Fengjie Ai (BYD): «L’Intelligenza Artificiale renderà le nostre auto più sicure e umane»
Il suo nome è una sorta di destino. Fengije Ai è infatti il direttore del Denza Research Institute, dunque una delle teste a capo dell’enorme pletora di oltre 120mila ingegneri che mettono in grado il gruppo BYD di essere una fabbrica di brevetti: ne ha infatti depositati oltre 48mila (30mila globali) e continua a farlo al ritmo di 45 al giorno. Un dato semplicemente impressionante che offre, insieme ad altri, un quadro delle ambizioni del costruttore di Shenzen e della Cina. L’argomento della nostra discussione non poteva essere che l’Intelligenza Artificiale partendo dall’annuncio che le Denza avranno a bordo 15 diversi large language model di AI.
Come fate a metterli in un unico sistema e fare in modo che il cliente possa gestirli a bordo?
«Se l’intelligenza rende le cose più complicate, non va bene. Penso che il proposito principale dell’intelligenza sia invece quello di rendere la vita più facile agevole. Pensiamo di avere reso la nostra interfaccia uomo-macchina facile da usare nella vita di tutti giorni».
Siamo d’accordo, ma come fate a mettere tutti questi linguaggi nelle mani del cliente? Se chiede qualcosa alla macchina, come fa quest’ultima a smistare la domanda?
«Beh, con la voce e il riconoscimento vocale. La prima cosa che tanta intelligenza ci permette di fare è riconoscere varie lingue. Prendete la Cina ad esempio: il cinese non è lo stesso in tutte le province perché c’è quello mandarino, il cantonese, quello che si parla nello Sichuan. I suoni e la pronuncia sono diversi. E il sistema li sa riconoscere tutti, automaticamente».
Quindi lei crede che potrebbe andare bene anche per noi europei che abbiamo tante lingue?
«Sì, penso che, se va bene per noi in Cina che abbiamo tanti tipi di lingua cinese, potrebbe andare bene anche per gli europei».
Avete scelto di mettere nel vostro sistema un avatar per migliorare l’interazione tra uomo e macchina o pensate che la voce sia sufficiente?
«Il sistema permette entrambe le cose. La voce è il modo più naturale e diretto. Specialmente per le NEV (New Energy Vehicles, ndr) siamo soliti dire che una metà è fatta di elettricità e l’altra di intelligenza. L’AI rappresenta un grande supporto per la vita di tutti i giorni e anche per gli ADAS (i sistemi di assistenza alla guida, ndr) e credo che sarà questo il prossimo trend per i NEV».
Avete sviluppato un large language model tutto vostro o li avete presi dagli altri?
«Noi collaboriamo principalmente con DeepSeek, ma anche con altri. Deep Seek è già da tempo sulle Denza per il mercato cinese, ma ci stiamo guardando intorno e stiamo lavorando anche con partner esteri per rendere le nostre vetture sempre più intelligenti».
La Z9 GT utilizza la nuova piattaforma E3 che ha caratteristiche all’avanguardia per la dinamica del veicolo e la sicurezza. Quali sono le tecnologie che la rende così speciale?
«La Z9 utilizza la piattaforma E3 che rappresenta al meglio tutto il nostro know-how, ma la utilizzano anche la N9 e la N8L. Il sistema di propulsione ha 3 motori: uno di fronte due dietro, uno per ogni ruota. Ma avere tre motori di spinta significa avere anche 3 motori sterzanti. Attraverso questa architettura, che abbiamo sviluppato da soli, abbiamo la massima flessibilità nel controllare la coppia positiva e negativa su ogni ruota e anche l’angolo di sterzata. Tutto questo è controllato attraverso il software con una velocità di reazione pari a pochi millisecondi. Ad esempio, possiamo neutralizzare l’effetto dello scoppio di una gomma fino a 180 km/h rendendo la vettura stabile e facile da gestire anche in quelle condizioni e quelle velocità».
E in questo caso intervengono anche le sospensioni?
«Sì, la Denza 9GT ha anche sospensioni pneumatiche in grado di modificare sempre in millisecondi l’altezza e il grado di smorzamento e durezza per facilitare la stabilizzazione della vettura. Grazie a queste tecnologie, la N8 e la N9L compiono l’hook test a 210 km/h, resistono al vento laterale forza 11 ed eseguono il test dell’alce a 93,6 km/h, prestazioni al vertice della produzione mondiale».
E poi la Z9 GT riesce a girare intorno a sé stessa…
«Sì, ha un diametro di sterzata inferiore a quello di un’auto di città di segmento A. Volendo, riesce a fare perno sulle ruote anteriori e girare come un compasso».
Avremmo un’altra domanda sull’Intelligenza Artificiale. Secondo lei sarà più importante per l’HMI, e l’interazione tra cliente e vettura oppure per la guida autonoma e assistita?
«Penso per entrambe le cose. Utilizzando l’AI per migliorare l’esperienza del cliente, lui percepisce che ci piace comunicare con lui perché per lui è come parlare con la gente. Per esempio, all’interno delle nostre vetture alcuni clienti la salutano o le chiedono se può aiutarlo a fare un semplice disegno, di un piccolo animale come un coniglio o un caso. Possono anche ordinare un caffè e pagarlo se impostano il profilo per il pagamento».
E per la sicurezza?
«L’AI può essere usata per la guida autonoma, anche se dal punto di vista delle regolamentazioni non c’è ancora una chiara definizione. Possiamo parlare invece del più alto livello dei sistemi di assistenza alla guida. Grazie all’AI possiamo aggiornare velocemente e addestrare i modelli rendendoli sempre più intelligenti e dandogli un comportamento sempre più umano. Ad esempio, gli ADAS di BYD sono al livello più alto per il mercato cinese perché ogni giorno ogni giorno le nostre vetture percorrono 110 milioni di chilometri. Potete immaginare quanto grande sia la mole di dati che raccogliamo per addestrare il nostro modello. L’umanità della macchina dipende da quanti dati si raccolgono in condizioni di guida reale»




