Antonelli extraterrestre: con una prestazione superba sbanca Montecarlo. É il più giovane di tutti i tempi
Altro che fenomeno. È un mostro. Nessuno come lui. Nel gran premio più impegnativo e prestigioso dell’anno, Kimi Antonelli asfalta gli avversari dominando il GP di Montecarlo dal semaforo alla bandiera a scacchi. Senza mai sbagliare nulla, non lasciando ai rivali nemmeno le briciole. Un pilota bionico. Nella gara dei “trenini”, dove spesso resta davanti il pilota più lento perché superare è impossibile, la freccia tricolore anima lo show correndo una gara a se, senza avversari. Partenza perfetta, subito un ritmo insostenibile, asfissiante. Alla sosta per il cambio pneumatici aveva già così tanto vantaggio da potersi fermare rientrando comodamente in testa.
Poco dopo metà percorso ha infilzato come un tordo il compagno di squadra britannico, un Russell letteralmente sotto choc che al quel punto aveva percorso un giro in meno del razzo italiano. Incredibile. Eppure George era quarto, le uniche due monoposto ancora da doppiare erano le due Ferrari, con Lewis e Charles che si difendevano con i denti per non naufragare sotto le bordate esagerate del ragazzino. Nessuno ha osato contrastarlo, sarebbe stato un suicidio.
Ieri il ragazzo bolognese ha scritto altre pagine di storia, non solo quelle di gioventù, ma assolute. Quinto trionfo di fila da quando ha iniziato a vincere, massimo vantaggio in classifica dopo sei gare, un altro “hat trick”, cioé pole, gradino più alto del podio e giro più veloce in gara. Kimi sabato era diventato il più giovane nelle 72 edizioni della gara del Principato a partire davanti a tutti. Ieri ha strappato un altro primato appartenente al suo amico Lewis che era il più giovane ad aver vinto davanti al Casinò: Hamilton aveva dominato a 23 anni a 4 mesi, Verstappen aveva cercato di insidiarlo imponendosi a 23 anni a 7 mesi.
Kimi li ha cancellati entrambi, pennellando una corrida sublime quando ancora deve spegnere le venti candeline. Lontano anni luce, una stoffa di un’altra categoria. Quando si è spento il semaforo, aiutato da un rettilineo d’avvio inesistente prima di imboccare il salitone che porta sul colle, Kimi è scattato con autorità prendendo il comando delle operazioni. A rimanere sul posto è stato super Max tradito dalla sua Red Bull e costretto a rientrare ai box immediatamente.
Le Ferrari si infilavano dietro la Mercedes e si poteva pensare che sarebbe stata una gara di strategia con il Cavallino che usava le due punte per cercare di incartare il capofila. La speranza affondava le radici su quanto visto nelle prove: Kimi era riuscito ad acchiappare la pole sulla tornata secca, ma sulla distanza di 78 giri Maranello poteva sfruttare i suoi punti di forza, la grande trazione garantita da un buon telaio e la reattività messa sul piatto dal turbo più piccolo e reattivo. Niente di tutto questo. Kimi innestava il passo del ghepardo e, con un giro veloce dietro l’altro, fuggiva via.
Le Ferrari si difendevano staccando a loro volta, in maniera netta, i rivali privi di super Max. Le McLaren non graffiavano, Russell era imbottigliato dietro ad Hadjar. Leclerc non riusciva a tenere la scia di Hamilton per la mancanza di fiducia nell’impianto frenante che a Monaco è fondamentale. Lewis anticipava la sosta, ma infrangeva il limite di velocità nella corsia dei box prendendo una penalizzazione di 5 secondi. Charles si fermava dopo, ma con il compagno punito sognava la piazza d’onore. Invece, all’ultima curva, andava a sbattere Stroll con un’impresentabile Aston Martin e chiamava in pista la safety car.
Le due Rosse, come quasi tutte le monoposto, venivano richiamate per un’ulteriore sosta e Charles vedeva svanire il possibile vantaggio perché Lewis smarcava i 5 secondi tenendo il compagno bloccato dietro di lui. Leclerc si lamentava via radio e forse si innervosiva un po’, così alla ripartenza picchiava nello stesso punto di Lance ancora prima che la corsa riprendesse. Bandiera rossa e gara interrotta per togliere la vettura e, soprattutto, pulire la pista in quel punto messa parecchio male.
Charles rifiutava entrambe le ipotesi, asfalto scivoloso e nervi a fior di pelle, e puntava il dito sui freni che, secondo lui, lo penalizzano da tempo. La direzione corsa decideva per una ripartenza da fermo per fare gli ultimi 10 giri e Kimi temeva la beffa di perdere una gara già vinte più volte. Invece niente, Antonelli ha continuato a dare spettacolo correndo incontro alla bandiera a scacchi come una furia. Dietro c’era un tosto Lewis che conquista il secondo posto anche nella graduatoria Mondiale scalzando Russell che beccava un’altra penalizzazione per colpa della squadra e finiva fuori dai punti, lasciando il posto sul podio ad Hadjar.
«È un momento incredibile, la stagione è ancora lunga, ma con la squadra stiamo facendo un grande lavoro - ha spiegato il vincitore - in questo weekend i ragazzi mi hanno dato una vettura perfetta, oggi avevo tantissima fiducia. Ora devo accettare la pressione, bisogna conviverci, la mia unica preoccupazione è di guidare». Domenica prossima si corre a Barcellona in concomitanza con la mitica 24 Ore di Le Mans.

