Nissan valuta la chiusura di due stabilimenti in Messico. Nel piano di ristrutturazione dopo un rosso di 4 miliardi

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Nissan, terza generazione della prima elettrica. Nel 2010 fu la Leaf ad esordire nella mobilità zero emission

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Nissan valuta la sospensione delle attività in due stabilimenti messicani, nell'ambito del piano globale di chiusura di sette siti produttivi. Lo riferisce l'agenzia Kyodo che cita fonti a conoscenza del dossier, secondo cui gli impianti in esame includono la prima fabbrica Nissan aperta all'estero, nel 1966 a Cuernavaca, e uno stabilimento in joint venture con la tedesca Mercedes-Benz che produce Suv con il marchio Infiniti. La casa automobilistica è sempre più sotto pressione per ridurre la capacità produttiva in eccesso a causa del calo delle vendite globali e, nell'ambito di una più ampia riorganizzazione aziendale sta considerando la chiusura di altri stabilimenti significativi.

Quello di Cuernavaca produce pick-up e altri veicoli, ma le strutture stanno invecchiando, riferiscono le fonti. Nissan gestisce quattro impianti automobilistici in Messico e sta valutando la possibilità di consolidare la produzione nelle due fabbriche rimanenti, entrambe situate nella parte centrale del Paese. La casa automobilistica ha registrato una perdita netta di 671 miliardi di yen (4,1 miliardi di euro) per l'anno fiscale 2024, a fronte di vendite deludenti negli Stati Uniti e in Cina. A inizio luglio Nissan ha annunciato che cesserà la produzione di veicoli nel suo stabilimento di punta di Oppama, nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo, entro la fine dell'anno fiscale 2027, trasferendo le attività in uno stabilimento nel sud-ovest del Giappone.




