Lyft completa l’acquisizione di FreeNow da BMW e Mercedes per 175 milioni e sbarca in Europa

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FreeNow è stata acquisita da Lyft per 175 milioni di euro portando così a compimento l’accordo messo nero su bianco nell’aprile del 2025 tra BMW e Mercedes, soci paritari nella joint-venture della mobilità stabilita nel 2019 e rimessa sul mercato lo scorso marzo.
Con questa operazione i due costruttori tedeschi si disfano di un business che non sono mai riusciti a far funzionare nonostante i ripetuti tentativi negli anni passati – BMW con DriveNow e Mercedes con Car2go – culminati nel 2019 con la costituzione della joint-venture e l’annuncio di investimenti per ben un miliardo di euro.
Dal canto suo invece la tech company di San Francisco ha la possibilità di sbarcare finalmente in Europa allargando la sfida a Uber, suo principale concorrente, e ampliando la propria base di business in un territorio che offre interessanti opportunità di sviluppo come il fatto che ancora la metà delle prenotazioni dei taxi europei è effettuata online.
Lyft inoltre ha annunciato da pochi giorni un accordo con la cinese Baidu per la messa su strada di una flotta di robotaxi, campo nel quale nel passato ha lavorato in Nordamerica anche con Ford e con General Motors la quale nel 2016 ha investito in Lyft ben 500 milioni di dollari senza però che i due partner trovassero la quadra tanto che Detroit ha ceduto di recente la propria quota.
A riacquistarla ha provveduto la stessa Lyft grazie ai denari incamerati nel corso del 2024 con un bilancio che parla di un giro di prenotazioni per 16,1 miliardi di dollari (+17%) ed entrate per 5,8 miliardi (+31%) con un margine operativo lordo di 382,4 milioni (+72%) e un flusso di cassa passato da 248,1 milioni a 766,3 milioni, dunque più che triplicato.
Lyft inoltre si sta riorientando decisamente verso i servizi di ride hailing, car sharing, bike sharing e taxi dopo che era entrata anche nel settore del car rental e, ancor prima, aveva abbandonato la sua prima attività, il carpooling con la quale, sotto il nome di Zimride (dal nome del fondatore, John Zimmer), aveva operato dal 2007 concentrandosi sui clienti rappresentati dagli studenti dei college.
Con questa mossa Lyft incorpora al proprio interno le business unit di FreeNow presenti in 9 paesi (Italia compresa) e oltre 150 città con la previsione di raddoppiare il proprio volume di viaggi prenotati a 300 miliardi con un impatto di oltre un miliardo di euro sui propri conti e raggiungendo una platea pari a 50 milioni di clienti all’anno.
Al momento, il 90% del business di FreeNow è rappresentato dai taxi e questo la rende perfettamente complementare a Lyft che però non sembra avere fretta eccessiva nel fondere le due entità. Le due app infatti continueranno a funzionare in modo separato anche se i tecnici sono già al lavoro per integrarle in un’unica app multimodale e dare la possibilità ad entrambe di funzionare uniformemente sia in Europa che in Nordamerica.




