Antonelli come Ascari, sesta pole dell'anno a Spa-Francorchamps. Leclerc manca la prima fila per una bandiera gialla
Sempre lui, solo lui. Nonostante sia ancora un teenager, anche all’università della Formula 1, Kimi Andrea Antonelli dà spettacolo e, dipingendo traiettorie perfette sulla maestosa pista di Spa-Francorchamps, si prende la pole position del Gran Premio del Belgio. Per un ragazzo di 19 anni una soddisfazione enorme che si somma alla molte altre che si è tolto in questa magica stagione. Con la performance sulle Ardenne la freccia tricolore è la sesta volta che parte davanti a tutti in questo secondo anno di presenza fra i grandi ed oggi ha tutte le carte in regola di acchiapparsi anche la gara rafforzando la sua leadership in classifica Mondiale. Le premesse ci sono tutte.
Prima di lui solo Alberto Ascari negli anni Cinquanta era riuscito a scattare 6 volte in testa e poi divenne campione del mondo. Kimi è stato superbo per l’intero weekend ed anche il suo passo gara sembra il migliore. In più, nella parte finale delle corse è sempre emerso per la sua abilità a sussurrare alle Pirelli e per l’invidiabile feeling che vanta con la sua Freccia d’Argento. Un’intesa quasi perfetta che sta mandando al manicomio il compagno di squadra. Russell è sicuramente un buon pilota, l’ha dimostrato più volte e lo conferma anche la cifra del suo ingaggio.
Con la W17, però, non è mai andato completamente d’accordo, niente a che vedere con la nonchalance istintiva con cui la guida Antonelli orchestrato dai box da Peter Bonnington, l’ingegnere di macchina più vincente della storia avendo fornito appoggio per tanti anni a Lewis Hamilton. Ieri George ha dovuto incassare oltre mezzo secondo di ritardo dall’italiano, un’eternità a parità di macchina. E dopo la premiazione alla quale ha assistito dal parterre, con lo sguardo un po’ perso, ha cercato di spiegare che 4 decimi sono imputabili al motore che non rendeva come avrebbe dovuto.
In realtà, non da ora il team lo sta aiutando e la Stella del britannico è stata rovesciata più volte per cercare di capite cos’è che non va. A fianco del fenomeno nel pomeriggio scatterà Super Max che, sulla pista di casa (ha anche il passaporto belga), è riuscito ad arrampicarsi in prima fila. Per centrare il risultato la Red Bull ha sacrificato il buon Hadjar che, in Q3, ha rinunciato alla sue chance per tirare la scia al compagno. Operazione riuscita che è valsa almeno 2 o 3 decimi risultati fondamentali. Terzo si è piazzato il campione del mondo in carica Norris che però è stato penalizzato di 10 posizioni per aver dovuto sostituire la centralina della power unit della sua Mercedes andando oltre i limiti concessi dal regolamento.
Dalla terza casella scatterà quindi Russell che ha preceduto di poco le due Ferrari. Leclerc e Hamilton, nell’ordine, sono divisi da appena 2 millesimi di secondo. Lewis, su una pista che ama dove ha vinto 5 volte ed è partito davanti a tutti già in 6 occasioni, sembrava messo meglio, ma ha danneggiato la sua SF-26 nei minuti finali delle prove libere 3 costringendo i suoi tecnici agli straordinari e perdendo forse concentrazione. Un piccolo “giallo” ha accompagnato il finale della Q3 che potrebbe essere costato la prima fila a Leclerc.
La Red Bull di Hadjar era ferma in pit lane ed un commissario ha sventolato la bandiera gialla proprio all’ultima curva. La procedura era chiara, in quel caso dovevano rallentare solo le vetture che rientravano ai box, ma Charles ha istintivamente alzato il piede perdendo qualcosa. «Non so se sarei riuscito a fare meglio di Max, ma sono cose che succedono», ha commentato il monegasco. Molto sincero Lewis: «Non ho perso nulla, la bandiera proprio non l’ho vista». Oggi il semaforo si spegnerà alle 15, diretta su Sky.

