Lando mette la freccia: è campione del mondo prima dei suoi amici più grandi Leclerc e Russell
Al settimo anno in Formula 1, il più giovane pilota britannico a guidare le monoposto migliori del mondo è riuscito a coronare il suo sogno. È ancora un ragazzo Lando, ha appena festeggiato il suo ventiseiesimo compleanno essendo nato a Bristol 13 novembre del 1999, pochi giorni prima che arrivasse l’epocale anno Duemila. Nel 2017, a soli 17 anni, era già collaudatore ufficiale della gloriosa McLaren, il team più vincente di tutti i tempi dopo la Ferrari. Papà Adam, imprenditore di notevole successo, e mamma Cisca, prima tifosa del rampollo, l’hanno sempre seguito nella carriera motoristica iniziata, sotto la loro guida, in kart a soli 8 anni.
La famiglia benestante, grazie al successo nel business di babbo Adam, gli ha dato costantemente appoggio tanto che, a 12 anni, il baby fenomeno aveva già un manager e un allenatore personale. Come il suo amico poco più grande Verstappen, Norris ha il doppio passaporto. E proprio come Max è belga da parte materna perché la signora Wauman è originaria delle Fiandre. Insomma, ha più di qualcosa in comune con il campione che l’ha preceduto nell’albo d’oro della F1. Lando ha tre fratelli, Oliver, più grande ed anche lui ex kartista, e le ragazze Flo, campionessa d’equitazione, e Cisca junior. È fidanzato con la modella portoghese Margarida Corceiro, già fiamma del calciatore connazionale João Félix.
Norris dimostra il suo assoluto valore a 14 anni quando conquista il Titolo Mondiale di kart nel Campionato Cik-Fia. Ormai è un predestinato. Per età e frequentazioni, fa parte dei 4 moschettieri precoci nati agli sgoccioli del secolo scorso: Verstappen, Leclerc, Russell e Norris diventati, in giovanissima età, i driver su cui avevano puntato rispettivamente altrettanti top team come Red Bull, Ferrari, Mercedes e McLaren. Ma in quegli anni la F1 era dominata dalle prime tre compagini perché la squadra di Woking non faceva più scintille dal 2008 quando Hamilton divenne campione.
Invece Lando, approfittando della resurrezione papaya esplosa all’improvviso nella primavera del 2024, ha messo la freccia e superato sia Charles sia George che erano davanti a lui per anagrafe e carriera. A parte Max, che fu lanciato direttamente in F1 da Helmut Marko quando non era ancora maggiorenne, nel 2017 Norris dominò il Campionato di F3, acchiappando il titolo con 53 punti di vantaggio. L’inglese, delle 30 corse, ne vinse 8, conquistò 10 pole position e 9 giri più veloci in gara, arrivando 14 volte sul podio. Il titolo di F2 quell’anno andò invece al principino monegasco. Nel 2018 i favoriti per la Formula 2 erano proprio i due britannici, portacolori delle Academy di Stoccarda e Woking, i sudditi di Sua Maestà Russell e Norris.
Lando vinse la prima gara, ma il titolo lo conquistò George che s’impose per ben sette volte e il connazionale finì secondo. Nel 2019 sarebbe toccato a lui, ma non riuscì a partecipare perché la McLaren lo promosse in F1 come compagno di Sainz, al posto di Vandoorne. Nello stesso anno debuttano anche Leclerc, con l’Alfa Romeo-Sauber, e Russell, con la Williams-Mercedes. Non furono anni semplici, ma Lando dimostrò da subito di saperci fare e, soprattutto, di essere molto veloce. Iniziò la scalata: nel 2019 è 11°, poi 9°, 6°, 7°, ancora 6° nel 2023 per poi strappare la piazza d’onore proprio a Charles con la Ferrari all’ultima gara lo scorso anno. In questa stagione l’apoteosi, con una papaya decisamente inarrivabile che ha vinto il titolo Costruttori già a Singapore, con 6 gare d’anticipo.
Poteva essere una passeggiata, ma così non è stato. Dopo un ottimo avvio di stagione, la faccenda sembra un fatto privato fra i due galletti di Woking, ma il più giovane Piastri è parecchio insidioso e fino a dopo l’estate è lui in testa alla giostra. Da Monza l’australiano s’appanna non salendo più sul podio per ben 7 GP consecutivi, Verstappen inizia la rimonta e a contrastarla deve pensare Norris. L’amico canguro si risveglia nel finale, ma ormai è troppo tardi: nonostante la squalifica di Las Vegas, il trofeo più prestigioso è saldamente nelle sue mani.

