Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin

Pichetto Fratin: «La sfida non è solo dell’auto, ma dell’energia. Non si costruisce la transizione con un decreto»

di Michele Montesano
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ROMA - La transizione verso la mobilità elettrica non può essere affrontata come una semplice trasformazione dell’industria automobilistica, ma deve essere inserita all’interno di una più ampia strategia energetica e industriale. È questo il messaggio lanciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin intervenendo alla conferenza annuale di Motus-E “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità”, tenutasi a Roma. Un intervento che ha toccato i temi dell’elettrificazione dei trasporti, dell’innovazione tecnologica, del riciclo delle batterie, del nucleare e delle prospettive energetiche del Paese.

«La sfida – ha spiegato Pichetto Fratin – è una sfida di motore, che è un po’ collegata al sistema dell’automobile. Con convinzione dico che il motore elettrico è il motore più vero per raggiungere l’obiettivo, perché è più semplice, è più facile da costruire. Però, per trionfare, devono esserci tutta una serie di condizioni».

Secondo il ministro, inoltre, l’affermazione della mobilità elettrica dipende da fattori concreti come il costo dei veicoli e la disponibilità di infrastrutture adeguate. «Deve esserci l’economicità del mezzo, deve esserci un sistema di rifornimento elettrico adeguato. Questo non lo si inventa con un servizio di segreteria, non lo si inventa con una norma, non si esce dal ministero e si fa il decreto dicendo che da domani ci sono queste condizioni. Queste condizioni vanno costruite».

Il titolare del MASE ha quindi richiamato la necessità di evitare gli errori compiuti in passato nella gestione della transizione europea dell’automotive. «Non dobbiamo più commettere quegli errori di cinque anni fa. L’obiettivo è quello che è necessario, ma dall’altra parte dobbiamo essere in condizione di produrre l’energia e creare la rete distributiva, perché altrimenti non andiamo da nessuna parte».

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’innovazione e della competitività industriale europea. Pichetto Fratin ha sottolineato come il vantaggio tecnologico dell’Europa non possa più essere dato per scontato. «La conoscenza è qualcosa che corre liquida nel mondo. Non ha i confini della nazione, non ha i confini dei decreti, non ha i confini dei Paesi. Questo è quello che dobbiamo affrontare e accompagnare».

Guardando al sistema energetico italiano, il ministro ha evidenziato le criticità ancora presenti sul fronte della produzione elettrica. «Noi consumiamo 315 miliardi di kilowattora e ne produciamo circa 260. Se andiamo a vedere quei 260 ci accorgiamo che una parte limitata arriva dalle nostre fonti rinnovabili, mentre il resto arrivano dalle varie parti del mondo». Una situazione che rende ancora più complessa la prospettiva di una massiccia elettrificazione dei trasporti.

Tra le tecnologie destinate a incidere sul futuro dell’automobile c’è anche l’intelligenza artificiale. Per Pichetto Fratin servono regole, ma senza frenare l’innovazione. «Ci vogliono delle regole, però non devono essere dei limiti. Quando parliamo di intelligenza artificiale ci viene automatico dire che dobbiamo stare attenti a come viene utilizzata. Certo, le regole servono, perché la nostra civiltà è basata sulle regole, ma devono riguardare i comportamenti, l’utilizzo, le modalità d’uso».

Uno dei punti sui quali il ministro ha mostrato maggiore fiducia riguarda invece il riciclo delle batterie, settore nel quale l’Italia potrebbe assumere un ruolo centrale a livello europeo. «Siamo già in prima linea. Siamo la squadra di test per l’Europa. Siamo il primo Paese con capacità di riciclo». Un risultato che, secondo Pichetto Fratin, deriva anche dalla tradizionale capacità italiana di valorizzare le materie prime seconde. «Nel caso italiano il riciclo è un elemento da utilizzare molto. Lo stiamo utilizzando su tutta una vasta area di azione, al punto che abbiamo creato con il riciclo una gamba manifatturiera, un fattore produttivo a livello nazionale».

L’attenzione si sposta poi sulle materie prime critiche e in particolare sul litio, fondamentale per la produzione delle batterie. «Più dell’80% della trasformazione del litio è una tecnologia che oggi è controllata da altri. Di questo dobbiamo tenere conto perché tutto poi si riflette sulla capacità di trovare un equilibrio economico che renda attrattivo il prodotto».

Tra i temi centrali dell’intervento anche il ritorno del nucleare nel dibattito energetico nazionale. Pichetto Fratin ha ricordato come la domanda elettrica italiana sia destinata a crescere in maniera significativa nei prossimi decenni. «Oggi produciamo circa 270 miliardi di kilowattora all’anno. Tutte le stime ci dicono che fra dieci anni avremo bisogno di almeno 100 terawattora in più e che al 2050 dovremo superare i 600 terawattora, raddoppiando sostanzialmente la domanda attuale».

Per il ministro, le sole fonti rinnovabili non saranno sufficienti a soddisfare questa crescita. «Dobbiamo spingere su fotovoltaico, eolico e geotermico, ma abbiamo anche dei limiti territoriali. La necessità di avere una fonte di produzione continua per ottomila ore all’anno è fondamentale». Da qui la convinzione che il futuro energetico italiano debba basarsi su un mix equilibrato. «Questo è il disegno del mix equilibrato, che è anche quello che le analisi economiche indicano come il più conveniente».

In chiusura, Pichetto Fratin ha commentato il rapido esaurimento degli incentivi alla mobilità elettrica messi a disposizione dal ministero. «Credo che il fatto che siano andati esauriti rapidamente sia la cartina tornasole di un interesse e di un’attenzione crescenti». Tuttavia, secondo il ministro, il vero salto di qualità dovrà essere culturale prima ancora che economico. «Quello che dobbiamo sfondare è la consapevolezza che questa è un’opportunità e un beneficio. Non possiamo pensare di cambiare tre o quattro milioni di veicoli all’anno soltanto grazie agli incentivi. Dobbiamo far capire che questo è il prodotto migliore perché offre il miglior rapporto tra prezzo, agibilità e servizio».

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mercoledì 17 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:38 | © RIPRODUZIONE RISERVATA