Lexus LC 500h, la rivoluzionaria coupè ibrida con prestazioni da supercar

di Lorenzo Baroni
SIVIGLIA - Nata per stupire e per sfidare i preconcetti, Lexus LC 500h è la nuova coupè ibrida a 4 posti dalla linea sportiva ed innovativa con cui Lexus rompe l’etichetta che indica le auto ibride come noiose da guidare. Il nuovo design, formato da un intreccio di linee che esaltano il profilo aerodinamico della carrozzeria, è ripreso dal concept LC-LF esposto per la prima volta al Salone di Detroit nel 2012. Lunga 4,77 metri, larga 1,92, la LC 500h è basata sulla nuova piattaforma GA-L (Global Architecture – Luxury) realizzata con un mix di materiali pregiati e ad altissima resistenza, che porta in dote una migliorata distribuzione dei pesi a vantaggio della maneggevolezza.
 


Un’auto che mancava all’interno dalla variegata gamma di Lexus e Toyota una icona sportiva sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista tecnico che in parte riprende il testimone lasciato dalla mitica e indimentica Toyota Supra, supercar degli anni ’80 e ’90 e sogno di tanti appassionati di auto per oltre un ventennio per poi diventare l’auto che ha ispirato le forme di Saetta McQueen, l’auto da corsa protagonista della fortunata saga Cars il cartone sulle auto prodotto dalla sinergia tra Disney e Pixar. Come abbiamo visto iniziando dal pianale, le novità tecniche più interessanti sono all’interno dell’auto dove debutta il il Multi Stage Hybrid System: la sofisticata tecnologia che gestisce il motore benzina V6 3.5 da 299 cv ed il motore elettrico (da 132Kw di potenza massima) con il cambio automatico con convertitore di coppia a 4 velocità, montato a valle della classica trasmissione ibrida rivista per l'occasione. Il lavoro in serie dei due cambi regala all'auto una scelta tra ben 10 rapporti che garantiscono un accelerazione fluida e progressiva, oltre a regalarle un altro primato: è la prima auto del segmento Luxury ad adottare questa soluzione. La potenza combinata delle 2 unità è di 354 cavalli.

La nuova gran turismo di casa Lexus, la più rigida di sempre, arriverà in Italia a settembre 2017 ad un prezzo non inferiore ai 100.000 euro. Leggermente più costosa invece la versione L500 dotata di un V8 aspirato a benzina da 5.000 cc e da ben 477 Cv ma il suo arrivo in Italia è ancora al vaglio dei responsabili del marchio.

La Tecnica. L’innovazione è alla base della coupè giapponese che si pone l’ambizioso obiettivo di avvicinare due concetti da sempre distanti nel mondo delle auto come ibrido e sportività, con le soluzioni tecniche che hanno riguardato il cambio ed il potente motore ibrido della LC 500h, con l'introduzione del Multi Stage Hybrid System. Il sofisticato sistema che massimizza la potenza del motore termico e di quello elettrico grazie al nuovo dispositivo multifase che modifica la potenza in quattro tempi diversi per sfruttare al massimo i giri del motore. Il tradizionale cambio e-cvt simula infatti la presenza di tre ingranaggi meccanici moltiplicatori nella trasmissione che, combinati con i 4 rapporti del nuovo cambio automatico, rendono disponibili 9 velocità più una decima "di riposo", verosimilmente applicata al quarto rapporto, progettato per consentire il massimo risparmio di carburante. Il risultato è un motore che risponde in maniera diretta, con una progressione fluida e senza pause.


L’estetica e il design. Lexus LC è fortemente legata al concept esposto al Salone di Detroit 2012 che impressionò favorevolmente sia i vertici della casa giapponese, che pretese la trasformazione in auto di serie, sia critica e visitatori. Il grande lavoro fatto sul design della vettura è volto ad accentuarne lo stile aerodinamico della LC, caratterizzato da una linea del tetto che si assottiglia nella parte centrale dell’abitacolo, e da un cofano dalla linea particolarmente bassa. Sul frontale ritroviamo la griglia a clessidra, icona dello stile Lexus, in mezzo ai sottili gruppi ottici con luci diurne a freccia, mentre sul retro, dove troviamo meno rotondità rispetto all’anteriore un'altra clessidra è formata dalle linee che corrono lungo le fiancate fino a raggiungere i gruppi ottici posteriori. Entrando nell’abitacolo, interamente foderato in pelle e Alcantara, si percepisce subito la cura maniacale dei dettagli tipica dei giapponesi; tutto è studiato per coniugare comfort e piacere di guida: dietro il volante sportivo, con paddle realizzati in magnesio, troviamo una futuristica strumentazione digitale personalizzabile secondo le esigenze di chi guida. Confortevole la seduta sugli ergonomici sedili anteriori mentre non si può dire la stessa cosa sedendo dietro.

Al volante. Il Multi Stage è un valore aggiunto al felice connubio tra sportività ed eleganza della nuova LC500h; il V6 aspirato abbinato al cambio a 10 rapporti, si dimostra vigoroso e pronto sin dalle prime aperture del gas, è rapidissimo nel salire o scendere di giri e reattivo nel trasferire coppia e potenza alle ruote in modo immediato. Nell'uso sportivo si possono scalare anche due rapporti alla volta per accompagnare le frenate più decise e il cambio segue sempre le indicazioni del guidatore in modo rapido e immediato. In fase di accelerazione poi la cambiata è quasi impercettibile per quanto è rapida all'altezza dei migliori cambi a doppia frizione utilizzati su alcune supercar.

Contribuiscono a dare immediato feeling al guidatore anche lo sterzo diretto e preciso insieme alla frenata vigorosa ed efficace. Su strada poi la potenza e la coppia sono veramente alte e si fa fatica a sfruttarle a pieno a meno di avere grandi rettilinei liberi davanti a se. Anche in fase i accelerazione o di sorpasso l'auto prende rapidamente velocità e la spinta tende a calare solo dopo i 200 orari. In pista, spinta al limite sul circuito di Monte Blanco, LC500h non è veloce e puntuale nelle cambiate come la versione che monta il V8, ma rispetto alle altre Lexus con il tradizionale cambio e-cvt è ancor più evidente la differenza e la distanza tra la vecchia e la nuova tecnologia.

Anche se la versione ibrida ci ha regalato grandi soddisfazioni in strada e stupito in pista, tra i cordoli di un circuito è ovviamente la sorella equipaggiata con motore V8 5 litri da 477 cavalli a sentirsi più a suo agio. La progressione scandita dal cambio, accompagnata dal coinvolgente sound del motore, invita ad alzare il ritmo che la coupé giapponese tiene alla grande, divertendo in piena sicurezza: coi controlli inseriti la vettura si guida facilmente e l’ottimo allungo, scandito dalle rapide cambiate, regala emozioni forti.

Il sistema di gestione della cambiata include una funzione per la quale si adegua allo stile di guida del conducente anche senza utilizzare o scegliere il Drive Mode Select più adeguato a noi. Utilizzando però le leve sul volante e il tasto che imposta l'auto in modalità Sport + si può godere di una risposta immediata e diretta da vera auto sportiva sia per ciò che riguarda la risposta dello sterzo sia sulle sospensioni (che diventano più rigide) sia sulla reattività del motore. Il risultato è una guida anche troppo brillante su strada che diventa coinvolgente su percorsi guidati di montagna ma che per essere sfruttata al meglio richiede un circuito veloce e tecnico come quello spagnolo di Monte Blanco. 

Impressionante la capacità di girare veloce e su traiettorie strette vicino ai cordoli della pista, questo anche nelle curve e nei tornati da seconda e prima marcia, tutto questo diventa ancor più interessante una volta rapportato alla lunghezza dell'auto. Il motivo va ricercato nel suo buon bilanciamento, nel baricentro basso e nel lavoro del posteriore sterzante, tutto questo rende l'auto molto molto maneggevole e reattiva anche sulle curve strette senza accenni di sottosterzo. Potentissima e efficace la frenata, anche decelerando in modo e spingendo a fondo sulla leva del freno quando il volante è già ruotato e con l’auto in inserimento di curva l'auto si mantiene molto stabile senza accenni a perdite di aderenza tipiche di queste situazioni. Eppure stiamo parlando di un’auto da gran turismo e non certo concepita per la pista, eppure gli ingredienti per una guida entusiasmante ci sono tutti, come confermano i 4,5 secondi per accelerare da 0 a 100.
 
 
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Mercoledì 28 Dicembre 2016, 11:54
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