Golf regina d'Europa, Volkswagen rinnova la sua icona: design evoluto e tecnologia al top

di Giampiero Bottino
PALMA DE MAJORCA - In 43 anni di sfolgorante carriera (per la precisione, saranno 44 a primavera) tanti hanno tentato a sottrarle la corona. Raramente riuscendoci, al massimo per pochi mesi, perché così vuole la scansione dei cicli di vita delle automobili. Ma sua maestà la Golf ha sempre saputo riprendersi in fretta il trono europeo. Adesso, forte dell’esperienza accumulata con una longevità che non ha eguali nel panorama continentale, gioca d’anticipo per adeguarsi ai ritmi di un cambiamento che procede con la rapidità del mondo 4.0 e non secondo i tempi più compassati, della progettazione automobilistica.
 
 


Una scelta dettata dalla ferma volontà di mantenere, anche sotto l’aspetto tecnologico, l’indiscussa leadership della categoria, non certo dalla effettiva necessità di ringiovanire un prodotto che non ne sentiva certo il bisogno, come stestimoniano i dati di vendita del 2016, che parlano di un milione di unità vendute, di cui 580.000 consegnate alla clientela europea. In seguito a questa scelta, l’attuale generazione della Golf, la settima, diventa anche la prima della sua lunga storia – assicurano a Wolfsburg – a sottoporsi a un restyling. Che è stato ben più profondo di quanto non appaia a prima vista, dato che lo stile è rimasto fedele alla lineare e classica essenzialità delle linee: è cambiato il disegno dei paraurti e lo sguardo è diventato più penetrante e incisivo grazie alle luci full Led (opzionali quelle anteriori, di serie per tutta la gamma quelle diurne e i gruppi ottici posteriori). Più significativi sono stati gli interventi sulla meccanica e – in misura ancor più accentuata – quelli su assistenza alla guida, infomobilità, comunicazione e connettività.
 


Per quanto riguarda il powertrain, la novità meccanica di maggiore rilievo è senza dubbio rappresentata dal motore 1.5 Tsi Evo, turbo a benzina da 150 cv (ma è in preparazione anche la versione BlueMotion con 20 cv in meno) con sistema di gestione attiva dei cilindri che quando la situazione lo consente vengono automaticamente disattivati due cilindri a tutto vantaggio della riduzione di consumi ed emissioni. In abbinamento con il nuovo cambio Dsg doppia frizione a 7 rapporti, questo propulsore promette emissioni medie di CO2 di 102 g/km, rivelandosi equilibrato, silenzioso e tutt’altro che compassato. Nella prova su strada, il suo temperamento brillante ha suscitato un’eccellente impressione anche quando a fargli “compagnia” era la trasmissione manuale a 6 marce.

Come motorizzazione d’ingresso, nel cofano della Golf entra per la prima volta il 3 cilindri turbo 1.0 Tsi 1.0 nelle versioni da 85 e 110 cv, mentre resta a completare l’offerta a benzina c’è il classico 1.4 Tsi da 125 cv. Tra i turbodiesel ci sono i Tdi 1.6 da 90 e 125 cv, il 2.0 da 150 cv e la sua declinazione più muscolosa da 184 cv, riservata all’icona Tdi che in Italia non sarà proposta nella versione Variant (station wagon). Salvo i propulsori benzina e diesel di minore potenza, tutte le altre unità sono disponibili con il cambio Dsg a 7 marce in alternativa alla trasmissione manuale.

Sono però i contenuti tecnologici a fare di quella uscita dal restyling la prima Golf che entra a vele spiegate nell’era digitale. Ne dà dimostrazione l’Active Info Display con la sua strumentazione virtuale proiettata dallo schermo ad alta risoluzione da 12,3 pollici che può essere configurato in base ai profili Classic, Consumi e Autonomia, Efficienza, Prestazioni e Sistemi di assistenza e Navigazione che vedono i due strumenti base (tachimetro e contagiri) cambiare dimensioni e posizione a seconda della modalità selezionata. In pratica, una tecnologia che non nasconde la stretta parentela con il Virtual Cockpit a suo tempo portato al debutto dai “cugini” dell’Audi.

Gli fa da contraltare, al centro della plancia, l’interfaccia della nuova piattaforma modulare di infotainment (Mib) disponibile in cinque livelli di crescente complessità e completezza ai quali corrispondono schermi di dimensioni accresciute – 6,5, 8 e 9,5 pollici – rispetto ai corrispondenti sistemi disponibili sulla Golf attuale. Nella configurazione più sofisiticata Discover Pro – ampiamente configurabile dall’utilizzatore in base alle sue preferenze – l’intero frontale del display è coperto da un elegante pannello di vetro sotto il quale, ai lati della schermata centrale, si trovano i comandi tattili delle varie funzioni. Una soluzione che libera la plancia dalla consueta fioritura di interruttori e bottoni.

La principale novità proposta da questa soluzione è rappresentata dai comandi gestuali, alla prima apparizione su una vettura compatta, che consentono di far scorrere con un gesto semplice e naturale le varie icone per selezionare quella desiderata, aggiungendosi ai comandi vocali e al touch-screen. La connettività è garantita dalla compatibilità con gli smartphone Apple e Android e dalla disponibilità di numerose app specifiche.

In questa parata tecnologica non mancano dei consistenti assaggi di guida autonoma. Combinando il mantenimento attivo della corsia di marcia e della distanza di sicurezza, per esempio, è possibile viaggiare in colonna, fino a 60 km all’ora, lasciando fare tutto all’elettronica e quindi liberando il guidatore dalla necessità – che la marcia a singhiozzo rende particolarmente stressante e noiosa – di occuparsi del volante e dei freni. L’auto sa eseguire autonomamente le manovre di parcheggio (anche con rimorchio al traino) e frena da sola nel traffico urbano, riconoscendo gli eventuali ostacoli, pedoni compresi.

La Golf rinnovata entra nel listino italiano con gli allestimenti Trendline, Business, Sport, Highline ed Executive e un listino che parte da 20.150 euro per i motori a benzina e da 23.050 per i turbodiesel e per la 1.4 Tgi a metano. In breve, si adeguerà ai nuovi contenuti hi-tech il resto della gamma, dall’avventurosa Alltrack a 4 ruote motrici alle muscolose Gti Performance da 245 cv e Golf R da 300 cv, per non dimenticare le futuribili Gte, ibrida plug-in, ed e-Golf elettrica.
 
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Sabato 18 Febbraio 2017, 18:22
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