FE, Müller (Porsche): «Ho avuto la sensazione di essere in guerra. Evans corretto, l'altro è andato oltre»

FE, Penske avrebbe ceduto la scuderia alla Fortescue, che ha una solida cooperazione con la Jaguar Tcs

FE, Müller (Porsche): «Ho avuto la sensazione di essere in guerra. Evans corretto, l'altro è andato oltre»

FE, Da Costa (Jaguar): «Wehrlein e Porsche non hanno alcun diritto di lamentarsi. Loro hanno cominciato a gareggiare così»
LONDRA - «Spiegatemi voi cosa è successo, perché a un certo punto ho avuto la sensazione di essere in guerra. Il duello di Mitch è stato corretto, ma quell'altro (lo svizzero non nomina Antonio Felix Da Costa, il portoghese alfiere del team britannico, ndr) è andato oltre». Nico Müller, il pilota della Porsche compagno di squadra di Pascal Wehrlein, accusato dalla Jaguar di aver coperto con eccessiva aggressività le spalle al tedesco nell'E-Prix di sabato, il penultimo della stagione 12 che si è conclusa domenica con la vittoria di Taylor Barnard (Ds Penske) e l'assegnazione dei titoli piloti e a squadre allo stesso Wehrlein e alla Jaguar Tcs.
«A me è sembrato che ci fosse una convergenza per provare a ribaltare l'esito del campionato – dice Müller – e sulla base della mia percezione, anche con metodi aggressivi. Sorprendente è che ci siano stati altri “attori” che si sono immischiati nella lotta: capisco squadra contro squadra e anche costruttore contro costruttore (Porsche ha due team clienti, ma uno, la Andretti, era direttamente coinvolto nella lotta perché Jake Dennis era secondo a cinque lunghezze da Wehrlein, ndr), il resto meno».
«Se rappresenti un'altra squadra e un'altra casa automobilistica (il riferimento è a Nick Cassidy, della Citroen, che è neozelandese come Mitch Evans, ndr) e non fai i loro interessi, ma quelli di altri, allora tutto diventa più difficile da capire – riflette il pilota elvetico – Non so se posso usare il termine non professionale. Quello che come piloti dobbiamo fare è chiaro, la descrizione del nostro lavoro è semplice da capire e a me pare che qualcuno lo abbia interpretato a modo proprio. Le critiche dal fronte britannico per sabato? Possono farle volentieri, non ho problemi, ma se guardiamo alla gara di domenica rileviamo un atteggiamento molto, ma molto più estremo. Personalmente non ho giocato “sporco” sabato, ma provato a controllare piuttosto normalmente la gara, senza girare con cinque secondi di differenza tra un giro e l'altro, senza manovre azzardate».
Un anonimo e disinteressato ma esperto conoscitore della Formula E, peraltro tedesco e non coinvolto nella vicenda, argomenta con un paragone calcistico: «Anche questi sono campioni, come quelli che abbiamo visto ai mondiali – osserva – E come i calciatori più bravi le prendono e le danno, anche al limite del regolamento: mi pare sia nell'ordine delle cose e non credo che sia motivo di lamentarsi, né da una parte é dall'altra. Evidentemente, però, significa che questo campionati e i suoi titoli contano, altrimenti non ci sarebbe motivo per prendersela».




