24 Ore di Le Mans: Alpine vola nella qualifica, Ferrari in chiaroscuro, Peugeot fuori
LE MANS - Non si è dovuto attendere molto, la prima sessione di qualifiche della 24 Ore di Le Mans 2026 ha regalato subito colpi di scena importanti. A scuotere il pubblico, già numeroso, del Circuit de La Sarthe è stata la clamorosa eliminazione dalla corsa alla Hyperpole della Ferrari 499P di AF Corse, vincitrice dell’edizione 2025. Protagonista assoluta l’Alpine grazie al miglior tempo assoluto firmato da Ferdinand Habsburg.
Il nuovo format introdotto per quest’anno prevedeva una prima sessione di 30 minuti destinata a selezionare le quindici Hypercar che si contenderanno la Hyperpole. Delle diciotto vetture iscritte nella classe regina, tre sarebbero rimaste escluse dalla lotta per la pole position, andando a occupare direttamente le ultime posizioni dello schieramento Hypercar.

La battaglia è stata serratissima fin dai primi minuti. In apertura sono state le Aston Martin Valkyrie a sorprendere tutti, con Tom Gamble e Alex Riberas capaci di portarsi al comando della graduatoria. Con il passare dei minuti, però, il quadro è cambiato radicalmente. Louis Deletraz ha portato la Cadillac V-Series.R LMDh del team Jota in vetta alla classifica, prima che Habsburg rispondesse con la Alpine A424 LMDh.
Da quel momento si è assistito a un continuo rimescolamento delle posizioni. René Rast è riuscito a portare la BMW M Hybrid V8 LMDh davanti a tutti, ma subito dopo Jordan Taylor ha riportato una Cadillac al comando. Pochi istanti più tardi Deletraz è tornato leader, prima dell’affondo decisivo di Habsburg che, sfruttando pneumatici morbidi, ha fermato il cronometro in 3’23”135, tempo che gli ha consentito di precedere per appena 13 millesimi la Cadillac di Deletraz.

Terzo posto per Taylor, seguito da Rast e da Sébastien Bourdais sull’altra Cadillac Jota, a completare una top-5 che ha evidenziato la competitività delle vetture LMDh. Alle spalle dei primi si sono classificati Kevin Magnussen con la seconda BMW, Riberas con l’Aston Martin, Sébastien Buemi sulla Toyota e Tom Gamble con l’altra Valkyrie. A completare la top-10 è stato Frédéric Makowiecki, autore di un ottimo recupero con la Alpine dopo l’incidente che aveva danneggiato la vettura nelle prove libere.
Tra le note più positive della sessione figura senza dubbio Genesis. Al debutto assoluto a Le Mans, le due GMR-001 LMDh sono riuscite entrambe a conquistare l’accesso alla Hyperpole grazie a Daniel Juncadella e Pipo Derani. La vera sorpresa è però arrivata dal box Ferrari. Le due 499P ufficiali sono riuscite a qualificarsi per la Hyperpole soltanto all’ultimo respiro. Nicklas Nielsen e Alessandro Pier Guidi hanno infatti chiuso rispettivamente in quattordicesima e quindicesima posizione, centrando per un soffio l’obiettivo minimo della serata.

Ancora peggio è andata alla Ferrari di AF Corse. Philip Hanson non è riuscito a trovare il giro veloce per entrare tra i migliori quindici e ha concluso diciassettesimo in 3’25”495. La sua sessione è stata complicata da un’escursione fuori pista all’ingresso di Tertre Rouge. La vettura vincitrice dell’ultima edizione della maratona francese sarà quindi esclusa dalla lotta per la Hyperpole e scatterà dalle retrovie della classe Hypercar.
Serata da dimenticare anche per Peugeot. Stoffel Vandoorne ha chiuso sedicesimo con la 9X8 LMH, mancando la qualificazione per circa quattro decimi. Mentre il compagno di squadra Malthe Jakobsen non è andato oltre il diciottesimo e ultimo posto. Un risultato particolarmente sorprendente per il pilota danese, autore della pole position alla 6 Ore di Spa di poche settimane fa.

Nella classe LMP2 la protagonista assoluta è stata Doriane Pin. La campionessa in carica della F1 Academy ha impressionato al volante della Oreca 07 Gibson del Duqueine Team, ottenendo il miglior tempo in 3’34”662 e rifilando oltre mezzo secondo a Ian Aguilera, secondo con la vettura del CLX Motorsport. Terzo tempo per Bijoy Garg sulla Oreca di Inter Europol Competition.
Tutte le LMP2 affidate a piloti Silver hanno conquistato l’accesso alla Hyperpole, compresa la Oreca del Proton Competition di Jonas Ried, riparata in tempo dopo i problemi emersi nelle prime prove libere. Tra le vetture ProAm il migliore di classe è stato PJ Hyett con la Oreca LMP2 di AO by TF. Sono invece rimasti esclusi Horst Felbermayr Junior, Michael Jensen, Fred Poordad e John Farano. In particolare, Daniel Schneider è riuscito a strappare l’ultimo posto utile a Felbermayr negli ultimi minuti della sessione, mentre Poordad è finito fuori pista alla Ford Chicane durante il tentativo finale.

In LMGT3 il miglior tempo è stato realizzato da Peter Dempsey, autore di un eccellente 3’55”396 al volante della Chevrolet Corvette Z06 GT3.R del Racing Team Turkey by TF. Alle sue spalle si sono classificati Eric Powell con la Ford Mustang GT3 EVO del Proton Competition e Gray Newell sulla Aston Martin Vantage GT3 Evo del Heart of Racing Team.
La sessione ha riservato diverse sorprese anche nella categoria riservata alle GT. Sono infatti rimaste escluse entrambe le McLaren del Garage 59, affidate ad Antares Au e Alexander West, così come la Corvette numero del TF Sport guidata da Ben Keating. Fuori dalla Hyperpole anche le Mercedes-AMG di Iron Lynx condotte da Abdulla Al-Khelaifi e Johannes Zelger, oltre alle Ferrari di Kessel Racing e AF Corse affidate rispettivamente a Takeshi Kimura e Custodio Toledo.
Tra gli ultimi qualificati figura invece Yasser Shahin sulla Porsche del Manthey, che è riuscito a conquistare il quindicesimo posto per appena pochi centesimi, beffando Al-Khelaifi e assicurando così alla squadra tedesca la presenza nella fase decisiva delle qualifiche.
FIA WEC – 24 Ore di Le Mans: Qualifica Hypercar Qualifica LMP2 & LMGT3




