Non solo quadricicli: c'è il concept Malya con le 12 sorelle della gamma Mole Urbana
Nel nuovo stabilimento di Orbassano (hinterland torinese) prende forma la sfida di Mole Urbana, il progetto ideato dal designer e imprenditore Umberto Palermo: pareva un sogno visionario, oggi è una realtà produttiva. Un’impresa che unisce mobilità elettrica, stile, cultura e fiducia nel Paese, grazie al supporto di CDP Venture Capital (Cassa Deposito e Prestiti), della Regione Marche e Piemonte, di Finpiemonte e di una filiera di investitori privati che hanno garantito l'investimento iniziale di 7 milioni. Sede legale a Fabriano, polo industriale a Orbassano, dove già operano una trentina di addetti, destinati a crescere fino a 100 unità.

"L’auto del futuro – dice Palermo – non è solo un oggetto tecnologico, ma un gesto culturale: un modo di pensare il lavoro, il territorio e la sostenibilità. Un cambio netto di paradigma, un ecosistema capace di generare nuovi frutti – industriali, sociali e creativi nel segno del Made in Italy di sostanza". Il nuovo impianto produttivo sorge su un sito industriale degli anni Sessanta, riportato in vita dopo anni di inattività.
Erano 10.000 metri quadri di amianto e sono diventati 10.000 metri quadri di pannelli solari: un simbolo concreto di rigenerazione ambientale e industriale. "Un modello imprenditoriale in cui ho sempre creduto" ha commentato il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. L’intera produzione nasce da una filiera nazionale tra Piemonte e Marche.

Mole Urbana mette in cantiere una gamma articolata di 12 modelli modulari (tutti quadricicli, più o meno "leggeri") pensati per la mobilità cittadina, dalle versioni a due, tre e quattro posti per il trasporto persone falle varianti cargo con capacità fino a 4 metri cubi destinate al lavoro, specie al delivery urbano. Con larghezze di 1,30 metri e lunghezze tra 2,65 e 3,30 metri, le vetture della gamma Mole Urbana uniscono compattezza, ergonomia e sicurezzaavendo superato test di affidabilità che nulla invidiano alle auto tradizionali. "Ci siamo ispirati al fenomeno delle keicar – aggiunge Palermo – e ci rivolgiamo a privati, istituzioni, piccole flotte". Il telaio space-frame è in acciaio inox, la batteria al litio LiFe PO₄ sostituibile, la ricarica rapida domestica o CCS garantisce sufficiente autonomia (variabile in base ai modelli). Tutti i materiali sono riciclabili.

Ma come è articolata la gamma? Lavoro 1 è il modello da lavoro ultracompatto, per logistica di prossimità, manutenzione urbana e servizi tecnici. Dimensioni 3.300×1.300×1.700 mm, portata utile 450 kg, volume di carico 1,3 m³. Massa a vuoto 480 kg. Lavoro 2 è la versione evoluta del modello operativo, con migliore accessibilità e capacità di carico ottimizzata (fino a 450 kg). La variante Brezza evidenzia un cassone posteriore aperto con carico utile di 450 kg, volume carico 1 m³, massa 480 kg. Poi c'è Lavoro 3 progettato per attività professionali a medio volume (fino a 2,3 m³): si rivolge a corrieri, artigiani, manutentori. Romantica e Romantica Cabrio a due posti puntano sullo charme evocando la dolce vita con forme rétro e dettagli sartoriali. Scuter Quattro (quadriciclo leggero) unisce praticità da scooter e sicurezza automobilistica. Offre due posti, struttura compatta e stabile, agilità.

C'è anche un'anima dinamica, nella Sport GT con linee tese e assetto ribassato, e c'è la Corriera, un micro-shuttle urbano a 4 posti con accessibilità facilitata e autonomia fino a 150 km. Intrigante la Torpedo, e-cabriolet cittadina a 2 posti ideale per resort e leisure urbano. Mentre Pitbull, sempre a due posti, è un urban-offroad compatto con assetto rialzato e look aggressivo, per chi cerca carattere e solidità. Infine la Quattroposti, microcar in versione familiare progettata per nuclei urbani e sharing.
Dalla creatività di Umberto Palermo è nato inoltre un concept che non passa inosservato. Si chiama Malya e viene definito "nuova keicar all’italiana". Se la gamma Mole Urbana è concepita per impieghi cittadini, questa evoluzione (che potrebbe avere un futuro industriale) inaugura una generazione di auto compatte per l’uso extraurbano. Lunga 3,80 metri e larga 1,60, Malya può accogliere quattro/cinque persone con comfort e sicurezza, affrontando anche l’autostrada. Realizzata con gli stessi processi leggeri – taglio, piegatura ed estrusione di alluminio – Malya è un nuovo capitolo che amplia la visione del brand verso una mobilità integrata. "Pensiamo di abbinarle anche motori termici, si presta a interpretazioni diverse", assicura Palermo. "Sarà anche la prima vettura cardioprotetta – aggiunge – grazie a una serie di dispositivi per l'impiego in campo sanitario".




