Bosch, l'auto diventerà un assistente personale grazie alla connettività

LAS VEGAS - Che il mondo sia sempre più connesso è un fatto inoppugnabile, ed altrettanto inoppugnabile è l’opportunità che le diverse tecnologie - come sensori, app, nuovi dispositivi e soprattutto l’internet delle cose - possono dare per semplificare la mobilità, aumentare la sicurezza e migliorare la vita. Ne ha parlato al Consumer Electronic Show di Las Vegas Werner Struth, membro del board di Robert Bosch AG - il colosso globale delle tecnologie e dei servizi - con responsabilità per le attività del Gruppo negli Stati Uniti.

«Entro il 2020 il mercato globale dell’IoT - ha detto Struth - raggiungerà un fatturato globale di 250 miliardi di dollari, di cui un terzo generato in Usa. Bosch è in una posizione di vantaggio in questa prospettiva perché operiamo in tutti i settori interessati, dalla mobilità alle tecnologie industriali, dall’energia alle costruzioni, ma anche nei prodotti di largo consumo. E Bosch - ha precisato Struth - ha la capacità di collegare ognuno di questi settori con gli altri, con l’ulteriore vantaggio di operare da tempo nell’ambito dell’IoT, campo in cui lavoriamo con scrupolo per diventare uno dei maggiori player mondiali». Struth ha ricordato nella sua presentazione la volontà di estendere la connessione via IoT a tutti i prodotti Bosch entro il 2020. Ed ha ribadito l’aiuto pratico che verrà dalla interconnessione tra veicoli, ambiente e oggetti. «Sarà un pò come avere a disposizione un assistente personale o un angelo custode per ogni momento della tua vita quotidiana - ha detto Struth - Qualcuno che sappia sempre se hai lasciato il forno acceso, anche mentre stai sfrecciando sulla tua auto oppure sei seduto in ufficio, e che possa prenotare il ristorante, parcheggiare da sola l’auto o alzare il riscaldamento prima di rientrare a casa».

All’edizione 2017 del CES Bosch dimostra, con numerose applicazioni già sul mercato ed altre che arriveranno a breve, che le soluzioni connesse hanno già trasformato in realtà questa visione. «La personalizzazione è una tendenza in forte crescita nel contesto della connettività nella smart home, nella smart city, nella mobilità connessa e nell’industria 4.0 - ha ribadito - e noi siamo la forza propulsiva di questa evoluzione». Secondo un recente studio, più del 60% degli intervistati ritiene che gli assistenti intelligenti siano una scelta appropriata. Per Bosch entro il 2022, il mercato globale della mobilità connessa inizierà a crescere di circa il 25% annuo e le auto saranno sempre più parte attiva dell’IoT e potranno comunicare attraverso il Cloud con altri mezzi di trasporto connessi, oltre che con i sistemi di domotica.

«I veicoli giocheranno un ruolo centrale in questa trasformazione - ha dichiarato Struth - e nuove funzioni connetteranno l’auto al suo ambiente circostante, ai sistemi di smart home e alle officine. La connettività sta trasformando l’auto in un assistente personale su quattro ruote». Secondo uno studio recentemente commissionato da Bosch, entro il 2025 la guida altamente automatizzata farà risparmiare quasi 100 ore l’anno ai guidatori nordamericani, cinesi e tedeschi. Comunicando con l’ambiente circostante, l’auto potrà anche ricoprire un ruolo importante all’interno delle smart city, ad esempio per segnalare - nell’ambito dei “community-based parking” i posti liberi. Ciò permetterà ai guidatori di risparmiare tempo e denaro e soprattutto a ridurre i livelli di stress.
 
 
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Giovedì 5 Gennaio 2017, 19:55
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