John Elkann, presidente di Exor

Exor, nel 2019 utile più che raddoppiato. Dividendi invariati per holding, verso conferma cda

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ECONOMIA

TORINO - Non si possono ancora quantificare gli effetti del Coronavirus, spiega Exor, la holding della famiglia Agnelli. E tra le incertezze maggiori c’è sicuramente quella che incombe sul settore auto. Moody’s ha messo sotto osservazione «con direzione incerta» il rating della controllata Fca, mentre per sette gruppi automobilistici si profila la possibilità di un downgrade: Daimler, Jaguar Land Rover Automotive, Peugeot, Renault, Volkswagen, Volvo Car e McLaren. Intanto il 2019 per Exor si chiude con un utile consolidato di 3,053 miliardi di euro, in forte crescita rispetto agli 1,347 miliardi del 2018 e per i soci un dividendo invariato di 0,43 euro per azione.

L’aumento di 1,706 miliardi dell’utile, spiega il gruppo, è dovuto soprattutto ai miglioramenti della performance complessiva delle controllate per 1,596 miliardi e comprende la quota di Exor del guadagno netto realizzato dalla cessione di Magneti Marelli da parte di Fca per 1,081 miliardi (su un utile netto totale di 3,8 miliardi di euro). Il Nav (Net Asset Value) è salito del 32,5% a 26,1 miliardi dollari. Exor - che ha da poco incassato 9 miliardi di dollari per la vendita di PartneRe alla francese Covea con un guadagno netto di 3 miliardi - proporrà agli azionisti nell’assemblea del 20 maggio la conferma del consiglio di amministrazione, di cui fanno parte il presidente e amministratore delegato John Elkann, il vicepresidente Alessandro Nasi, Marc Holland, Andrea Agnelli, Ginevra Elkann, Joseph Bae, Melissa Bethell, Laurence Debroux, Antonio Horta-Osorio. In Borsa il titolo Exor ha chiuso la giornata a 48 euro (+3,27%). Bene i titoli del comparto dell’auto con Fca (+2,9%), Ferrari (+0,9%) e Cnh (+3,2%).

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Giovedì 26 Marzo 2020 - Ultimo aggiornamento: 17:50 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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