Pirelli, nodo governance aperto. E a marzo entra in vigore la norma Usa sui veicoli connessi che blocca i Cyber Tyre
Le diplomazie intorno a Pirelli continuano a lavorare in vista dell'entrata in vigore a metà marzo della norma Usa sui veicoli connessi ma per ora resta l'impasse. Sul tavolo ci sono due proposte contrapposte, una dei cinesi di Cnrc e una degli italiani di Camfin e anche se entrambi si dicono aperti al dialogo le posizioni restano distanti. China National Tire & Rubber Corporation, la controllata di Sinochem a cui fa capo la partecipazione di circa il 34% in Pirelli «ha presentato una soluzione strutturata e sostenuta da solide motivazioni, basata su strumenti societari tipici e di ampio utilizzo, in linea con le migliori prassi internazionali, con l'obiettivo di risolvere sia il quadro di governance di Pirelli sia le eventuali criticità connesse ai requisiti regolamentari statunitensi».
Secondo quanto si apprende la proposta prevederebbe la segregazione delle attività che hanno un impatto negli Usa che verrebbero fatte gestire da un'entità dove i cinesi non avrebbero alcuna influenza. Il gruppo «auspica sinceramente che tale proposta costruttiva possa essere valutata in modo neutrale con un reale spirito di cooperazione» ma Camfin la boccia, la giudica «pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società". «Inoltre, tale proposta non consentirebbe a Pirelli, in ogni caso, di essere in linea con la normativa americana sui veicoli connessi». Anche Camfin «ha avanzato una proposta nell'interesse di tutti gli stakeholders e della società, e che avrebbe permesso a Pirelli di allinearsi con certezza alla normativa Usa» e «ribadisce la propria disponibilità a discutere soluzioni nell'interesse della società, del mercato e di tutti gli stakeholders».
«Lo scenario più probabile è la riduzione della quota di Sinochem (la controllante di Cnrc)" secondo gli analisti che ricordano le indiscrezioni di stampa che parlavano di una discesa al 10 per cento in parte tramite un collocamento accelerato (ABB) sul mercato. Un'altra opzione per Sinochem sarebbe la cessione dell'intera partecipazione in Pirelli ma finora nessun acquirente si sarebbe fatto avanti. Intanto la settimana scorsa Camfin (25,3% di Pirelli) ha annunciato che non rinnoverà il patto parasociale, come conseguenza ora potranno muoversi in autonomia potendo presentare le proprie liste all'assemblea del 25 giugno.




