Germania, il 2026 dell'auto comincia male (-6,6%), ma non per le elettriche (+24%), per Byd (+1.109%) e per Fiat (+87%)

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BERLINO – È cominciato male il 2026 tedesco del mercato dell'auto: in gennaio l'Ufficio federale dei trasporti ha contabilizzato 193.981 immatricolazioni, con una flessione del 6,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. A influire negativamente sono stati soprattutto i privati (-14,4%), che avevano invece sostenuto i volumi negli ultimi mesi del 2025. Attraverso il canale aziendale le consegne sono aumentate del 2,1% sfiorando quasi il 70% del totale.
Le registrazioni di auto elettriche sono state quasi 42.700, in aumento del 23,8% e con una quota del 22%. Le ibride, incluse le plug-in (21.790, +23% e pari all'11,2% delle vendite), sono state consegnate in poco meno di 80.000 esemplari, pari a una penetrazione del 41,2%, che porta il totale delle elettrificate oltre il 63%. Ancora in forte calo le immatricolazioni di auto a benzina (-30%) e a gasolio (-17,1%, equivalente al 14% di incidenza). Irrilevante l'idrogeno: appena due registrazioni di auto a celle a combustibile. Importante il contributo delle alimentazioni “alternative” alla riduzione delle emissioni di Co2, scese di un altro 10% e sempre vicinissime alla soglia dei 100 g/km, 102,4.
Ancora una volta le crescite percentuali più significative sono da ascrivere ai costruttori cinesi o controllati da gruppi della Repubblica Popolare. La Lynk & Co, peraltro con appena 51 immatricolazioni, è lievitata del 1.175%, mentre la Byd, che di auto ne ha targate 2.629, del 1.019% con una quota dell'1,4%, “doppiando” Tesla che si è fermata a 1.301 con una crescita dell'1,9% da attribuire all'andamento negativo del 2025. Bene anche Leapmotor, che ha un accordo con Stellantis, che con 689 targhe ha contabilizzato un +344%, Xpeng (+248%) e Polester (la joint-venture di Volvo con Geely, che ne è anche la proprietaria) che ha archiviato gennaio a +126% con 532 consegne.
Volkswagen, sempre il solo marchio in doppia cifra (quasi 38.300 immatricolazioni e una quota del 19,7%), ha ceduto il 17,5%, ma come altri costruttori attende l'impatto degli incentivi governativi (retroattivi, verosimilmente in febbraio potrebbe esserci un rimblazo importante) per la conversione della flotta. Skoda (+12%) non solo si conferma il primo marchio estero, ma anche il secondo più venduto in assoluto: ha scavalcato Mercedes (9,5%) calata del 6,6% e anche Bmw (8,8%), in crescita dell'5,4%. Tra i marchi Stellantis, Fiat è stata particolarmente brillante (+87% con quasi 4.500 auto consegnte, una manciata di veicoli più di Peugeot), un po' come Opel (+27%) con una quota del 4,6%.




