FE, Dennis (Andretti) vince il primo EPrix della stagione 12. Poi Rowland (Nissan). Esordio con podio per Citroen, grazie a Cassidy

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FE, Cassidy (Citroen): «Avevo una delle macchine migliori». E Mortara (Mahindra) spiega perché non è riuscito a superarlo

FE, spettacolare rimonta di Cassidy (Citroen), suo l'EPrix di Città del Messico davanti a Mortara (Mahindra) e Rowland (Nissan)
SAN PAOLO – A quasi due anni di distanza dall'ultima volta, Jake Dennis è tornato a vincere in Formla E. Il pilota della Andretti (powertrain Porsche) era partito davanti nell'ePrix di San Paolo perché il poleman, Pascal Wehrlein (Porsche), aveva rimediato una penalità (retrocesso di tre posizioni in griglia) per aver sgommato all'ingresso in pista nelle fase decisiva delle qualifiche (per la medesima infrazione l'ex compagno di squadra Antonio Felix da Costa, adesso alla Jaguar Tcs, era stato ammonito). Ma il britannico ha sofferto parecchio e, soprattutto, ha beneficiato del caotico finale di gara, quando diversi pretendenti alla vittoria hanno perso minuti preziosi di Attack Mode: Edoardo Mortara (Mahindra) è rimasto coinvolto in un contatto con Lucas di Grassi (Lola Yamaha Abt) che costretto la direzione a corsa a fer entrare la Safety Car.
Il campione del mondo Oliver Rowland (Nissan), Nick Cassidy (Citroen), Wehrlein e Müller (Porsche), da Costa, Maximilian Günther (Ds Penske), Joel Eriksson e Sébastien Buemi (Envision, motorizzata Jaguar) hanno così visto sfumare la possibilità di lanciarsi all'inseguimento di Dennis. La neutralizzazione dell'Attack Mode ha di fatto consentito al britannico di garantirsi il successo. Prima, tuttavia, ha dovuto “soffrire” ancora perché Mitch Evans (due vittorie a San Paolo con la Jaguar finora) è andato a sbattere e Pepe Martì, il 20enne debuttante spagnolo della Cupra Kiro che era nella Top 10, ha tamponato le monoposto di Da Costa e Müller spiccando il volo. Il pur spettacolare incidente non ha avuto conseguenze per il giovane pilota, ma ha comportato una ripartenza dietro la Safety Car con un solo vero giro percorso.
Che è bastato ad un nervoso Nyck de Vries (Mahindra) per attivare il suo Attack Mode e chiudere nei dieci. Molti i rimpianti, anche in casa Nissan, che ha dovuto fare i conti con un contatto “fratricida” tra Rowland (suo anche il punto del giro veloce) e Norman Nato, protagonista fino a quel momento di una gara convincente. Il campione in carica ha chiuso secondo dietro al connazionale e davanti al neozelandese Nick Cassidy, che ha portato la Citroen sul podio nella gara d'esordio. Poi Wehrlein, il brasiliano Felipe Durgovich (Andretti), lo stesso Müller, Günther, i due piloti della Envision Joel Eriksson e Sébastien Buemi e, appunto, de Vries. Appena 13 su venti sono arrivati al traguardo.
Diversi i piloti son o sotto investigazione: l'ipotesi che l'ordine d'arrivo venga modificato anche nelle prossime ore appre concreta. Nelle varie classifiche, a livello individuale Dennis precede i colleghi e anche se non dovesse venire confermata la quinta piazza di Drugovich la sua scuderia sarebbe in testa alla graduatoria a squadre: da sola a quota 35 oppure a pari punti (25) con Porsche. Poi Nissan, Citroen e Penske. Fra i costruttori Porsche è nettamente al comando (37), però davanti a Stellantis (25) e Nissan (18). La prossima gara, il secondo ePrix, si disputa il 10 gennaio a Città del Messico.




