Jean-Philippe Imparato, il manager francese è il nuovo ceo di Alfa Romeo

Imparato (Alfa Romeo): «Tonale segnerà l’avvio di una rapida elettrificazione. Moltiplicare per 4 il livello delle vendite attuali»

di Giampiero Bottino
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Cinque novità all’anno fino al 2026, di cui la prima – la Tonale in arrivo a giugno 2022 – segnerà anche l’avvio di un’incisiva e rapida strategia di elettrificazione. E come se non bastasse, un’autentica rivoluzione che a partire dal 2023 coinvolgerà la rete di vendita non tanto nella suo composizione, quanto in un nuovo approccio ai rapporti con la clientela, destinata a diventare – nei fatti e non soltanto come dichiarazione d’intenti – il perno di tutte le strategie Alfa Romeo.

È questo il programma del nuovo Ceo del Biscione Jean-Philippe Imparato, il manager francese il cui percorso professionale nel gruppo Psa lo ha portato prima al vertice di Citroën Italia, poi alla guida della marca Peugeot e adesso, dopo la nascita di Stellantis, ad avviare il rilancio dell’Alfa.

«Un brand – dice – che gode in tutto il mondo di un prestigio e di una notorietà superiori al reale valore della sua offerta, e che proprio per questo ha ampi margini di crescita sia in Europa, sia in aree più lontane come l’America e l’Asia». Sono opportunità che Imparato intende cogliere con un piano prodotto decennale molto ambizioso che il numero uno del Gruppo, Carlos Tavares, ha già approvato fino all’orizzonte 2026.

«Per la parte successiva – precisa Imparato – lo aggiornerò anno per anno, perché la situazione attuale non permette di fare previsioni credibili a così lunga scadenza, e non voglio rischiare di doverlo modificare ogni sei mesi. Quello che è certo è che Alfa Romeo non rinuncerà mai né alla sportività, né all’italianità».

Al centro del progetto c’è l’elettrificazione, ritenuta una strada obbligata: a parte la Tonale che sarà anche ibrida plug-in, la prima Alfa full electric arriverà del 2024, per arrivare tre anni dopo a un brand completamente carbon neutral.

A proposito della rete, la strategia implicita nei nuovi contratti – quelli in essere sono stati tutti disdetti – chiede ai concessionari di dire addio ai km zero, alle auto svendute, all’accumulo degli stock la cui gestione sarà centralizzata in base alle esigenze dei vari mercati «perché se negli Usa senza stock non si vende, in Europa voglio arrivare al “build to order”, cioè alla produzione di ogni singola auto solo dopo che il cliente ha firmato il relativo ordine».

Il sostegno della casa sarà finalizzato anche alla creazione di un rapporto con i consumatori davvero premium nella configurazione degli show room, nella disponibilità di test drive, nei venditori dedicati, nella gestione del post-vendita e dell’usato, nella formazione dei tecnici che dovranno passare da competenze prevalentemente meccaniche a quelle pertinenti al mondo dell’elettronica.

A fronte di questa rivoluzione copernicana, Imparato ha indicato ai dealer la possibilità di moltiplicare per tre o per quattro – entro il termine del piano strategico – il livello delle vendite attuali. Non abbiamo assistito all’incontro, ma non stentiamo a credere che una prospettiva del genere sua stata salutata da un’autentica standing ovation.

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mercoledì 21 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:47 | © RIPRODUZIONE RISERVATA