De Rinaldis (Renault): «Il nuovo Trafic è nato per durare ed evolversi, anche nei sistemi di propulsione»

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Vive da 20 anni in Francia e lavora da sempre in Renault, ma Alessandro de Rinaldis è nato al di sotto delle Alpi ed è il direttore del prodotto della famiglia Renault Trafic E-tech. «Sono italiano e sono entrato in Renault partendo dal reparto Ricerca e Sviluppo – racconta l’ingegnere che ha guidato lo sviluppo del nuovo Trafic – passando poi per il marketing. Da qualche anno sono passato ai veicoli commerciali e sono il responsabile della nuova gamma». Nessuno dunque meglio di lui può parlarci del rivoluzionario mezzo commerciale leggero che la casa della Losanga ha presentato al Solutrans di Lione.
Perché il nuovo Trafic è così nuovo?
«Il nuovo Trafic è nuovo da tanti punti di vista, sia dell’hardware sia del software. L'hardware, quindi tutta la piattaforma, è stata ottimizzato per avere un veicolo sostanzialmente urbano, dunque compatto, capace di avere un diametro di sterzata molto contenuto e un'altezza ridotta per ottimizzare altezza dal suolo e volume di carico. Abbiamo poi ottimizzato anche la parte elettrica e, nello stesso tempo, previsto la compatibilità con propulsioni alternative. Per questo abbiamo piazzato il motore al retrotreno».
Il Trafic inoltre è il primo veicolo Renault con architettura elettrica a 800 Volt…
«Sì abbiamo scelto l’architettura a 800 Volt cercando la migliore sintesi tra la possibilità di ricaricare rapidamente il veicolo e la taglia della batteria, elemento determinante per i costi e la capacità di carico. Abbiamo scelto dunque un dimensionamento che permettesse di avere un’autonomia tra i 300 e i 450 chilometri, che per la maggior parte degli utilizzatori è sufficiente per una settimana di lavoro, insieme alla possibilità di ricaricare molto rapidamente in caso di trasferimenti più lunghi».
E poi per Renault il Trafic è anche il primo Software Defined Vehicle. Come è composta la sua architettura centralizzata?
«L’architettura del nuovo Trafic è centralizzata, ma non intorno ad un singolo processore. In realtà ce ne sono due che comunicano costantemente formando un’unica intelligenza centralizzata piuttosto che distribuita nelle varie zone e funzioni del veicolo. E questo dà un duplice vantaggio. Il primo è quello di poter gestire e coordinare in maniera più intelligente tutti gli attuatori presenti sul veicolo grazie anche ad un sistema operativo sviluppato da noi in un centro di sviluppo software e al quale hanno lavorato e lavorano migliaia di ingegneri che continuano a svilupparlo per apportare aggiornamenti e migliorie».
E il secondo?
«Il secondo è che, attraverso la centralizzazione dell'intelligenza e la possibilità che abbiamo di sviluppare in casa il nostro software, possiamo effettivamente aggiornare il veicolo senza dovergli sostituire componenti. Possiamo poi introdurre nuove funzionalità che serviranno ai clienti futuri o a quelli che comprano oggi il Trafic e posseggono un veicolo che si mantiene al passo con i tempi. Questo fattore ha un grosso impatto sul valore residuo».
Queste caratteristiche rendono il Trafic il veicolo Renault più avanzato. Perché Renault ha iniziato da un furgone per introdurre queste innovazioni?
«Questa è un'ottima domanda. I piani industriali sono fatti anche di momenti unici e quello che viviamo in questi anni è un momento di rivoluzione del settore dei veicoli commerciali nel quale Renault è leader. Quindi era il momento di reimmaginare una piattaforma completamente nuova, che contenesse una serie di innovazioni che potranno essere di supporto a tutto il mondo Renault, partendo da un SDV concettualmente essenziale, semplice e con tecnologie che possiamo estendere ad altri tipi di veicoli all’interno del gruppo».
Ha accennato a forme di propulsione diverse dall’elettrico. Quali sono e quando le vedremo?
«Questa macchina è predisposta per avere altre forme di propulsione quali l’idrogeno e altre ancora che stiamo sviluppando anche con Horse Powertrain (joint-venture con Geely e Aramco che si occupa di sistemi di propulsione con motori a combustione interna, ndr)».
Quindi si può immaginare anche un elettrico ad autonomia estesa…
«La predisposizione c’è e la tempistica dipenderà molto dalle dinamiche di mercato. L'importante era intanto sviluppare una piattaforma completamente nuova e dalla vita molto lunga ovvero 10, 15, 20 anni e in grado di potersi adattare da un punto di vista sia software sia hardware all'evoluzione del mercato».
Una delle problematiche dei veicoli commerciali è la capacità di incorporare i vari sistemi di fleet management già presenti. Come fa un veicolo come il Trafic a proporsi a grandi aziende che hanno già i loro sistemi? E Come si mettono insieme le esigenze di tutti questi utilizzatori e gestori?
«Con il Trafic noi proponiamo alle piccole aziende anche un sistema integrato di fleet management che permette di leggere i dati, di elaborarli e di raccoglierli. È un servizio che già forniamo attraverso la nostra consociata Mobilize per gestire al meglio una piccola flotta. Le grandi flotte effettivamente hanno già di loro questo servizio, se ne approvvigionano direttamente e lo gestiscono in autonomia. Noi però possiamo raccogliere e fornire dati in maggior numero, più precisi e aggiornati più velocemente perché abbiamo una connessione 5G. Inoltre abbiamo anche i sensori virtuali perché il nostro veicolo è intelligente e ricostruisce i dati attraverso i segnali inviandoli al cliente che gestisce la flotta attraverso il proprio software. Possiamo anche integrare un’interfaccia tra il software del cliente e la macchina attraverso un’app prodotta dal cliente e presente su ogni veicolo che permette uno scambio di informazioni tra il conduttore e il fleet manager».
Negli ultimi anni le grandi aziende hanno mostrato una certa insofferenza nei confronti dei costruttori di veicoli poiché non adatti alle loro esigente, tant’è vero che qualcuno ha pensato di farseli da soli o su commissione. Il Trafic è una risposta finalmente esauriente?
«Questo è l'obiettivo della Renault: mettere a disposizione la capacità di ingegnerizzare e produrre mezzi capaci di adattarsi ad ogni esigenza e necessità. Ovviamente, rimanendo competitivi nei costi e questa è la cosa più difficile per chi vuole offrire massima flessibilità e, allo stesso tempo, soluzioni specifiche per i grandi clienti. Per questo stiamo preparando una gamma completa e dopo il Trafic Van avremo lo Chassis Cab, in grado di adattarsi ad ogni esigenza di allestimento e trasformazione, e l’Estafette, destinato invece in modo particolare al last mile delivery».
L’Estafette è un mezzo che avete già presentato più volte in forma di concept e intorno ad esso si è formata una certa attesa. Quali sono le sue caratteristiche principali?
«L’Estafette è basato sulla stessa piattaforma del Trafic ed è stato pensato per operazioni molto specifiche avendo come obiettivo principale la gestione del total cost of usage, ovvero il tempo necessario per completare le operazioni di carico e di scarico. I nostri ingegneri lo hanno sviluppato cercando di analizzare questo percorso e di ottimizzarlo partendo da un concetto di veicolo staffetta (da cui il nome, ndr) che nasce fondamentalmente in America su mezzi però più grandi. Noi abbiamo cercato di immaginare queste staffette nel contesto europeo fatto di tante piccole città, ma con lo stesso obiettivo: fare in modo che il tempo di percorrenza per le operazioni di scarico e carico sia il minore possibile aumentando l’efficienza».
Il Trafic è frutto di un progetto congiunto con Volvo. Perché insieme a loro?
«Questo progetto si chiama Flexis ed è nato dalla volontà di lavorare con Volvo e con CMA CGM, una società di logistica. Con entrambe collaboriamo già da anni e in questo progetto noi di Renault mettiamo a disposizione la nostra capacità di fare e produrre automobili e veicoli commerciali e il software, Volvo invece ha un'esperienza importante su tutta la parte di servizi di manutenzione e riparazione che sono molto specifici di questo settore. Abbiamo dunque messo insieme le nostre esperienze complementari e la nostra forza finanziaria per questo progetto che è, come si può intuire, estremamente costoso. In ogni caso, ognuno potrà concentrarsi sul proprio bacino di clienti sfruttando la propria filosofia e propri punti di forza. Noi, ad esempio abbiamo il vantaggio storico di avere una rete molto sviluppata e una gamma molto completa e le sfrutteremo anche con il Trafic e l’Estafette».




