La nuova Mercedes CLA

Mercedes, ecco la Classe vincente. Con la CLA la casa di Stoccarda alza l’asticella delle auto elettriche: è super l’autonomia

di Valentina Menassi
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Tre modelli, un’unica direzione: l’elettrificazione secondo Mercedes-Benz. La casa di Stoccarda porta avanti la sua transizione con tre vetture simbolo — la nuova CLA, la GLC Electric e la supercar AMG GT XX — tutte completamente elettriche, con la sola CLA disponibile anche in versione ibrida. Un trittico che racconta la visione di un marchio deciso a innovare con metodo, senza cedimenti all’enfasi. C’è infatti una linea chiara nella strategia Mercedes-Benz: spingere sull’innovazione senza cedere all’entusiasmo del momento. In un mercato che oscilla fra prudenza e accelerazioni improvvise, la Stella di Stoccarda sceglie la via del metodo: investimenti calibrati, produzione flessibile e un uso della tecnologia che serve prima di tutto a rendere sostenibile il business, non solo l’immagine. La CLA rappresenta la base del nuovo corso. È la prima a nascere sulla piattaforma MMA, la Mercedes Modular Architecture, pensata per accogliere sia motori elettrici sia ibridi. È una struttura che punta a ottimizzare le economie di scala e ad allineare la produzione dei vari stabilimenti, dal punto di vista tecnico e logistico.

Le batterie da 85 kWh e il sistema a 800 Volt consentono ricariche fino a 320 kW, mentre l’autonomia nel ciclo WLTP oscilla fra i 690 e i 790 chilometri a seconda della versione. Il design è più pulito e aerodinamico, con un coefficiente di resistenza di 0,23, e la nuova piattaforma introduce anche il nuovo sistema operativo MB.OS, sviluppato interamente in casa da Mercedes-Benz, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori esterni per software e dati. La GLC Electric, invece, si muove su un terreno più commerciale. È la versione completamente elettrica del Suv più venduto del marchio, e quindi anche il banco di prova per capire se il modello elettrico può davvero reggere economicamente nel segmento premium. Architettura a 800 Volt, doppio motore sincrono, potenza complessiva superiore ai 480 cv e autonomia di circa 700 chilometri. La ricarica dal 10 all’80% avviene in poco più di venti minuti con colonnine ad alta potenza. Ma è nella produzione che il progetto mostra la svolta: motori assemblati in Romania, batterie in Germania, e catena di montaggio modulare per ridurre costi e tempi. All’interno, la GLC mantiene il comfort tipico del marchio ma introduce materiali riciclati, rivestimenti a ridotto impatto ambientale e un nuovo sistema di gestione termica per migliorare l’efficienza in climi freddi.

Tutti elementi che puntano a rendere il Suv non solo “verde”, ma competitivo nei costi di esercizio. Poi c’è la AMG GT XX, la vettura che rappresenta la parte più visionaria ma anche più concreta della strategia. È la prima supercar completamente elettrica del marchio e sarà sul mercato all’inizio del 2026. Tre motori elettrici, oltre 1.000 kW complessivi (pari a circa 1.360 cavalli), trazione integrale attiva e aerodinamica con coefficiente di resistenza di appena 0,198. È costruita sulla nuova piattaforma AMG.EA, destinata alle sportive elettriche del futuro. Ma il vero salto è arrivato a Nardò, dove la GT XX ha percorso 40.075 chilometri in sette giorni consecutivi, con una media di circa 300 km/h e venticinque record mondiali di durata.

In 24 ore ha coperto 5.479 chilometri, un risultato che certifica non solo la potenza, ma la resistenza meccanica ed elettronica di un’auto a batteria portata al limite. Dietro le cifre, c’è un messaggio industriale: la supercar serve da laboratorio per soluzioni che, in futuro, andranno anche sui modelli di gamma. Batterie a raffreddamento diretto, motori a flusso assiale, ricariche a potenza megawatt: tecnologie nate per le alte prestazioni, ma pensate per essere scalabili. La piattaforma AMG.EA, interamente sviluppata all’interno del gruppo, rappresenta inoltre un passo avanti nella verticalizzazione della filiera: Mercedes punta a controllare software, hardware e componenti chiave, riducendo la dipendenza da fornitori asiatici e garantendo margini più stabili nel lungo periodo.

La CLA prepara la struttura industriale, la GLC Electric verifica la sostenibilità dei numeri, la GT XX definisce il limite tecnico e d’immagine. Insieme raccontano una stessa idea di transizione: meno marketing e più ingegneria, meno dichiarazioni e più risultati. E mentre sull’anello di Nardò la GT XX continua a girare come un laboratorio in movimento, la Stella di Stoccarda sembra confermare una regola che nel tempo non ha perso valore: la modernità, per Mercedes, non è mai una fuga in avanti, ma una costruzione progressiva. Come ricordava Gottlieb Daimler, il fondatore che più di un secolo fa ne fissò la rotta: “The best or nothing. ”Una filosofia che ancora oggi suona attuale.

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sabato 29 novembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 09-01-2026 10:22 | © RIPRODUZIONE RISERVATA