Golf efficienza e prestazioni, Volkswagen lancia le versioni sportive ed elettrificate

di Nicola Desiderio
MAIORCA - La regina d’Europa è anche la regina di tutte le versioni e di tutte le alimentazioni. Si chiama Volkswagen Golf e vuole non solo rimanere sulla vetta delle vendite continentali, ma anche offrire la più ampia gamma di varianti e alimentazioni che un’auto possa mettere a listino. Nessuna come lei ha infatti ben 4 versioni sportive e 5 diverse forme di propulsione: benzina, gasolio, metano, ibrido plug-in ed elettrico. Dopo dunque aver presentato l’aggiornamento che riguarda la parte più consistente della gamma, la tedesca cambia velocemente la vetrina e fa trovare le rinnovate GTI, R, GTE e e-Golf elettrica. Un modo, come molti altri, per affermare che solo lei può tenersi in equilibrio tra la famiglia e la pista, la tradizione e l’innovazione. Proprio tale completezza e tale equilibrio di forme e caratteristiche sono da sempre la sua forza. E se vi rinunciasse solo un attimo, la Golf non sarebbe più lei. Ad esempio, la Golf senza la GTI non potrebbe essere la Golf.

Era il 1975 quando la prima GTI fu presentata: aveva un motore 1.6 ad iniezione meccanica da 110 cv. Oggi la GTI Performance ha un 2 litri turbo ad iniezione diretta con variatore di fase e di alzata da 245 cv (0-100 km/h in 6,2 secondi), il differenziale autobloccante a controllo elettronico, lo sterzo progressivo e, a richiesta, il cambio DSG a doppia frizione a 7 rapporti che, per chi non lo ricorda, è una delle innovazioni portate dalla signora di Wolfsburg. La prima automobile di serie ad averlo fu nel 2003 la versione R32 che oggi si chiama semplicemente R, ha un 2 litri da 310 cv (+10 cv rispetto a prima), la trazione integrale, le sospensioni a controllo elettronico e naturalmente il DSG. Raggiunge (a richiesta) 267 km/h, accelera da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi e ora può montare a richiesta uno scarico in titanio, più leggero di 7,2 kg e dotato di una voce ancora più sportiva. La R ha di serie anche la strumentazione completamente digitale e i fari a Led, due delle novità introdotte recentemente sulla Golf che ora ha, per tutte le versioni, le luci posteriori completamente a diodi.

A completare la gamma sportiva non può mancare la GTD, altra sigla storica comparsa nel 1982. La Golf al suo debutto nel 1974 si era presentata con il primo “diesel veloce”, un 1,5 litri da 50 cv, presto seguito dall’1,6 litri da 54 cv che diventò turbocompresso nel 1982 con la GTD da 70 cv fino ad arrivare negli anni ’90 con l’altrettanto storico 1.9 a iniezione diretta. Oggi la GTD ha un 2 litri da 184 cv, in grado di offrire una sintesi ancora ineguagliata tra consumi (4,4 litri/100 km pari a 116 g/km di CO2) e prestazioni (231 km/h, 0-100 km/h in 7,5 s.).

A chiudere il trittico delle GT c’è la GTE ibrida plug-in con motore 1.4 da 150 cv ed elettrico da 75 kW inserito nel cambio DSG a 6 rapporti per un totale di 204 cv. Grazie alla batteria agli ioni di litio da 8,7 kWh ricaricabile in 2 ore e 15 minuti, fa 50 km e 130 km/h ad emissioni zero, oppure può scatenare entrambi i motori (222 km/h, 0-100 km/h in 7,6 s.) con un consumo combinato di 1,6-2 litri/100 km (36-40 g/km di CO2). In più ora il sistema ibrido tiene conto dei dati di navigazione consigliando il guidatore su come gestire al meglio le risorse del serbatoio e della batteria. Solo su quest’ultima conta invece la e-Golf, ma ora è notevolmente più capace. Si passa infatti dai precedenti 27 kWh, sufficienti per 190 km, a 35,8 kWh e 300 km, ma mantenendo gli stessi ingombri.

Si ricarica in 17 ore dalla presa domestica, in 10 ore e 50 minuti con la wallbox – a listino ne sono disponibili tre tipi diversi – e all’80% in 45 minuti dalle colonnine rapide a 40 kW. Anche il motore è più potente (100 kW, +10) e ha più coppia (290 Nm, +25), dunque lo 0-100 km/h viene concluso in 9,1 s. (1,3 secondi meno di prima) e la limitazione della velocità massima è fissata ora a 150 km/h (+10). La e-Golf ha di serie la frenata autonoma con il riconoscimento dei pedoni e in opzione altre due novità per tutta la gamma Golf come l’Emergency Assist e il Jam Assist.

Il primo arresta da solo la vettura accendendo l’hazard se il guidatore non risponde alle sollecitazioni visive e sonore, a causa di un colpo di sonno o di malore. Il secondo provvede a guidare praticamente in autonomia l’auto in colonna fino a 60 km/h, sfruttando simultaneamente tutti i dispositivi di assistenza come il cruise control adattivo con funzione stop&go (frena la vettura fino ad arrestarla e la fa ripartire), il mantenimento della corsia e il controllo dell’angolo cieco.

La e-Golf ha di serie la già citata strumentazione digitale e il nuovo sistema infotelematico con schermo da 9,2 pollici, dotato di comandi gestuali e di servizi avanzati che riguardano le informazioni, l’assistenza, la sicurezza con la chiamata di emergenza e, nel caso specifico, anche la gestione della ricarica e della climatizzazione a distanza, grazie alla app sul telefonino. La e-Golf costa 39.250 euro, come la GTE, ma ora si può acquistare senza pagare l’Iva scegliendo la formula di finanziamento Progetto Valore. Si anticipa il 20% del prezzo scontato a 32.200 euro, si pagano 36 rate da 299 euro, pari al 30%, e alla fine dei 3 anni viene riconosciuto il 50% del valore residuo, per di più calcolato sul prezzo pieno e spendibile con un’altra Golf o – perché no? – con la ID, l’auto elettrica che la Volkswagen sta preparando proprio per il 2020 e che sarà seguita da oltre 30 modelli per tutto il gruppo entro il 2025. È proprio vero: la Golf sta sempre un passo avanti.
 
 

 
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Domenica 7 Maggio 2017, 17:11
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