La Maserati MC20

Maserati MC20, nasce a Modena lo “Stradivari” delle supercar. Entusiasmante in pista, ma è a suo agio anche nel traffico

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MODENA - Sarebbe bello poter registrare con una candid camera le emozioni dei primi primi clienti che hanno ordinato la supercar Maserati MC20 - e che dopo aver pagato da 216mila euro in su, a seconda del livello di personalizzazione - si siederanno al volante del loro nuovo ‘gioiellò del Tridente. Poche auto al mondo sanno infatti essere ‘diversè come la MC20, capaci di adeguarsi perfettamente alle esigenze e allo stile di guida di una pista ma anche divertente, docile, sicura ed entusiasmante su una strada aperta al traffico. E quindi sono capaci di stupire ad ogni chilometro percorso il pilota, che - esattamente come un violinista - ha l’opportunità di migliorarsi nota dopo nota suonando un Guarnieri del Gesù o uno Stradivari.

«A differenza di quanto si possa pensare, nonostante l’utilizzo del simulatore - aveva detto Andrea Bertolini, campione del mondo GT1 con la MC12, oggi responsabile dei collaudi in Maserati, al momento del lancio di MC20 - l’uomo rimane indispensabile per lo sviluppo. Il fattore umano rimane centrale e fa parte del DNA di Maserati. Anche se si utilizzano tutte queste avanzatissime tecnologie, per Maserati l’uomo rimane al centro del progetto. La macchina infatti deve avere un’anima e senza la presenza di una squadra forte, dall’ingegnere al collaudatore, ciò non sarebbe possibile.

Il team di Maserati conosce i valori del brand; è proprio questa conoscenza che permette di trasmette sulla vettura fascino, sportività, piacere di guida». La prima parte della prova, con la preziosa assistenza di Federico Landini, Maserati Vehicle Line Executive - Sport Vehicles, si svolge sull’autodromo di Modena. La MC20 è nella sua veste definitiva, migliorata ancora in alcuni dettagli (tra cui un ulteriore sviluppo dei pneumatici) e dei settaggi. Rispetto al prototipo già guidato l’ auto è ancora più performante, precisa, stabile anche alle andature più elevate - proprio con il contributo della nuova gommatura - e perfetto punto di partenza per la prossima variante da gara, Ma Maserati MC20 si conferma una grande ‘trasformistà non appena si varca il cancello dell’impianto agonistico e si affronta la normale viabilità, traffico compreso.

Ben sistemati nel posto guida essenziale e funzionale, si ha l’opportunità di controllare perfettamente l’ auto e di percepire - con la complicità dei sedili racing - la precisione delle sospensioni e la rigidità della scocca in carbonio che, com’è noto, è stata sviluppata in collaborazione con il ‘magò Dallara. A differenza di quanto accade in pista, quando le prestazioni sono estreme e ogni istante va dedicato alla ricerca del momento ideale per la staccata (a proposito, i freni con dischi carboceramici Brembo sono iper-efficaci ma mai violenti come avviene con altre supercar) o del punto giusto della traiettoria, nel traffico c’è il tempo per osservare la plancia e l’abitacolo e - naturalmente - per farsi ‘osservarè con ammirazione dagli altri utenti. Qualche che sia il colore esterno, nell’abitacolo i materiali scelti sono neri, con tappezzeria scura per garantire la massima visiilità attraverso il parabrezza.

Unico appunto, a cui Maserati sta però ovviando, sono invece alcuni riflessi sullo specchietto interno che - va sottolineato - è un display che visualizza le immagini rilevate verso la coda da una piccola telecamera. Promossi comunque a pieni voti nella versione definitiva i diversi comandi con i pulsanti e interruttori ridotti all’essenziale e un display da 10,3 pollici ben posizionato e gestito da un sistema operativo Android, veloce come la MC20. Una concessione alla essenzialità è rappresentata dal selettore della modalità di guida che è ispirato agli orologi di lusso. È meccanico, preciso, utilizza materiali preziosi e di massima qualità ed ha un tocco di blu tipicamente Maserati. Prevede cinque posizioni - Wet, Gt, Sport e Corsa più ESC off - ma quest’ultima, vista la grande coppia erogata dal V6 Nettuno (730 Nm) richiede abilità e allenamento. Su strada come in pista si apprezza anche il volante sportivo rivestito in pelle nera con inserti di carbonio. Pochi i pulsanti e gli interruttori, inclusi quello per lo Start e il Launch Control. I paddle per il cambio, fissati al piantone dello sterzo e di dimensioni generose servono ad azionare il cambio a doppia frizione anche per inserire la marcia da fermo.

Entusiasmante in pista, il motore V6 Nettuno conferma su strada le promesse che erano state fatte al momento della presentazione nel 2020. Sulle colline del modenese si scopre che questo turbo benzina 3.0 ama le ‘scampagnatè e non si imbarazza affatto a girare docilmente a bassi regimi nel traffico. Al 100% Made in Modena, questo 6 cilindri a V di 90 gradi, biturbo, 3,0 litri di cilindrata è capace di erogare 630 CV a 7500 giri - con 730 Nm di coppia a partire da 3.000 giri - ma riprende perfettamente anche dopo aver seguito per un paio di chilometri una citycar. Il suo segreto è l’innovativo sistema di combustione a precamera con doppia candela di accensione Maserati Twin Combustion (MTC) che è una tecnologia sviluppata per la Formula 1. Impossibile valutare le prestazioni assolute, sia in autodromo che su strada aperta: Maserati per la sua nuova supercar dichiara una velocità massima superiore ai 325 km/h e uno scatto 0-200 km/h in meno di 8,8 secondi. Sull’autodromo abbiamo però potuto usare il Launch Control e il tempo di 2,9 secondi da 0 a 100 km/h è assolutamente reale. 

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Martedì 4 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento: 05-05-2021 10:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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