella squadra hanno provocato fuori e dentro al motorsport. La freschezza della Fulvia HF che ha vinto il primo mondiale, l’impeto della Stratos di Giovanni Tonti, la leggendaria 037 che insegnò a grandi e piccini che quattro ruote non sono sempre meglio di due.

E poi l’arrivo di lei, Delta S4, per cui nessun aggettivo che esprima eccezionalità basta più: la rappresentazione fisica di un momento di follia che stava facendo fluttuare l’intero mondo del Rally, con quel motore sovralimentato con compressore volumetrico e turbocompressore, perché ai tempi si diceva “perché no”. E infine la trionfante Delta Integrale, o Deltona, che fece sognare fino al cupo giorno di dicembre del 1991, quello del ritiro dalle corse.
35 anni dopo, Lancia rientrerà quindi nel Wrc nella stagione del 2026 con una vettura di categoria rally2: la Ypsilon HF Integrale. La differenza con la categoria rally1 si traduce in termini di potenza e tecnologia, ma come ha dichiarato Eugenio Franzetti, «le prestazioni tra le due categorie si stanno avvicinando, quindi non lo riteniamo un obiettivo da raggiungere nell’immediato». Entrambe le categorie fanno parte di un campionato mondiale e le gare vengono svolte negli stessi tracciati, tutti dati che rafforzano il punto di vista di Franzetti. La Ypsilon HF integrale rally2 si basa sulla scocca dell’originale Ypsilon rinforzata da rollbar; il motore è un 1.6 litri turbo da 287 Cv e 425 Nm di coppia; la distribuzione è a doppio albero a camme in testa azionato da catena 4 valvole per cilindro e l’iniezione è diretta, controllata da unità Marelli.
Il cambio è un sequenziale Sadev a 5 marce e dispone di due differenziali autobloccanti. Il progetto è stato supervisionato fin dall’inizio dal due volte campione del mondo Lancia Miki Biasion, un contributo prezioso per tutta la squadra: «Ho visto queste vetture prendere forma; vedere Lancia tornare nei rally è come chiudere un cerchio». Una delle dichiarazioni che ha destato più interesse fatte durante l’evento di presentazione all’Hub di Stellantis Motorsport di Satory in Francia riguardava la scelta dei piloti: «noi siamo qua per vincere, i piloti che sceglieremo dovranno essere i migliori». I nomi usciranno prima di Natale, ma alcune speculazioni sono già in circolazione.




