Smart in the city, sulle strade di Miami al volante della nuova versione elettrica

di Giorgio Ursicino
MIAMI - Elettrica dentro. O, se preferite, elettrici si nasce. Ognuno ha il suo destino e, quando fu pensata, la piccola Smart doveva essere molto più una colorata due posti con l’ambizione di diventare in fretta la regina delle citycar. Alla fine degli anni Ottanta nei cassetti della Daimler c’erano già diversi progetti di una biposto. E quando l’“orologiaio” svizzero di origini libanesi Nicolas Hayek (il grande capo della Swatch) si rivolse al numero uno di Mercedes Werner Niefer per realizzare insieme una vettura rivoluzionaria, oltre alla simpatia e alle dimensioni compatte, anche l’alimentazione elettrica figurava fra le priorità del modello.

Ma, come dimostrato proprio in quel periodo dalla General Motors EV1, all’epoca il tempo delle batterie non era ancora scoccato (scarsa autonomia e costi troppo elevati) e la piccola tedesca arrivò sul mercato nel 1998 con il tradizionale motore a scoppio. Il silenzio e le emissioni zero, però, erano nel Dna della Smart e meno di dieci anni dopo una flotta sperimentale di cento esemplari elettrici iniziò a girare per le strade di Londra. Passato un altro decennio, ecco la quarta generazione di Smart Electric Drive e da sperimentare è rimasto veramente poco.
Il baby gioiello senza serbatoio è un’auto vera, matura. Prontissima per essere utilizzata e in grado di dare notevoli soddisfazione poiché l’accoppiata compattezza-rispetto ambientale è decisamente imbattibile per soddisfare l’esigenza di mobilità in città dove la qualità dell’aria deve essere migliorata in fretta e lo spazio resta uno dei beni più preziosi. Per fare vedere cosa è in grado di fare Smart ED ha scelto un’ambientazione esotica, non solo per il fatto che in questo periodo dell’anno in molte zone d’Europa il tempo sconsiglia di viaggiare con la capote abbassata.

Negli States, infatti, un quarto delle Smart vendute sono elettriche e, nonostante Miami sia una metropoli, la città della Florida è attraversata da grandi strade (delle vere highway) dove si ha la possibilità di dimostrare che non è certo un problema anche viaggiare a contatto di gomito con i muscolosi pick up. I vertici della Smart hanno fatto le loro riflessioni. Le loro indagini e i loro conti. Soprattutto hanno ascoltato il parere dei clienti che hanno utilizzato le precedenti versioni della vettura dichiarandosi parecchio soddisfatti. In sintesi, anche in futuro, le auto elettriche possono essere divise in due grandi categorie.

Quelle di dimensioni importanti, quindi da viaggio, che devono avere un’autonomia di almeno 500 chilometri (stanno per arrivare, Mercedes ha creato la famiglia EQ) e quelle da città la cui icona è proprio la Smart. Bene, numeri alla mano, pare che nelle aree urbane d’Europa il 90% degli automobilisti non percorre più di 35 chilometri al giorno che salgono a 65 in Nord America. Inutile quindi rincorrere le autonomie elevate incrementando i pesi e i costi e penalizzando lo spazio a bordo e la guidabilità.

Così la quarta Smart ED non è una rivoluzione, ma una coerente e riuscitissima evoluzione della generazione precedente. La batteria è “fatta in casa”, assemblata a Kamenz in Sassonia dalla Deutsche Accumotive (società controllata al 100% da Daimler) con 96 celle al litio realizzate in Corea dalla LG. In nuovo accumulatore è sempre disposto sotto l’abitacolo, fra gli assi, ma è più efficiente e leggero garantendo la stessa quantità di energia (17,6 kWh) portando l’autonomia a 160 km. Contemporaneamente si abbassano i tempi di “rifornimeno”.

Grazie ad un nuovo caricabatterie di bordo da 7,2 kW, avendo un semplice wallbox in garage, per fare il pieno all’80% basta metà del tempo rispetto a prima (solo 2,5 ore negli Stati Uniti e in Gran Bretagna), ma anche attaccandosi alla normale presa per effettuare l’operazione in Europa sono sufficienti sei ore. A breve sarà poi disponibile in vettura un caricabatterie super rapido addirittura da 22 kW che consentirà di fare il pieno in meno di un’ora nelle apposite colonnine trifase. Anche il motore, prodotto a Clèon nel nord della Francia, è stato migliorato ed ora eroga 5 kW in più (60, corrispondenti a 81 cavalli) ed una coppia sempre disponibile di 160 Nm.

Di conseguenza la cosa che più impressiona al volante (oltre all’apprezzatissimo silenzio) e la prontezza di risposta ai comandi del “gas” che esalta accelerazione e ripresa rendendo la guida particolarmente piacevole. Sfruttando il radar, la Smart elettrica ha una modalità di guida che massimizza il recupero di energia e consente di gestire da remoto alcune importanti funzioni come la ricarica e la climatizzazione. Per una vettura a batterie, infatti, è fondamentale raggiungere la temperatura dell’abitacolo desiderata (sia d’inverno che d’estate) quando l’auto è ancora collegata alla rete in modo da non penalizzare l’autonomia. Per il resto restano le doti di Smart con la trazione posteriore, la grande agilità (raggio di sterzata da record) e l’ampia offerta di personalizzazione. In Germania Smart ED costa meno della precedente, il listino parte al di sotto dei 22 mila Euro, dai quali vanno detratti gli incentivi molto consistenti in quel paese e in diversi altri del Nord Europa.
 
 

 
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Martedì 3 Gennaio 2017, 13:31
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