FE, Madrid "incorona" la Jaguar: primo da Costa, secondo Evans. Poi la Porsche di Wehrlein, sempre in testa al mondiale

FE, Evans (Jaguar) trionfa nell'E-Prix di Berlino davanti a Rowland (Nissan) e Wehrlein (Porsche), che torna in testa al mondiale

FE, Wehrlein (Porsche) si aggiudica la pole a spese di Barnard (Ds Penske): è a un solo punto da Mortara (Mahindra) nel mondiale.

FE, a Berlino la «prima volta» elettrica di Müller. E Porsche festeggia con un successo i 75 anni nel motorsport
MADRID – Straordinaria prova della Jaguar Tcs, che nel primo ePrix di Madrid, sull'ex circuito di Formula 1 di Jarama, ha centrato un'altra prestigiosa doppietta: Antonio Felix da Costa ha vinto davanti al compagno di squadra Mitch Evans, protagonista di una delle ormai tante clamorose rimonte del mondiale elettrico. Il neozelandese, “anonimo” nelle libere e nelle qualifiche, era 16/o in griglia ed è entrato per ultimo per il Pit Boost e proprio nei giri conclusivi ha passato i rivali motorizzati Porsche.
Ossia il terzo, Pascal Wehrlein (costretto a gareggiare con l'alettone danneggiato dopo essere stato tamponato dal pilota della Mahindra dopo pochi giri: Nyck de Vries ha ricevuto una doppia penalità, la seconda per la sosta irregolare in occasione del “rifornimento”), con la 99x electric della scuderia ufficiale, e il quarto, Dan Ticktum con la monoposto con le insegne della Cupra Kiro. In questo fine settimana la livrea del bolide del team ispano britannico richiamava il quartiere di Barcellona El Raval, il nome della compatta elettrica che il costruttore catalano sta per lanciare. Come a Città del Messico, l'ePrix numero 154 della storia è stato seguito da un pubblico delle grandi occasioni: la Spagna ha abbracciato il mondiale elettrico con il calore di 30.000 spettatori.
Anche a beneficio dei quali l'idolo di casa, il giovanissimo Pepe Martì (Cupra Kiro), era riuscito a compiere alcuni giri al comando della corsa, andare alla fine di nuovo a punti, ma “solo” con il nono posto: come unico esordiente si era dato come obiettivo quello di entrare nella Top 10 in almeno la metà delle gare, finora è a due terzi. Nick Cassidy (Citroen), il poleman, ha condotto a lungo, ma è poi rimasto “imbottigliato” dietro alle Cupra Kiro uscendo dalla “lotteria” dei Pit Boost (la ricarica ultrarapida obbligatoria, che per la prima volta è stata impiegata in un fine settimana con un singolo ePrix) finendo addirittura 17/o, giusto davanti a de Vries, che era a fianco a lui in griglia.
Sull'asciutto, la corsa si è infiammata dopo il rientro in pista di tutti i piloti con la batteria carica con un finale incandescente: prima una lotta a sei e poi a quattro. Edoardo Mortara ha salvato l'onore delle Mahindra con il quinto posto, che è anche il quinto piazzamento consecutivo fra i primi sei. Poi il connazionale Sébastien Buemi con la Envision motorizzata Jaguar, Jake Dennis con la Porsche della Andretti, l'elvetico della Porsche Nico Müller e, dopo Martì, il brasiliano della Andretti Felipie Drugovich, decimo.
Con il terzo podio stagionale (ottavo posto il suo peggior risultato in questo campionato), Wehrlein ha mantenuto il comando del mondiale con 83 punti, incrementando a 11 lunghezze il margine su Mortara. I due sono tallonati dai piloti Jaguar: Evans è terzo a quota 65 davanti a da Costa, quarto con 64. Il quinto è Cassidy a 51. Porsche ha difeso il primato anche nelle altre due classifiche: in quella a squadre (133) precede la Jaguar Tcs che ha guadagnato 43 punti e si è portata a 120 (Mahindra è terza con 84), mentre in quella costruttori si è portata a 170, appena 3 lunghezze più del team britannico (poi Stellantis, a quota 93). La Formula E riposa adesso per oltre un mese e riparte con gli ePrix 8 e 9 a Berlino il 2 e 3 maggio.




