FE, nuove regole per la prossima stagione: 5 punti per la pole e gare da 30 e 45 minuti con i due pacchetti aerodinamici
LONDRA – La Formula E è corsa ai ripari dopo che a Berlino qualche pilota aveva palesemente rinunciato a essere competitivo nelle qualifiche (la pole vale 3 punti) per salvaguardare le gomme e puntare esclusivamente sulla gara (25 punti per la vittoria e uno eventuale per il giro veloce). Dall'anno prossimo chiunque che acceda alla fase a eliminazione diretta guadagnerà almeno un punto. Ma, soprattutto, chi si assicura la pole ne porterà a casa 5. L'altro finalista ne guadagnerà 3, mentre i semifinalisti (posti 3 e 4) ne conquisteranno 2 e i restanti uno. È un sistema che dovrebbe impedire a piloti e scuderie di “nascondersi” troppo e, soprattutto, di continuare a garantire lo spettacolo delle qualifiche, una delle innovazioni più suggestive e piacevoli di questi anni introdotte dagli organizzatori.
Resta peraltro da capire anche la risposta delle nuove gomme, visto che a fine campionato scade il contratto con la coreana Hankook, sostituita dalla giapponese Bridgestone. In attesa di ulteriori dettagli e delle linee guide sulle applicazioni delle nuove norme, è possibile anticipare anche che in occasione degli eventi doppi, una delle due gare si correrà “unleashed”, a briglia sciolte e con il pacchetto aerodinamica ad alta deportanza. Il nuovo formato prevede una gara senza limiti da 30 minuti con l'attack mode, ma senza la necessità di risparmiare energia e di passare ai box per il pit boost, la ricarica di quasi 4 kWh in 30'', fortemente voluta dai costruttori per presentare al pubblico le potenzialità dei veicoli elettrici. Per gli organizzatori l'unleashed è «una gara di pura performance che mette in mostra la velocità pura e senza limiti delle vetture Gen4».
L'altro formato è quello "tradizionale" (aerodinamica a bassa deportanza) con pit boost e attack mode della durata di 45 minuti. In entrambi la potenza standard è di 612 Cv, mentre in regime di attack mode sale a 815. Con la batteria da 55 kWh (fornita dall'italiana Podium Advanced Technologies) e una capacità di rigenerazione superiore, le monoposto, cresciute fino a 5,54 metri di lunghezza, oltre 50 centimetri più di prima, sono in grado di coprire distanze sempre maggiori e non sembra lontano il momento in cui gli E-Prix dureranno più di un'ora.
Tra i grandi interrogativi della prossima stagione ci sono sia i trasferimenti di piloti, tipo quello di Mitch Evans dalla Jaguar Tcs alla Opel Gse, che, primo costruttore di Stellantis, debutta con una scuderia e una licenza proprie, e anche il numero di squadre. Porsche ne aveva annunciata una seconda ufficiale, mentre la Penske, “orfana” di Ds (che lascia la Formula E a fine campionato) ma titolare di una licenza, deve assicurarsi un powertrain. Le indiscrezioni sembrano ricondurre ad un mondiale con 11 team (22 piloti), uno in più rispetto al mondiale in corso, ma anche uno in meno a quelli massimi previsti.




