Dakar 2026, il sesto sigillo di Al-Attiyah, il primo con la Dacia. Sul podio anche le Ford di Roma e Ekström

Dacia Bigster, le avventure outdoor nel Dna. Pack Sleep, tetto panoramico e soluzioni intelligenti che semplificano la vita

Dacia chiude il 2025 con 97.198 vendite (+13,1%) e quota retail privati al 10,6% e rilancia: Sandero restyling tra tech e GPL

Dacia rinnova la sua best seller, Sandero si rifà il look e debutta con nuovi motori e più tecnologia
YANBU – Nasser Al-Attiyah ha vinto la Dakar anche con la Dacia: per l'olimpionico e principe del Qatar quella dell'edizione 2026 del rally raid più duro al mondo che per la settima volta si corre in Arabia Saudita è la sesta affermazione. La prima risale al 2011, l'ultima è del 2023. Al volante del suo Sandirider, Al-Attiyah ha scelto la “prudenza” anche nella frazione conclusiva, meno di 150 chilometri fra speciali e trasferimenti.
Il pilota del Qatar, che a fine novembre aveva preso parte anche al Rally dell'Arabia Saudia, ultima prova del mondiale di specialità 2025, per “familiarizzare” ulteriormente con l'area, ha tagliato il traguardo con il 14/o crono a quasi 9 minuti dal vincitore, lo svedese della Ford Racing Mattias Ekström con il Raptor. Per lo scandinavo, che si era aggiudicato anche il simbolico prologo, è stata la terza affermazione parziale di quest'anno. Sul podio di giornata anche Sébastien Loeb (Dacia Sandirider), che contendeva proprio a Ekström la posizione che valeva la cerimonia di premiazione e che ha chiuso con 8'' di ritardo.
Poi Henk Lategan, il primo dell'intera spedizione di Toyota, ufficiale e non, terzo a 13''. Sotto il minuto anche altri quattro piloti: Mathieu Serradori e Brian Baragwanath (Century), a 33'' e 36'', Carlos Sainz (Ford) a 45'' e Joao Ferreira (Toyota). La prima donna, Cristina Gutierrez (Dacia), è arrivata undicesima a 2'13'', la seconda, Laia Sanz (Ebro), navigata dall'italiano Maurizio Gerini, 17/a.
Nella generale assoluta Al-Attiyah si è tenuto alle spalle Nani Roma (Ford), che gli ha reso 9'42''. Ekström ha vinto la contesa per il terzo posto a spese di Loeb, costretto ad alzare bandiera bianca per 37''. L'Ovale Blu ha confermato la propria competitività con una terza auto, quella di Sainz, fra le prime cinque. Serradori ha nuovamente dimostrato l'affidabilità del Century Cr7 piazzandosi sesto seguito da Lucas Moraes (Dacia), campione del mondo uscente del rally raid. Completano la Top 10 tre piloti del Toyota Gazoo Racing: nell'ordine Toby Price, che ha già primeggiato nella Dakar a due ruote, Seth Quintero e Saood Variawa. La Gutierrez ha chiuso 11/a, Sanz e Gerini 20/i. Il primo equipaggio interamente italiano, quello composto da Silvio e Tito Totani (Md Rallye Sport), ha archiviato la gara al 73/o posto. Rebecca Busi (X-Raid) è arrivata 80/a.




