Range Rover, 55 anni di successi: la SV Black e la Sport SV Carbon non hanno rivali
La Land Rover non era ancora maggiorenne, ma in casa dei maestri dell’off road più di qualcuno già pensava che la supremazia poteva prendere anche un’altra piega. Il pionieristico veicolo, svelato al salone di Amsterdam al tramonto degli anni Quaranta e poi diventato Defender, era già un punto di riferimento assoluto per robustezza e inarrestabilità. Rispetto alle “normali” vetture, invece, non era il massimo per quanto riguarda comfort, lusso e prestazioni stradali. Il giovane ingegner Spen King, nipote dei fondatori dell’azienda Maurice e Spencer Wilks, lavorava in Land Rover fin dagli albiri ed a metà anni Sessanta fu incaricato di inventare una nuova tipologia di fuoristrada. Qualcosa di profondamente “diverso”.
Spen, finito di studiare, era stato apprendista alla Rolls Royce e con il lusso aveva avuto a che fare. Nessuno però immaginava che certe raffinate competenze potessero tornare utili ad un costruttore che produceva «veicoli militari e da lavoro». Invece, il 17 giugno del 1970, veniva svelata al mondo la prima Range Rover che, per quanto rivoluzionaria, non fece pensare immediatamente che si stava aprendo una nuova pagina nella storia dell’automotive di cui la 4x4 britannica sarebbe rimasta nel tempo incontrastata regina. All’epoca gli off road avevano le balestre e il cambio a rapporti corti, sulle ruote montavano dei “rallentatori”. Range invece sfoggiava un V8 tutto in alluminio, le sospensioni con 4 molle elicoidali ed altrettanti dischi per frenare una velocità fuori dal comune.
Dopo il primo positivo choc, il successo fu immediato: quell’elegante creatura aveva la mobilità di una Land Rover sui fondi impossibili e non invidiava nulla come comfort e performance alle facoltose ammiraglie premium. In un lampo entrò nelle grazie di reali e celebrità, mentre portava a termine avventure straordinarie. Due Range andarono da Anchorage alla Terra del Fuoco attraversando tutte le Americhe su passaggi impossibili. Fu una Range a vincere la prima edizione della Parigi-Dakar e qualche anno dopo diete spettacolo al Camel Trophy. Il lusso, ormai, era un fortino inespugnabile, perfettamente in linea con la tradizione britannica di cui si vantava di essere il fiore all’occhiello: quello delle dimore storiche, dei giardini curati, dei paesaggi armoniosi.
Anche per questo ha sempre avuto un posto nell’esclusivo garage della Famiglia Reale. Il “vestito”, nei decenni, è rimasto semplice, ordinato, audace ma non arrogante. La tecnologia all’avanguardia ha reso la Range un’apripista nel pianeta degli sport utility. Oltre le molle e i dischi degli anni ‘70, è stato il primo Suv ad avere l’Abs nel 1989 e il controllo della trazione con le sospensioni pneumatiche elettroniche nel 1992. Quest’anno festeggia il 55° compleanno e lo sta facendo in tutti gli eventi più esclusivi, non solo in terra britannica. Ad aprile ha illuminato la Design Week milanese con l’installazione sensoriale “Futurespective” che ha accompagnato i visitatori in un viaggio cinematografico. Poi nel tempio del tennis di Wimbledon dove ha controllato la “velocità del servizio” sul campo Centrale.
Quindi, altri due appuntamenti imperdibili per i marchi più preziosi che fanno parte della leggenda della mobilità. Proprio in queste location da favola, Solihull ha fatto debuttare le ultime due gemme della collezione Range Rover, una “classica” e l’altra in declinazione Sport. Entrambe hanno caratterizzato il periodo estivo quando il modello iniziale venne lanciato. La prima, la Range Rover SV Black, ha sfilato il 9 luglio al Festival of Speed di Goodwood, il massimo per le auto da corsa o ad elevate prestazioni. Un mese dopo, il 13 agosto, è stata la volta della Range Rover Sport SV Carbon che ha esordito nella “House” della casa inglese durante la Monterey Car Week. I due gioielli sono le più recenti interpretazioni di una filosofia dominante che è sul palcoscenico da oltre mezzo secolo: il massimo della tecnologia e del lusso moderno britannico con un design che modella vere opere d’arte senza tempo.

