FE, le insidie dell'ePrix in quota: «Una pista fantastica, con il 20% di ossigeno in meno», dice Charles (Ds Penske)

FE, Barnard (DS Penske) oltre i cordoli, Buemi (Envision) si prende la pole di Città del Messico.Alle 21 italiane il via all'ePrix

FE, le insidie dell'ePrix in quota: «Una pista fantastica, con il 20% di ossigeno in meno», dice Charles (Ds Penske)

FE, Porsche favorita, ma il pilota più vincente in Messico è Di Grassi. Nella tarda serata italiana le prime libere
CITTÀ DEL MESSICO – Il circuito e il Messico sono straordinari. Tutti sono contenti di essere ovunque, ma nella capitale centroamericana si percepisce un po' di sincero trasporto in più. Perché c'è il pubblico più numeroso dell'intera Formula E, oltre che decisamente più caloroso. Quasi “affettuoso”. «Essere qui è speciale – dice Ian James, Team Principal della Jaguar Tcs – anche per i tifosi che ci seguono e supportano». «Questa pista non è sempre stata molto benevola con noi – aggiunge poi – ma siamo comunque fiduciosi. Abbiamo imparato da quello che è successo a San Paolo, che è poi stata solo una questione di risultati».
Alla domanda sulla tradizione che vede i piloti della Gen3 vincitori a Città del Messico aggiudicarsi poi il mondiale, James sorride: «Chiedete questa cosa a uno che segue le statistiche, ma se è così e qui vinciamo, allora ve bene. Altrimenti non ci penso». Frederic Bertrand, il numero uno della scuderia Mahindra, si lamenta scherzosamente della quota: «Sono senza fiato dopo due piani di scale, deve essere per via dell'altitudine... che però non dovrebbe creare problemi a macchine e piloti», precisa.
Il manager francese parla poi delle qualifiche: «Diciamo che partire davanti non guasta mai – osserva – e non solo in Formula E, però nel nostro campionato si può vincere anche partendo dal fondo, come si è visto. Direi che noi dobbiamo fare bene in qualifica e anche in gara». Circa le Gen4, progetto al quale Mahindra ha aderito quasi alla scadenza dei termini, Bertrand non nasconde di essere «un po' in ritardo»: «Siamo concentrati sulla stagione 12, nella quale dobbiamo fare bene e allo stesso tempo prepariamo la prossima. Jake Hughes (ex pilota Maserati, ndr) è arrivato con lo spirito giusto per lavorare al simulatore e come collaudatore e porta con sé molta esperienza».
Phil Charles (a destra nella foto con Maximilian Günther), "spalla" di Jay Penske alla Ds Penske, è entusiasta del circuito, che pure nasconde diverse insidie: «Tecnicamente è interessante per via del tracciato e anche perché a questa altezza abbiamo il venti per cento di ossigeno in meno. Occorre tenerlo presente quando si elabora la strategia in vista della corsa, anche perché in alcuni passaggi è un fattore determinante nella recupero dell'energia, la cui gestione qui non è semplice. Per me questa è una pista fantastica».




